
Vicenza– Reggina: 3-1. Vicenza: (4-4-2): Fortin; Ferri, Di Cesare, Giosa e Martinelli; Madonna (dal 76° Signori), Braiati, Botta e Gavazzi; Litteri (dal 68° Brivio) e Sgrigna (c) (dall’83° Margiotta). In panchina: Russo, Brivio Signori, Paonessa, Di Matteo, Misuraca e Margiotta. All.: Maran. Reggina (3-5-2): Fiorillo; Lanzaro (c) (dal 52° Missiroli), Cascione e Valdez; Vigiani, Carmona, Castiglia (dal 47° Brienza), Tedesco e Rizzato; Pagano (dal 65° Cacia) e Bonazzoli. In panchina: Marino, Santos, Barillà, Missiroli, N. Viola, Cacia e Brienza. All.: Iaconi. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: La Rocca e Costa. Quarto uomo: Merlino. Andata: 2-0 (Sgrigna e Bjelanovic). Marcatori: Di Cesare al 30°, Litteri al 32°, Brienza al 64° e Sgrigna al 72°. Ammoniti: Castiglia al 26°, Litteri, Valdez al 68° e Signori al 92°. Corner: 4 Vicenza e 7 Reggina. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note: Nel Vicenza debutta Madonna come esterno destro offensivo; in difesa Martinelli favorito su Brivio nel ruolo di terzino sinistro; niente da fare per Bjelanovic alle prese con problemi muscolari. Nella Reggina: Valdez riprende il suo posto in difesa con Lanzaro e Cascione; Rizzato è preferito a Barillà come esterno sinistro di centrocampo al posto dello squalificato Costa; esordisce Castiglia a centrocampo; Cacia e Brienza partiranno dalla panchina.
La cronaca. Reggina che torna in Veneto dopo l’exploit di due settimane fa a Padova. A Vicenza, Iaconi ripropone il 3-5-2, che meglio di altri moduli (il 4-4-2 di Novellino, prima, ed il 3-4-3 dello stesso Iaconi, poi) ha fatto il suo “esordio” proprio prima della sosta a Padova. Modulo, questo, che prevede che gli esterni di centrocampo, Vigiani e Rizzato, arretrino, all’occorrenza, andando aiutare i tre centrali difensivi, Lanzaro, Cascione e Valdez, sistemandosi in un 5-3-2 difensivo. Ceduto/sacrificato Morosini, sarà il neo arrivato Castiglia a fungere da mezz’ala destra. Terreno pesantissimo al “Menti”, anche il più semplice dei passaggi e dei controlli è reso difficile. Al 1° minuto Vicenza già in area amaranto con Gavazzi che raccoglie un cross da destra e colpisce di testa non impensierendo comunque Fiorillo. Al 5° ancora il Vicenza con Madonna che, di sinistro, manda di molto al lato alla destra del portiere amaranto. All’8° è Sgrigna (già in rete contro gli amaranto all’andata) a provarci ma il tiro è fiacco e nessun problema per la porta amaranto. Risponde Bonazzoli con una bella e rapida girata ben parata da Fortin. Al 10°, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Pagano, Castiglia viene atterrato da Giosa e Tozzi indica il dischetto. Al tiro va lo stesso neo arrivato che, emulando Cacia a Bergamo e Pagano con il Cesena, tira malissimo e Fortin, notoriamente non certo un fulmine di guerra tra i pali, respinge di piede pressoché inconsapevolmente. Terzo errore dal dischetto consecutivo per gli amaranto: a Bergamo, sponda Albinoleffe, sullo 0-0 fu Cacia a farsi parare il tiro da Pelizzoli e poi si perse 2-0; in casa contro il Cesena, fu Pagano, sul 2-1 in favore dei romagnoli, a farsi respingere da Antonioli il rigore del possibile pareggio e poi si perse per 3-1; pochi istanti fa Castiglia ha regalato, sullo 0-0, onore e gloria a Fortin e vedremo come andrà a finire. Mah! Fosse per noi tutti ad arare i campi. Tutti. Presidente incluso. Credeteci, ogni ulteriore commento risulterebbe superfluo e per giunta inadeguato. Un’altra sola considerazione in merito alla scelta di mandare al tiro Castiglia. Dopo, per esempio, Cacia a battere il rigore al 1° minuto a Bergamo appena rientrato dopo non sappiamo quante partite fuori per infortunio, oggi è toccato ad un altro “venuto dal nulla”. Questa è dimostrazione, ancora una volta, che nella Reggina di quest’anno regna l’anarchia