Questo è il “modello Reggio” o, invece, è “Reggio modello Napoli”?*

Complice la bella giornata, al tepore del primo sole primaverile, in sella ad una moto per evitare il traffico e scansare meglio le buche di una Città-groviera, abbiamo colto l’occasione per scattare qualche foto di ciò che, da mesi ormai, si vede in giro per la nostra straordinaria Città. Ordunque, lo spettacolo è quello che fedelmente (non sappiamo usare Photoshop) vi proponiamo. Pur non  muovendoci dal Centro Storico, quello che teoricamente dovrebbe essere il “fiore all’occhiello” di ogni città, o, comunque, rasentandolo nel suo perimetro verso nord, lo “spettacolo” a cui i reggini sono costretti ad assistere è inopinabilmente vergognoso, indecoroso, avvilente ed oltremodo mortificante.

Dopo 8 lunghi anni in cui abbiamo assistito a Festival di ogni natura (da quelli della “mulingiana ‘mbuttunata” a quelli dei “pipi chini” passando per quegli altri dei “pumadori sicchi”), a Campionati del Mondo vari (da quelli dei fuochi d’artificio a quelli delle “’cciappe” passando per il notissimo “1,2,3, stella!”), a Sfilate annesse e connesse (da quelle dei puledri e delle puledre e dei manzi e delle giovenche della scuderia/stalla targata Lele Mora passando per quelle “sotto”, “sopra”, “a destra” ed “a sinistra” delle stelle), a Notti Bianche (in mezzo a quelle “verdi” e “rosse” per restare in tema di festeggiamenti per l’unità d’Italia) ed a tutta un’altra serie di divertimenti, cazzeggiamenti, sfavillìo di luci e colori, abbuffate di vario genere, inaugurazioni di fontane e fontanelle, piazze e piazzette, dopo tutto questo (e molto altro ancora) ecco che, un anno fa, di questi tempi, Reggio viene “baciata” dal principe azzurro e, risvegliandosi, dopo un lungo sonno stracolmo di sogni, si accorge che, pufffff, è stato solo un sogno e che la realtà, ahinoi, è ben altra. La “realtà” è: una Città con un bilancio comunale con un "–" davanti lungo quanto “il chilometro più bello d’Italia”; una Città dove il Sindaco f.f. prima si dimette e, grazie ad un moto d’orgoglio, urla un “Non ci sto!” di scalfariana mmoria, poi ritira le dimissioni da dentro il morso della pressa in cui i suoi stessi “compagni di merende” lo avevano messo per stritolarlo, poi proclama 4 assessori da luna park e ne caccia altrettanti della passata gestione ed, infine, annulla tutto quello che aveva fatto e, chiedendo quasi scusa, si riprende ciò che avrebbe voluto togliere; una Città che ha visto un suo alto dirigente probabilmente suicidarsi non prima di essersi autoliquidato somme ingenti in barba alla crisi generale, alla chiusura di molte aziende, alla disoccupazione imperante senza il benché minimo ritegno; una Città che scopre aver pagato centinaia di migliaia di euro per la commissione di progetti inesistenti al compagno della succitata e suicidata dirigente e che, poverino, non sa come e perché gli siano stati accreditate quelle somme; una Città che ha il suo ex Sindaco – adesso Governatore delle Calabrie – e qualche altro consigliere comunale indagato per questo o quel reato; una Città che legge di un fantomatico “codice etico” in vista delle prossime elezioni Comunali e Provinciali (ma, scusate, etica e morale non sono un binomio inscindibile? e, se lo sono così come lo sono, com’è che queste due paroline dal così alto significato non solo mero e virtuale si possono accostare alla “politica” ed ai “politicanti” dei giorni nostri? onestamente, non ce ne facciamo una ragione! n.d.r.); una Città, come detto, ridotta a groviera della peggior qualità non svizzera ma d’importazione proveniente dal Burkina Fasu; una Città che