
La Reggina, per l’ennesima volta, fa harakiri e si complica maledettamente la vita da sola. Credeteci, non riusciamo più né a contare né, quindi, ad elencare tutte le volte in cui gli amaranto si sono castrati da soli regalando vittorie e punti agli avversari. E’ davvero incredibile come gli uomini di Novellino-Iaconi-Breda siano stati capaci di far sì che l’obiettivo massimo attuale si possa raggiungere solo alla 42^ giornata di campionato: l’ultima! Che delusione infinita, che amarezza. Non siamo quasi più nemmeno in grado di darvi conto degli spettacoli a cui assistiamo impietriti. Dire che la Reggina è imbarazzante è un eufemismo. Dire che le responsabilità di tutto questo sono, in primis, da ascrivere al presidente Foti vorrebbe dire soltanto ripetersi.
Potremmo contestare così come lo abbiamo fatto dalla seconda gara di campionato (con la sola pausa in concomitanza dei 5 risultati positivi consecutivi) ma, credeteci ancora, siamo stremati per averlo fatto dall’inizio di settembre. Oggi, a Grosseto, l’apice di tutte le nefandezze combinate dagli amaranto. Avanti per 2 a 0, contro una squadra che ha abbandonato ben presto i sogni dei playoff per la sonora vittoria del Cittadella, dopo aver sprecato una miriade di occasioni per chiudere e strachiudere gara e campionato, si fa raggiungere nel recupero regalando rigore del pari e pareggio stesso. E’ pazzesco! Se non fossimo abituati a questo genere di spettacoli (da due anni a questa parte soprattutto) diremmo che è un sogno. Un incubo, per meglio dire. A prescindere dalle occasioni gettate al vento, l’episodio conclusivo e decisivo ha del grottesco. Cosa sarà mai passato in mente a Cascione allorquando, fuori o dentro l’area è irrilevante, ha pensato di stendere Alfageme in area? Che diamine gli sarà scattato in testa? Perché? Interrogativi che resteranno senza risposta e che, di fatto, costringeranno la Reggina a giocarsi il tutto per tutto domenica prossima in casa contro l’AlbinoLeffe. E poi, che spettacolo indecente ancora quello al triplice fischio finale con tutti gli amaranto [panchinari, direttore sportivo (?) e segretario inclusi] andare a rivolgersi con invettive contro Consonni reo, secondo loro, di aver realizzato il rigore del pari. Che avrebbe dovuto fare? Calciarlo fuori o farselo parare? Ed in virtù di cosa questa pretesa? E’ sempre la solita storia, è sempre la solita solfa. Siamo eccezionali a chiedere la regolarità del campionato e la sportività di tutte le squadre salvo poi incazzarci se regolarità e sportività, magari, ci arrecano un danno. Cose da pazzi. Piuttosto che incazzarsi con Consonni perché gli amaranto non hanno sbattuto la testa contro il muro punendosi per tutte le volte che hanno fatto ridere e/o sconcertare coloro i quali hanno assistito alle loro gare? Perché non hanno preso Cascione dall’orecchio per urlargli “Che c… hai fatto?”. Perché non hanno strigliato a dovere Bonazzoli, Missiroli e Pagano (per esempio) che solo oggi si sono divorati tre nitide palle goal consentendo, in sostanza, il pareggio del Grosseto? Perché non hanno fatto questo e sono andati ad assalire Consonni che, tutto sommato, altro non avrebbe potuto fare? Certo, Grosseto-Reggina non è Lazio-Inter per cui non c’erano le stesse, diciamo così, “condizioni ambientali”, ma che cosa hanno contestato al giocatore toscano? E con che faccia l’hanno fatto? Non abbiamo più parole, credeteci, per descrivere lo spettacolo a cui abbiamo assistito oggi e, più in generale, in tutta l’intera stagione (anzi, mettiamoci pure quella dell’anno scorso e così la facciamo completa). Non vediamo l’ora che finisca tutto, che si chiuda questa stagione disgraziata forse peggiormente che quella scorsa (almeno nella precedente eravamo in A!). Siamo l’unica tra le retrocesse dalla A a non essere lì, vicini alla promozione: il Lecce in A ci andrà davanti al proprio pubblico domenica prossima ed il Torino di certo farà i playoff. E la Reggina? La Reggina “grazie” alla perle del suo presidente (e non solo) è costretta ancora