Locri (RC): operazione “Giano”

Nelle prime ore del mattino di oggi 01.07.2010, personale del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Locri ha dato esecuzione, in Locri (RC) e Melito Porto Salvo (RC) a: ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria a carico di 6 soggetti a vario titolo indagati per associazione di tipo mafioso, usura, frode in esecuzione di contratto d’appalto, truffa aggravata, intestazione fittizia di beni, con l’aggravante dell’art.7 L.203/1991, avendo agito per favorire l’associazione di tipo mafioso di riferimento (cosca Cordì); decreto di sequestro preventivo di un’impresa commerciale di compravendita auto – motoveicoli usati e relativo patrimonio aziendale, comprensivo di 17 tra autovetture e motocicli, con sede in Melito Porto Salvo (RC) e riconducibile al contesto associativo indagato; notifica, nei confronti di n.37 indagati nell’ambito del medesimo procedimento penale degli avvisi di conclusione indagini e contestuale informazione di garanzia ex art.415-bis c.p.p..

L’operazione, nella cui fase esecutiva sono stati impegnati circa 70 Carabinieri del Comando Provinciale con il supporto di militari dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, giunge all’esito di un’indagine (convenzionalmente denominata “Giano”) avviata nell’ottobre 2009, quale prosecuzione dell’attività investigativa denominata “Shark”, che nel settembre scorso aveva portato all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di indagati per associazione di tipo mafioso (con l’aggravante dell’essere l’associazione armata) finalizzata alla commissione di una pluralità di reati, tra cui rapine, estorsioni, usura, esercizio abusivo del credito, danneggiamenti, detenzione e porto illegale di armi ed altro, nonché al contestuale fermo del P.M. di altri 2 soggetti indiziati di essere “capi e promotori” del medesimo sodalizio mafioso ed al sequestro preventivo di una agenzia di mediazione immobiliare e di un esercizio commerciale, entrambi sedenti in Locri e riconducibili al contesto associativo indagato. L’articolata attività d’indagine, coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica di Reggio Calabria Dott. Antonio De Bernardo e Marco Colamonaci, ha consentito di: realizzare un approfondito percorso investigativo, finalizzato alla completa disarticolazione del circuito usurario, parte del quale già aggredito con gli esiti dell’operazione “Shark”, ricostruendo gli attuali interessi criminali imputabili alla cosca Cordì, la cui esistenza sul territorio è un dato storico attestato nella sua valenza giudiziaria da sentenze passate in giudicato (processi “Primavera” e “Primavera 2”); svolgere una qualificata azione di contrasto nei confronti della suddetta compagine criminale, che ha evidenziato una costante ed elevata capacità aggressiva nei confronti delle componenti sociali ed istituzionali locali; individuare gli interessi economici, patrimoniali e societari riconducibili ad affiliati e loro prestanomi consentendo, all’esito dell’attività di accertamento, di colpire anche il settore del reimpiego dei capitali illecitamente accumulati, di vitale importanza per l’esistenza della stessa organizzazione. Gli obiettivi investigativi, per come sopra indicati, sono stati perseguiti attraverso: l’effettuazione di intercettazione di conversazioni telefoniche ed ambientali nei confronti degli indagati; l’acquisizione di preziosi riscontri forniti dalle vittime dell’usura: a seguito, infatti, dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi del settembre 2009, basati anche sulle dichiarazioni rese da Rispoli Rocco e Rodinò Luca, altre vittime dell’attività usuraria decidevano di liberarsi dal giogo degli usurai e raccontare anni di soprusi e vessazioni subite; la coerente valutazione delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Marino Vincenzo. I soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi sono: Ruggia Cosimo (nella foto), nato a Locri il 14.08.1975, ivi residente via Bologna n. 6, indagato di aver fatto parte, con il grado di “sgarrista”, dell’associazione mafiosa denominata “Cosca Cordì”, operante in Locri e zone limitrofe; Zucco Gerardo, nato a Locri il 145.11.1970, ivi residente contrada Moschetta, imprenditore; Maiorana Francesco (nella foto), nato a Locri il 22.04.1978, ivi residente contrada Calvi n. 6, indagati del reato di usura, commesso avvalendosi della capacità intimidatoria ed al fine di agevolare l’attività del sodalizio criminale di riferimento; Modafferi Fabio (nella foto), nato a Melito Porto Salvo (RC) il 04.01.1978, ivi residente via Marina n. 43, di fatto domiciliato in Locri via Vittorio Veneto n. 81, indagato del reato di intestazione fittizia di beni; Tallura Antonio (nella foto), nato a Locri il 08.06.1965, in atto detenuto a Vibo Valentia e Tallura Francesco (nella foto), nato a Locri il 14.10.1962, in atto detenuto a Vibo Valentia, indagati dei reati di frode nell’esecuzione di contratto di appalto e truffa aggravata, con l’ulteriore aggravante di aver commesso i reati al fine di agevolare la cosca di riferimento. Il provvedimento di sequestro ha interessato l’impresa individuale di commercio autoveicoli usati “Auto Fashion” con sede legale a Melito Porto Salvo (RC), via Liguria n.11 ed unità operativa in Locri, e relativo patrimonio aziendale, costituito da 17 tra autovetture, perlopiù di grossa cilindrata, e motoveicoli, per un valore complessivo stimato in € 1.000.000,00 circa. Gli arrestati: Ruggia Cosimo, nato a Locri (RC) il 14/08/1975 ed ivi residente in via Bologna n. 6; Maiorana Francesco, nato a Locri (RC) il 22/04/1978 ed ivi residente in c.da Calvi s.n.c.; Modafferi Fabio, nato a Melito Porto Salvo (RC) il 04/01/1978 e residente a Melito Porto Salvo (RC) in via Lembo n. 29, di fatto domiciliato a Locri (RC) in via Vittorio Veneto n. 81; Tallura Antonio, nato a Locri (RC) l’8/06/1965, già detenuto presso la casa circondariale di Vibo Valentia e Tallura Francesco, nato a Locri (RC) il 14/10/1962 già detenuto presso la casa circondariale di Vibo Valentia. Attualmente ricercato: Zucco Gerardo, nato a Locri (RC) il 15/11/1970 ed ivi residente in c.da Moschetta s.n.c.; sottoposta a sequestro preventivo: impresa individuale “Auto Fashion”, con sede legale a Melito Porto Salvo in via Lungomare n. 11 e sede distaccata di Locri sita in via Marconi s.n.c., n. 14 autovetture e n. 3 motocicli custodite presso l’azienda.

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Author: Maurizio Gangemi