vorrebbe vivere ma non ce la fa a liberarsi dalla morsa in cui è stata inesorabilmente stretta da chi, invece, avrebbe dovuto arricchirla, una Città che vorrebbe volare ma non riesce a divincolarsi tra le fitte trame della rete in cui l’hanno insaccata; una Città che vede imporsi candidati provenienti dallo stesso entourage dei predecessori; una Città che non è libera! E potremmo continuare ancora per molto, per moltissimo ancora. Questa è la Reggio, oggi, dopo il risveglio dal sonno durato 8 anni. Una Reggio che ha vissuto in “stato vegetativo” e che, fortunatamente, si è svegliata costatando, però, che l’incubo non era finito ma stava per iniziare. Ecco cos’è Reggio. Ed il famigerato “modello Reggio”? Nient'altro che un modellino di carta pesta che, alle prime piogge autunnali, è inesorabilmente ed irrimediabilmente crollato nonostante si affannino a ripeterne il motivetto ed a cercare di convincerci che esiste ancora (ammesso che sia mai esistito). Ma torniamo alla spazzatura del Centro Storico (non osiamo immaginare cosa alberghi nelle periferie). Nel mentre la T.A.R.S.U. è aumentata ancora nell’ultimo anno (nel 2008 era a quota 0,83 €/mq, nel 2009 è aumentata di oltre il 56% passando a 1,30 €/mq, nel 2010 è aumentata ancora di quasi il 44% arrivando a quota 1,87 €/mq e che, nel 2011, parrebbe prossimo un ulteriore aumento del 30% toccando, così, quota 2,43 €/mq – niente male: da 0,83 € e 2,43 € al metroquadro in 3 anni aumenterebbe così di quasi il 300% ciò vuol dire che triplicherebbe il suo ammontare essendo, così per come osserviamo andare le cose, inversamente proporzionale al servizio reso ai cittadini -), per non essere da meno anche la spazzatura in mezzo alle strade aumenta in percentuali addirittura maggiori. La colpa di chi è? Non certo dei lavoratori della Leonia (una delle tante “invenzioni” partorite negli ultimi 8 anni), pagati (se pagati) a singhiozzo negli ultimi mesi e, legittimamente, a singhiozzo sui propri mezzi per ripulire la Città. Ed allora, di chi è la colpa? Non di uno, non di due, ma del famigerato “sistema”, della ancora più famigerata “ragnatela” in cui è stata stretta la Città stessa. Ecco di chi è la colpa! E la Città, rifiutando di assistere ad occhi aperti all’incubo da poco iniziato, si rituffa nel sonno profondo ricordando gli effimeri fasti del passato e volontariamente dimenticando le vergogne del presente ed, ancora di più, del futuro che di roseo non sembra aver proprio nulla. Dormi Reggio, dormi ancora e non ti lamentare più di qualcosa che Tu hai consentito che accadesse. E, mi raccomando, il 15 ed il 16 maggio prossimi, vai pure a votare ma non piagnucolare se le promesse ed i proclami che molti ti faranno saranno disattesi nel post-elezioni. Non piagnucolare semplicemente perché, mia adorata Reggio, di essi ne sarai “complice”. Nelle foto: nelle prime due, via D. Tripepi e via D. Tripepi prolungamento; nella seconda coppia, via Cardinale Portanova (rispettivamente, accanto – si nota alle spalle dei cassonetti – a Palazzo “Campanella” sede del Consiglio Regionale della Calabria ed a 50 metri dallo stesso); nel terzo accoppiamento, via Aschenez (cuore pulsante della Città); poi ancora via Magna Grecia (con alle spalle la bellissima chiesa del Crocefisso) ed, infine, via Sott’Argine Calopinace (una decina di metri prima del confine tra Centro Storico e Sesta Circoscrizione). Dormi Reggio, dormi! *Il riferimento e l'accostamento al capoluogo partenopeo è solo ed esclusivamente riferibile alla nota "emergenza rifiuti" dei tempi scorsi.

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Author: Maurizio Gangemi