una volta a salvarsi all’ultima giornata (nella migliore delle ipotesi, s’intende). Una storia, questa, che si ripete per l’ennesima volta solo che, almeno, le altre si era in A e concorderete che c’è una bella differenza tra Juventus e Milan ed AlbinoLeffe. O no? In sala stampa non c’è più né voglia né piacere di parlare. I cronisti sono amareggiati ed i giocatori, forse (sarebbe il caso che fosse così), si vergognano a farlo. Nicolas Viola, autore del goal del vantaggio, riesce ad aprire la bocca davanti a taccuini e microfoni. “Ero contentissimo per il mio goal – chiosa il ragazzo di Taurianova – che aveva spianato la strada verso il successo in una gara che poteva chiudere il nostro campionato. Poi è successo quello che tutti sappiamo e quindi dobbiamo soffrire fino alla fine. Siamo stati poco lucidi – continua – sprecando tutto il possibile e saremo costretti a battere l’AlbinoLeffe in casa domenica prossima”. La tua stagione? “Era iniziata benissimo con il goal vittoria a Cesena, poi l’infortunio e la lunga assenza l’anno pregiudicata. Pazienza!”. Emiliano Bonazzoli, taciturno per natura, quasi non riesce a dire se non un “Dobbiamo soffrire ancora”. Roberto Breda (nella foto), allenatore amaranto, uno dei pochi che dimostra di tenerci tantissimo al risultato finale e che, quando le cose non vanno bene, manifesta apertamente tutto il suo rammarico dice: “Avrei preferito non dover dire niente a proposito di questa gara. Siamo passati da una gara che, di fatto, avevamo chiuso così come il nostro campionato ad un’altra settimana che, per noi, culminerà con la partita della vita”. Le scelte di Cascione e Viola? “Costa e Brienza erano infortunati (sarà vero? n.d.r.)”. Cos’è successo oggi? “Che vuoi che ti dica? La partita era chiusa, avevamo giocato una gara fatta di personalità e di qualità ed abbiamo buttato al vento tutto quanto”. La solita storia, insomma? “Si, ma oggi ha un peso ed un significato diverso rispetto a tutte le altre volte. La Triestina ha vinto all’ultimo minuto, noi, all’ultimo minuto, abbiamo buttato via 2 punti e, per l’ennesima volta, ci siamo complicati la vita da soli”. Ed adesso? “Adesso dobbiamo pensare solo a battere l’Albinoleffe domenica prossima non pensando che potrebbe bastare anche il pari in virtù dello scontro diretto Frosinone-Triestina”. Come si torna a Reggio? “Torniamo delusi e molto amareggiati perché, in fondo, meritavamo di conquistare oggi la salvezza matematica”. Dopo Breda ecco Cascione, reo di aver procurato gratuitamente il rigore che ha consentito al Grosseto di pareggiare. “Siamo stati ingenui (perché parla al plurale, n.d.r.) nonostante il fallo sia iniziato ampiamente fuori area. Abbiamo sprecato – continua – tante palle per chiudere la partita e ci siamo combinati a soffrire ancora”. Sei tornato a fare il difensore centrale. “Si, Lanzaro era squalificato e Costa infortunato per cui ho dovuto farlo (e con che risultati, aggiungiamo noi)”. Cosa è successo? “Ci siamo adagiati sul 2 a 0 ed è arrivato subito il 2 a 1. Il resto, poi, lo ha fatto il rigore realizzato da Consonni”. Adesso l’AlbinoLeffe. “Non dobbiamo commettere altri errori perché altrimenti sarà dura (non “dura”, sarà Lega Pro e manco la soddisfazione di giocare col Portogruaro ci darete, n.d.r.)”. In ultimo una battuta del presidente Foti (nella foto) che la dice tutta sull’intera stagione: “Dobbiamo guardare avanti e pensare alla prossima partita per chiudere al meglio un campionato stracolmo di nostre responsabilità per la posizione in cui siamo”. Caro presidente, sono anni che ci dice che ha/avete responsabilità e sono ancora anni che queste responsabilità si ripetono (magari aggravandosi se possibile). Quand’è che avrà/avrete imparato e la smetterà/smetterete di rifare sempre gli stessi errori? Quand’è che il Dio denaro non le/vi annebbierà più la vista? Quand’è che da “simpatico ed importante” passerà/passerete ad essere “seri e decisi”? Ai posteri l’ardua sentenza (visto che il presidente non vede, non sente, non parla e “nenti sapi”).