Serie Bwin, XI^ giornata: Reggina Empoli 0-0

Reggina – Empoli: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Viola (dal 72° Barillà), Missiroli (c) e Rizzato; Campagnacci (dal 60° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Tedesco, Costa, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Empoli (4-4-2): Handanovic; Vinci, Marzoratti, Stovini e Gotti; Nardini, Musacci (dal 68° Soriano), Moro e fabbrini (dall’83° Cesaretti); Coralli e Foti (dal 60° Mchedlidze). In panchina: Pelagotti, Mori, Gorzegno e Lazzari. All.: Aglietti. Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Italiani di L’Aquila ed Evangelista di Avellino. Quarto uomo: Oliveri di Palermo. Ammoniti: Musacci al 7°, Rizzo al 26°, Nardini al 58° e Vinci al 90°. Recupero: 0’ (p.t.) e 2' (s.t.). Corner: 3 Reggina e 6 Empoli. Spettatori paganti: 1621. Abbonati: 3407. Incasso al botteghino: € 22.715. Quota abbonati: € 21.660. Spettatori totali: 5028. Incasso totale: € 44.375.

Note. Gli ex. Sono 3: Aglietti (nella foto con la maglia del Milazzo), Stovini e Nardini. Il primo su tutti è Alfredo Aglietti, indimenticato bomber amaranto nelle stagioni 1994-1995 e 1995-1996. Fu acquistato dal Pontedera (formazione toscana di C2 dove realizzò il suo record di reti in una sola stagione, 22) tra le cui fila segnò un goal all’Italia di Arrigo Sacchi, battuta poi per 2-1, in un’amichevole preparatoria ai mondiali di USA 1994. Ha debuttato in maglia amaranto il 28.08.94 (si giocava in serie C1 e l’allenatore era Giuliano Zoratti) con una doppietta vincente in casa della Turris. In quella stagione vinse il titolo di capocannoniere del girone C con 20 reti (suo score più ricco in B) in 32 partite e consentendo alla Reggina di arrivare prima nel girone con 70 punti, 10 in più del secondo classificato Avellino (suo il goal vittoria in terra irpina rivelatosi poi determinante), conquistando la promozione in B. Nel successivo torneo cadetto (allenatori Zoratti e, poi, Gagliardi), Aglietti ha siglato altre 18 reti in 37 presenze: fondamentale la doppietta all’ultima giornata di campionato per il 3-1 finale a Reggio Emilia contro la Reggiana di Carletto Ancelotti la settimana prima promossa in A. Fu questa la sua ultima gara in amaranto, era il 27.08.95. Successivamente ha giocato in A a Napoli (9 goal in campionato e 2 in Coppa Italia in 28 presenze nella stagione 1996-1997) e Verona (18 reti in 73 presenze dal 1997 al 2000). L’ultima apparizione a Reggio è datata 24.05.98 allorquando, con il Verona, realizzò una doppietta consentendo agli scaligeri il 3-0 finale. Dopo Verona sponda Hellas, ha giocato anche su quella Chievo (10 presenze e 2 goal), Pistoiese (18 presenze e 3 goal), Arezzo (28 presenze e 2 goal), Milazzo (3 presenze ed 1 goal) ed, infine, Villacidrese (19 presenze ed 11 goal) dove concluse la sua carriera da calciatore. Da allenatore: Rondinella, Sestese, Viareggio, Sampdoria Primavera ed ora, appunto, Empoli; Lorenzo Stovini, roccioso centrale difensivo ha disputato i primi 2 campionati di A degli amaranto collezionando 66 presenze ed una rete (quello del pareggio sul neutro di Catania contro il Verona passato in vantaggio con rete di Bonazzoli durante il campionato 2000-2001 che terminò con la retrocessione degli amaranto usciti sconfitti dallo spareggio salvezza proprio contro il Verona); Riccardo Nardini, centrocampista vanta 12 presenze in A nella Reggina nel campionato 2006-2007 (la stagione del -11, per intenderci, con Mazzarri in panchina). L’arbitro. Tozzi ha già diretto la Reggina in 3 occasioni: due sconfitte, entrambe nello scorso torneo, la prima in casa con il Modena (0-1 goal di Troiano) e la seconda a Vicenza (1-3 con reti di Di Cesare, Litteri, Brienza e Sgrigna e con il rigore sbagliato da Castiglia in quella che fu l’ultima panchina di Iaconi prima dell’arrivo di Breda) ed un pareggio casalingo contro il Cittadella (1-1 con reti di Capelli e Pesoli). Tozzi ha invece diretto 2 volte l’Empoli che ha conquistato una vittoria (contro l’Ascoli, al termine di una gara dove l’arbitro decretò ben 4 rigori – due, realizzati, per l’Empoli e due, uno realizzato ed uno no, per l’Ascoli) ed un pareggio. Al “Granillo” si affrontano la squadra con il secondo miglior attacco del torneo (la Reggina con 18 goal realizzati) e quella con la miglior difesa (l’Empoli con soli 6 goal al passivo). L’Empoli è l’unica formazione del torneo cadetto ad essere ancora imbattuta. (Dati statistici in collaborazione con Domenico Durante). I