più assoluta. Non c’è, quindi, né un leader, né una gerarchia né un allenatore con gli attributi e questi sono i risultati sotto gli occhi di tutti. Nello squallore generale di una partita tra due squadre in cui sarebbe davvero arduo scegliere la meno scarsa (la scelta era stata difficile anche per Padova e Reggina due settimane fa), ecco spuntare il goal del vantaggio dei padroni di casa. Al 30° cross da sinistra di Gavazzi, pallone in area verso Di Cesare (un difensore!) che, sbeffeggiando un Valdez immobile, stoppa a seguire e batte Fiorillo che, indice al naso, zittisce il suo pubblico così come Pagano dopo l’assist a Buscè nella gara casalinga contro la Salernitana. Un minuto e mezzo dopo, al 32°, il Vicenza addirittura raddoppia. Sgrigna da destra al centro per Litteri che, senza alcuna difficoltà, batte ancora l’incolpevole Fiorillo. Complimentoni davvero alla Reggina tutta, al suo allenatore pro-forma ed al suo presidente, presumiamo, tornato abbronzato dagli States piuttosto che stanco e provato per la sessione di calcio-mercato chiusa lunedì scorso. Da sempre e da ogni parte si diceva che era la difesa il reparto dove sarebbero dovuti arrivare innesti di categoria ed il presidente che fa? L’unico reparto non irrobustito, ma anzi indebolito dopo la partenza di Capelli, è stato proprio quello difensivo. Complimentoni ancora “Mister Number One” come la chiama un nostro collega a lei caro. L’errore dal dischetto di Castiglia – come quelli già riportati di Cacia e Pagano – costa caro o no? Iaconi merita ancora la panchina della Reggina o no? Lo capisce che così si retrocede o no? Ok presidente, cominceremo a pensare ai derby con Cosenza e Catanzaro in Lega Pro! Nel perpetrarsi dello squallore più assoluto finisce il primo tempo e le due squadra, meritatamente, vanno al riposo. La ripresa si apre, di fatto, con Castiglia che esce per Brienza. Il Vicenza gioca ancora il pallone e la Reggina guarda. Al 51° è Madonna a rendersi pericoloso, ma il suo tiro finisce sull’esterno della rete. Al 52° ancora un cambio tra le fila amaranto: dentro Missiroli e fuori Lanzaro. Iaconi non sa più che pesci prendere. Noi, al suo posto, a fine gara, prenderemmo il primo treno utile per Teramo e lì ci resteremmo. Seguono minuti di “non gioco” da parte di entrambe le squadre fino al 64° quando la Reggina accorcia le distanze con Brienza, al rientro dopo un lungo stop, con un gran sinistro da fuori area. Un attimo dopo Cacia sostituisce un inconcludente Pagano e la Reggina ci prova. E’ solo un fuoco di paglia che dura la “bellezza” di 7 minuti. Al 72°, infatti, al termine di una prolungata azione offensiva senza che la difesa amaranto opponga resistenza alcuna, il pallone arriva a Sgrigna che, d’interno destro, mette il pallone nell’angolo dove Fiorillo non può arrivare. 3 a 1 e palla al centro. In questo preciso istante, se finisse il campionato, la Reggina sarebbe meritatamente in C1, Lega Pro, Prima Divisione, insomma chiamatela come volete, ma sempre di terza serie si tratta, insieme a Salernitana, Padova e Mantova. Al 79° Fortin respinge d’istinto un colpo di testa di Bonazzoli da un metro. Un minuto dopo Cacia, superato anche Fortin in uscita, calcia a colpo sicuro ma il suo tiro colpisce il palo e, poi, Giosa allontana mentre i reggini protestano per l’eventualità che il pallone, dopo aver colpito il palo, abbia superato la linea bianca prima del rinvio, appunto, di Giosa. Ancora un minuto e Brienza, su punizione, manda di poco al lato alla destra di Fortin. La Reggina lotta con la forza della disperazione, ma i limiti sono evidentissime e si vedono tutti. All’89° ci prova ancora Tedesco ma la palla termina fuori. Dopo 3 minuti di recupero la partita finisce e, signori, siamo alla frutta! Nonna Maria e Michele “Zippa” avrebbero di sicuro fatto di meglio.