Serie Bwin, recupero XVII^ giornata: Reggina Albinoleffe 1-2

Reggina – Albinoleffe: 1-2. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo (dal 79° Laverone), Cosenza ed Acerbi; Colombo (dal 66° Adiyiah), Missiroli (c); Viola, Rizzo e Rizzato; Campagnacci (dall’87° Sy) e Zizzari. In panchina: Kovacsik, Giosa, Castiglia e Tedesco. All.: Atzori. Albinoleffe (4-4-2): Tomasig; Bergamelli, Sala, Lebran e Foglio (dal 75° Previtali); Girasole (dal 58° Zenoni), Passoni (c), Hetemaj e Luoni; Cissè e Momentè (dal 64° Cocco). In panchina: Layeni, Cia, Martinez e Piccinni.  All.: Mondonico. Arbitro: Merchiori di Ferrara. Assistenti: Vuoto di Livorno e Costanzo di Orvieto. Quarto uomo: Saia di Palermo. Marcatori: Girasole al 17°, Acerbi al 72° e Previtali all’88°. Ammoniti: Luoni al 40°, Viola al 53°, Lebran al 55°, Mementè al 60°, Zenoni al 79°, Tomasig all’80° e Cissè all’85°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 6 Reggina e 2 Albinoleffe. Spettatori paganti: 865. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 11.086. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4430. Incasso totale: € 44.549.

Cronaca e commento. Primo tempo. Sole e temperatura mite sul “Granillo” in questa giornata festiva più primaverile che tardo autunnal/natalizia. Reggina ed Albinoleffe si incontrano per il recupero della XVII^ giornata di campionato, rimandata a suo tempo per consentire ai padroni di casa di affrontare al meglio (?) il quarto turno eliminatorio di Coppa Italia Tim in quel di Firenze. La Reggina è chiamata a sfruttare al meglio il doppio turno casalingo (sabato si replicherà ospitando il Grosseto, n.d.r.) per dar voce alle proprie ambizioni di mantenere o, meglio ancora, la zona play-off. L’avversario odierno, guidato dall’esperto Mondonico, seppur non particolarmente accreditato, giunge a Reggio dopo la vittoria casalinga contro l’Empoli di Aglietti a dire il vero “brutta copia” di quello visto ed ammirato a Reggio e, proprio per il successo sui toscani, non va sottovalutato. La Reggina, invece, arriva all’incontro con i bergamaschi dopo due sconfitte esterne consecutive in campionato (a Novara per 3-1 ed a Varese per 1-0). La gara inizia a ritmi lentissimi, quasi da far calare l’abbiocco dopo il primo lauto pranzo di inizio festività natalizie. Al 17° l’Albinoleffe passa in vantaggio al termine della prima ed unica azione degna di rilievo. Foglio ha la palla tra i piedi sulla sinistra, lascia sul posto Missiroli e Colombo e s’invola in area dove al limite c’è Adejo che lo lascia passare senza colpo ferire. Dalla linea di fondo, Foglio mette a centro area rasoterra dove la palla viene raccolta da Girasole che, comodamente, di piatto sinistro mette in rete. Il pubblico rumoreggia e non ha torto. Dov’è finita la Reggina d’inizio stagione (dalla V^ alla XIV^ giornata, per intenderci)? E’ stato un fuoco di paglia oppure l’abbiamo “semplicemente” sopravvalutata? Di certo, la Reggina attuale sembra essere la brutta copia di quella ammirata sino a qualche giornata addietro. Al 23° altra occasione da rete per gli ospiti. Momentè, arrivato sino alla linea di fondo sulla destra, mette al centro dove arriva Cissè che, da ottima posizione, fortunatamente perde l’attimo propizio e, di fatto, l’azione sfuma tra le fischia del pubblico di casa infastidito dall’atteggiamento dei propri beniamini. Al 26° la Reggina abbozza una timida reazione con Rizzato che s’invola sulla sinistra e mette al centro dove Zizzari è anticipato di un niente da un difensore bergamasco. I ritmi della gara si alzano, ma ancora non basta e gli errori in fase di appoggio, di costruzione e di palleggio degli amaranto sono numerosi e gravi. Al 30° la Reggina “grida” al rigore. Calcio di punizione di Viola da sinistra, palla al centro dell’area e Zizzari viene palesemente trattenuto sino ad essere buttato a terra. Per l’avvocato Merchiori è tutto regolare e si prosegue. Un minuto dopo ci prova Campagnacci battendo a rete, di prima intenzione, un cross lungo di Rizzato con la palla che sorvola la traversa difesa da Tomasig. Ottimi la coordinazione ed il tiro, pessima la mira. Al 35° ancora Reggina con Rizzo che prova da fuori area, il tiro, anche questa volta termina alto. La Reggina alterna lunghi periodi in cui pare assolutamente estranea al gioco ad attimi in cui sembra tornare in sé e reagire. A dimostrare, qualora gli ultimi risultati e le prestazioni non bastassero, che la Reggina non è più quella di 3-4 giornate addietro, ci si mettono anche i grossolani errori sui calci piazzati con l’attuazione degli schemi (evidentemente studiati e provati in allenamento) che si rivelano vere e proprie pacchianate piuttosto che “armi” da sfruttare al meglio. La Reggina “era”, adesso “non è più”! Ci auguriamo che sia “solo” un normale e fisiologico calo fisico e di concentrazione e che, nell’imminente intervallo, un tecnico come Atzori, che noi comunque stimiamo per carattere, determinazione e professionalità, sappia catechizzare i suoi uomini e che i secondi 45 minuti di gara siano di ben altro tenore. Al 45° si rende pericoloso Rizzo con una bordata da fuori area che costringe Tomasig alla deviazione in corner. Al 46°, durante il primo ed unico minuto di recupero, ci prova ancora Campagnacci, ma il suo tiro termina largo sul fondo. La prima frazione di gioco finisce qui, tra qualche timido applauso (per l’impegno profuso a tratti) e molti più fischi (per la prestazione opaca ed assolutamente sottotono). Secondo tempo. La Reggina sembra iniziare la seconda parte della gara con ben altro piglio rispetto a quello con cui ha disputato il primi 45 minuti di gara. Gioco un maggior numero di palloni senza più i grossolani errori già visti, ma senza nemmeno colpo ferire agli avversari. Ci provano prima Cosenza, di testa, e Viola, di sinistro, ma la palla in entrambe le occasioni termina fuori. Il pubblico, dal canto suo, vive momenti moralmente diversi: ai fischi in sede di errore alterna qualche timido applauso accompagnato da un abbozzo di coro d’incitamento. Il sole cala sul “Granillo”, si accende l’impianto d’illuminazione e la Reggina prova ad attaccare alla ricerca, quantomeno, del pari. Al 57° calcio di punizione battuto da Viola, palla in area dove è spizzicata da Campagnacci, sul secondo palo arriva con un attimo di ritardo Zizzari che fallisce così l’appuntamento con il pallone e, forse, con il goal. Al 61° ancora un episodio dubbio in area bergamasca con Cosenza che termina a terra forse trattenuto da un difensore. La Reggina protesta, ma l’arbitro ferma il gioco per un presunto fallo dello stesso Cosenza. Al 65° l’Albinoleffe va vicinissimo al raddoppio. Corner da sinistra e palla che termina la sua corsa tra i piedi di Bergamelli ad un paio di metri dalla linea di porta. Il difensore bergamasco si aggiusta la palla e batte a rete, ma c’è Adejo pronto a stoppare il tiro ed a sventare il pericolo. Atzori effettua il primo cambio: esce Colombo e tocca ad Adiyiah dar man forte in attacco. Al 68° ci prova ancora la Reggina con Campagnacci che, a botta sicura, si vede