Calcio, serie D: La Camera (Leggende Amaranto) “Il gigante e la bambina”

(451) Era il 31 di luglio ed il Presidente Praticò presentava la compagine societaria dell’A.S.D. Reggio Calabria (allora era l’A.S. Reggina)

 

nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, subito dopo che il Sindaco Falcomatà aveva comunicato che la scelta per far ripartire il calcio a Reggio era ricaduta sull’unica candidata. Si attendeva ancora l’ufficializzazione dell’iscrizione in D, quindi la richiesta del Sindaco e tutti gli adempimenti burocratici. Praticò a precisa domande sulle ambizioni immediate della nuova società rispose: “Partiremo per disputare un campionato dignitoso, poi dipenderà da eventuali nuovi ingressi ad iscrizione avvenuta”. In quell’aggettivo “dignitoso” c’era, e forse c’è, un PROGETTO ad ampio raggio basato sulla nascita di un settore giovanile che potesse diventare una risorsa così come lo era stato in passato per la Reggina Calcio; sul recupero di un rapporto d’amore tra la Reggina e la Città, messa a dura prova da chi ha considerato i tifosi come un numero piuttosto che come il cuore pulsante della Reggina; sul rapporto con la provincia, da sempre vicina alla Reggina e pian piano allontanatasi dai colori amaranto; sul recupero della storia gloriosa di un club reclamata a gran voce dopo l’evento del 27 giugno con l’arrivo in città della “Banda Scala”. E poi cosa è cambiato? Forse la paura che la Città non avrebbe accettato un anno di transizione in serie D per costruire le basi per una scalata non immediata verso le categorie che più competono; forse lo spirito (positivo) di Cozza e Martino che vorrebbero vincere tutto e subito; fatto sta che il passo da campionato dignitoso a campionato di vertice, che in serie D non vuol dire altro che giocare per vincere, è stato breve. Tutt’oggi il mister continua a ribadire, non so quanto consapevolmente, che i conti si faranno al termine del girone di andata e arrivando a 5–6 punti dalla prima sicuramente… Questo passaggio, per una creatura neonata, è stato troppo grande da sopportare e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La squadra arranca, non riesce ad andare oltre ciò che (per la verità ben poco) vediamo di partita in partita. Chi gioca contro l’A.S.D. Reggio Calabria diventa di volta in volta una corazzata si chiami essa Roccella, Leonfortese, Cavese, Rende, Marsala. Basti pensare che il Rende, decimato anche ieri, ha perso mestamente a Noto e il Marsala che ha rischiato di violare il Granillo, proveniva da tre sconfitte consecutive. Il campionato fino al momento, non solo non è vincente, ma nemmeno dignitoso e intanto, da circa dieci giorni, il direttore generale Martino, almeno con la stampa, tace… * Presidente Associazione Culturale "Leggende Amaranto".

 

 


 

 

 

 

 

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi