I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Locri, della Compagnia di Roccella Jonica e dello Squadrone Cacciatori “Calabria” hanno catturato Muià Stefano cl. ’67, latitante dal 2006, perché colpito da O.C.C. in carcere nr. 64007/04 RGNR, nr.22935/05 RGGIP e nr.143/06 RGOCC emessa il 02.03.2006 dal GIP presso il Tribunale di Napoli per associazione mafiosa e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. L’impegno è frutto di mirata attività investigativa, scaturita a seguito di specifici piani di ricerca per la cattura di latitanti, elaborati dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, diretto dal Colonnello Pasquale Angelosanto e diramati in tutta l’area della Locride. La cattura è avvenuta al termine di un’articolata e complessa attività operativa, compendiata in un’azione di minuziosa, certosina e silenziosa attività di cinturazione dell’area circostante al manufatto, bonificata e resa inoffensiva, e da un’irruzione risoluta e repentina all’interno del casolare, condotta da un’aliquota di militari specializzati. L’impegno ha visto impegnati decine di carabinieri.
Il Muià si era reso latitante perché colpito da un provvedimento restrittivo, emesso dall’A.G. di Napoli a seguito di una completa una manovra investigativa contro i canali di approvvigionamento di ingentissimi quantitativi di cocaina colombiana, che aveva già consentito la cattura di 84 persone ed il sequestro di oltre 10.000 Kg. di cocaina, individuati alle foci del fiume Orinoco, dove con una spettacolare operazione internazionale il R.O.S. e la D.C.S.A. erano intervenuti in collaborazione con la Polizia Venezuelana e la D.E.A. Nel corso dell’indagine, i Carabinieri avevano documentato anche le importazioni dello stupefacente dal Sud America in Europa, attraverso la Spagna, l’Olanda e l’Albania, per la successiva distribuzione in Italia, ai clan camorristici ed alla ‘ndrangheta. L’operazione rappresenta un durissimo colpo alla criminalità reggina, operante nell’area della c.d. “vallata dello stilaro”, a ridosso della provincia di Reggio Calabria e Catanzaro, in un momento storico in cui le cosche stanno assestando i propri equilibri con effetti rilevanti anche in relazione a gravissimi fatti delittuosi. L’intervento, esemplare sotto l’aspetto tattico,è durato pochissimi minuti. Localizzato il rifugio in un casolare nella contrada Farri Superiore del Comune di Grotteria, i militari dell’Arma non hanno esitato a fare irruzione nell’abitazione ove oltre al latitante, che non ha avuto modo di opporre nessuna forma di resistenza, vi erano i proprietari dello stesso appartamento tutti tratti in arresto in flagranza di reato di favoreggiamento. Quest’ultimi sono stati identificati in: Irgolino Sergio nato a Melito Porto Salvo il 01.08.1968 residente a Grotteria, muratore, pregiudicato; Macrì Susanna nata a Locri il 19.06.1970, casalinga, consorte dello Irgolino e Irgolino Soraya nata a Siderno il 19.06.1991 disoccupata, figlia dello Irgolino. Nel corso della scrupolosa e attenta ispezione dei luoghi veniva rinvenuta, sotto il materasso del letto utilizzato dal latitante, una carabina marca J. Gaucher calibro 10 con colpo in canna e nr. 60 cartucce dello stesso calibro. Successivamente in altro locale del casolare veniva trovato un computer portatile ed un cellulare in uso al latitante.