respingere in corner il suo tiro al volo da un difensore. Il pubblico capisce che più che i fischi ed i mugugni adesso serve il proprio incitamento. Al 70° azione pericolosissima dell’Albinoleffe. Cissè s’invola su una ripartenza con la difesa della Reggina colpevolmente protesa alla ricerca del pari e ben oltre la metà campo avversaria. Quanto il raddoppio sembra cosa fatta, l’attaccante bergamasco incredibilmente manda sul fondo. Al 72° la Reggina pareggia. Calcio di punizione 5 metri fuori dall’area di rigore. Al momento del fischio dell’arbitro, Acerbi non ha esitazioni e va a prendersi il pallone facendo ben intendere chi avrebbe calciato (e chi non l’avrebbe fatto). Acerbi prende la rincorsa, Viola tocca il pallone posizionandolo dove il difensore amaranto desidera, botta di sinistro e palla a filo d’erba ed a fil di palo alla sinistra di Tomasig dove lo stesso non può arrivare. Corsa del “bomber” amaranto verso la panchina ad abbracciare il medico sociale Pasqualino Favasuli forse premonitore. Non osiamo immaginare cosa stia pensando il “Mondo”: dal probabile e quasi certo 2 a 0 in proprio favore all’1 a 1 in un lasso brevissimo. Gli “esperti” di calcio dicono che, spesso, a goal “mangiato” corrisponda un goal subito. Il pubblico, adesso, gradisce l’impegno e l’abnegazione dei suoi beniamini e sottolinea le occasioni che l’”11” di Atzori produce. La gara, adesso, di preannuncia bella e tirata per il restante quarto d’ora. Reggina proiettata verso la vittoria ed Albinoleffe “chiuso” a difendersi. Atzori effettua il suo secondo cambio: esce Adejo ed entra Laverone. Chiaro l’intento del tecnico amaranto: vincere! La Reggina macina gioco e crea azioni, ma senza affondare. All’86° punizione di Viola dalla linea di fondo, palla in area dove arriva Cosenza che, in scivolata, manda sul fondo. E proprio quando la Reggina profondeva il massimo impegno con il massimo sforzo, all’88° l’Albinoleffe raddoppia. Il nuovo entrato Previtali, ricevuta palla fuori area, si aggiusta il pallone e con il destro lascia partire un tiro secco indirizzato nell’angolino basso su cui Puggioni non arriva. Forse, per quanto fatto vedere nei 90 minuti, il risultato è giusto e l’Albinoleffe merita questa vittoria. Ad Atzori, invece, spetta un durissimo lavoro anche sotto il punto di vista psicologico in vista dell’impegno di sabato prossimo contro il Grosseto ancora al “Granillo”. Cade, la Reggina, per la prima volta in casa in questo campionato. Le distanze dalle posizioni che contano restano più o meno invariate, ma quello su cui è necessario riflettere è la condizione, la prestazione e cosa stia realmente accadendo alla squadra amaranto che, ribadiamo, non è più quella di un tempo anche piuttosto vicino. Ad Atzori il compito di capire ed agire di conseguenza. Noi, dal canto nostro, pur amareggiati, restiamo dell’idea che questa squadra è una buona squadra e che quest’allenatore è un ottimo allenatore. E, cosa di non poco conto, noi non abbiamo mai parlato di A sebbene gli “indizi” potevano lasciar presumere che qualcosa in più di un buon campionato si potesse disputare. Lasciamo ad altri i proclami, non voliamo basso e, s’è del caso, sapremo dispiegare le ali al momento opportuno senza rischiare di cadere perché frettolosi e, quindi, poco attenti. Al mister spetta il lavoro sul campo, al presidente (nella foto) ben altro lavoro sui calciatori affinché capiscano che nulla è fatto e che tutto ha a divenire. Ad majora!

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Author: Maurizio Gangemi