risultati ottenuti sin’oggi dall’Atzori Band consentivano di presumere il vedere una sensibile maggiore affluenza di pubblico al “Granillo” approfittando anche della giornata mite. Evidentemente, però, i risultati positivi ed il terzo posto in classifica non bastano all’ “esigente” e “dal palato fine” pubblico reggino comunque più numeroso ma non quanto immaginato. Mah!!! Per l’ennesima volta, comunque, in barba alla famigerata “tessera del tifoso”, una trentina di tifosi empolesi trovano spazio ed accoglienza non nel settore agli ospiti riservati, ma a sinistra nell’angolo basso nella tribuna est (come già successo, peraltro, con modenesi e vicentini). Cronaca e commento. Primo tempo. La partita inizia a ritmi bassi, con le due squadre attente e propense in primis a studiare l’avversario piuttosto che giocare a testa bassa. Questo ci conferma quanto ci si aspettava, una partita cioè altamente tecnica avendo di fronte due delle maggiormente in forma compagini dell’intero torneo (tra le altre, su tutte, il sorprendentissimo capolista Novara). All’8° ci prova la Reggina sugli sviluppi di uno schema da calcio piazzato. Rizzo serve al limite Bonazzoli che, al volo di destro, batte a rete ma il suo tiro è respinto da un empolese. Al 9° ancora Reggina. Cross da destra che un difensore manda fuori area, decentrato a sinistra, interviene Rizzato che di prima intenzione calcia ma il suo tiro termina sul fondo alla sinistra del portiere ospite Handanovic. Al 19° Empoli pericolosissimo. Cross da destra di Nardini, Foti svetta su tutti in area e colpisce di testa indirizzando in porta. Ci vuole uno straordinario Puggioni a volare alla sua sinistra ed a deviare in corner. Al 24° Reggina timidamente nei pressi della porta avversaria. Corner di Viola da sinistra, palla alta in area, Handanovic va fuori tempo e Cosenza è colto di sorpresa e non riesce ad indirizzare a rete il suo colpo di testa che termina alto sulla traversa. Incredibile palla goal per l’Empoli. C’è un cross da sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta finché Nardini, dalla linea di fondo opposta al cross, la rimette in mezzo con Puggioni fuori tempo e fuori spazio. Il pallone, beffardamente, riattraversa lo specchio della porta senza che nessuno intervenga tra le fila empolesi e ci pensa Adejo a mettere finalmente in corner. L’Empoli è certamente più pericoloso di una Reggina che appare oltremodo timorosa ed attenta più a non prenderle che a darle. Strano l’atteggiamento odierno della squadra di Atzori (che si sbraccia ed urla in panchina), mai vista una squadra così rinunciataria. L’Empoli, intanto, si rifà vivo con Foti che, di testa, “appoggia” a Puggioni non riuscendo ad imprimere forza al suo tiro. Il pubblico si accorge delle difficoltà dell’undici amaranto, ma piuttosto che incitarlo ne sottolinea gli errori ad ogni ripartenza andata a vuoto. Come sarcasticamente disse una volta quel “galantuomo” di Novellino, “quello di Reggio è un pubblico che ha vinto la Champions” e, quindi, abituato a grandi palcoscenici. In quell’occasione, tra le mura della sala stampa, non ci lasciammo sfuggire l’occasione di ribattere sottolineando che aveva ben donde a sostenerlo giacché un anno prima la Champions l’aveva vinta lui. Come sapete dopo 10 gare “tolleranza zero” e “kaput!” (anche per questo suo becero atteggiamento oltre ai risultati che di certo non erano congrui alle aspettative, ovviamente). Al 39° la Reggina ci prova con maggiore convinzione e pericolosità. Cross da sinistra di Rizzato e Bonazzoli che prova, di testa, a mandare sul lato più lontano rispetto ad Handanovic che, però, si allunga e plasticamente blocca. Si rivede la Reggina, quindi. Ritrova coraggio e prova l’affondo anche un paio di minuti dopo con Laverone che s’incunea in area dalla linea di fondo a destra, ma sbaglia l’appoggio rasoterra per Missiroli e l’azione svanisce. Il primo tempo, senza recupero, finisce a reti inviolate. La gara, fin qui, non è stata brutta, ma nemmeno bella per via, soprattutto, dell’alto tasso tecnico con cui sono stati disputati i primi 45 minuti. Ci auguriamo che Atzori abbia assimilato le nozioni necessarie e le trasferisca ai suoi in modo tale che si riesca a scardinare la difesa toscana senza, però, rischiare ancora molto in fase difensiva. Secondo tempo. La seconda frazione di gioco inizia sulla stessa falsa riga del primo. Gara molto tattica da entrambe le parti e gioco che, di conseguenza, ne subisce sotto il profilo della spettacolarità o dell’esteriorità che dir si voglia. Tutto come nelle previsioni, d’altro canto. In più però, e non è poco, c’è che la Reggina appare essere scesa in campo con ben altre intenzioni alzando il proprio baricentro fino a portarsi sulla trequarti avversaria e non più subendo il forte centrocampo architettato da Aglietti. Sia ben chiaro, a scanso di equivoci, secondo il nostro giudizio una gara come questa, come detto non bella, non vuol dire un passo indietro rispetto alle luccicanti vittorie del recente passato. Vuol dire che oggi, al “Granillo”, c’è un avversario degno. Un “signor” avversario, insomma. Ne consegue che la partita è equilibrata e, forse anche per questo, bella sotto il profilo tattico e meno sotto quello estetico. Nel giro di un paio di minuti la Reggina si rifà sotto pericolosissima. Dapprima con Missiroli che non riesce a mandare nello specchio della porta un cross di Rizzato e poi con Rizzo che, liberatosi per il tiro, scaglia il suo destro che però termina al lato. I due allenatori, come impegnati in una lunga partita a scacchi, studiano le mosse dell’altro ed agiscono di conseguenza. Il primo a cambiare un uomo in campo è Atzori: fuori Campagnacci e dentro Adiyiah. Immediatamente risponde Aglietti: fuori Foti e dentro Mchedlidze. Tatticamente non cambia nulla, fuori due attaccanti e dentro altri due. Ciò che può spostare l’equilibrio verso una delle due squadre sono semplicemente le caratteristiche tecniche dei due nuovi entrati. Vedremo. Nel frattempo la Reggina dimostra nuova verve rispetto al primo tempo e mantiene il pallino del gioco sebbene l’Empoli non si fa pregare per avanzare creando, comunque, non poche apprensioni considerato il potenziale di cui è dotato. Secondo cambio per Aglietti: fuori Musacci e dentro Soriano. La Reggina spinge, il pubblico si sveglia e, finalmente, applaude incitando i suoi. Ben altra Reggina, questa, rispetto a quella vista nei primi 45 di gara. Non che quella fosse brutta, ma semplicemente timorosa al cospetto di un ottimo Empoli. La peculiarità principale di Atzori, però, è quella di scendere in campo sempre per vincere e, quindi, supponiamo che negli spogliatoi abbia ribadito il concetto. Al 72° ci prova Viola con un bolide di sinistro da fuori area. La palla, purtroppo, termina alto non di molto sulla traversa. Secondo cambio anche per Atzori: esce proprio Viola ed entra Barillà. Il cambio non è solo di uomini, ma anche di schema tattico: dal 3-5-2 si passa al 3-4-3 con un centrocampo composto adesso da Laverone, Rizzo, Barillà e Rizzato ed una linea avanza che vede Missiroli, Bonazzoli ed Adiyiah. All’80° è davvero pericolosissimo l’Empoli. Mchedlidze riceve al limite dell’area spalle alla porta, si gira alla sua destra e, di sinistro, lascia partire un fendente rasoterra che fa la barba al palo alla destra di un Puggioni proteso ma impotente se il pallone fosse stato dentro lo specchio della porta. Scampato pericolo. Il ritmo scende ancora, in fondo siamo a meno di 10 minuti dalla fine della gara ed entrambe le squadre hanno speso tanto finora. Non tanto sotto il punto di vista fisico, quanto sotto quello mentale. Mantenere l’attenzione alta, altissima, per 80 minuti e passa non è cosa di poco conto e costa sicuramente parecchie energie. Aglietti, all’83°, effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce il “fenomeno” Fabbrini (oggi braccato ed inconcludente) ed entra Cesaretti. All’85° ci prova da fuori area Adiyiah, il suo tiro termina centralmente tra le braccia di Handanovic senza alcun patema particolare. Al 92° Nardini fa scorrere l’ultimo brivido sulla schiena dei reggini. Un suo tiro da fuori area termina la propria traiettoria non di molto alta sulla traversa di Puggioni. Ribadiamo, il nostro giudizio su questo 0-0 non è affatto negativo perché tiene conto della forza di entrambe le formazioni. Di certo, l’Empoli è la squadra più forte vista in questo primo quarto di campionato. Il fatto che sia imbattuta dopo 11 gare lo testimonia ed oggi ne abbiamo capito il perché. La Reggina, d’altro canto, prosegue la sua marcia incasellando il settimo risultato utile consecutivo frutto di 5 vittorie e 2 pareggi. La partita finisce con il giusto tributo ad Alfredo Aglietti chiamato dai tifosi sotto la curva al grido “Dai Aglietti facci un goal, faccelo per noi”. Lui accetta e ricambia gli applausi. Il calcio è straordinario anche per questo.

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Author: Maurizio Gangemi