Reggina – Pescara: 1-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza e Costa (dal 77° Acerbi); Laverone, Rizzo, Tedesco (dall’89° Montiel), Barillà (dal 46° Campagnacci) e Rizzato; Missiroli (c) e Bonazzoli (nella foto). In panchina: Marino, Castiglia, Zizzari e Sy. All.: Atzori. Pescara (4-4-1-1): Pinna; Zanon, Olivi (c), Mengoni e Mazzotta; Del Prete (dal 71° Sansovini), Cascione, Tognozzi (dal 74° Verratti) e Bonanni; Soddimo (dall’84° Stoian); Ganci. In panchina: Bartoletti, Sembroni, Petterini e Nicco. All.: Di Francesco. Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Schenone di Genova e Giallatini di Roma. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatore: Bonazzoli al 60°. Ammoniti: Zanon al 6° e Tognozzi al 70°. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Corner: 7 Reggina e 4 Pescara. Spettatori paganti: 516. Incasso al botteghino: € 7.565. Abbonati: 3407. Quota abbonati: € 21.660.
Note: la partita, valida per la nona giornata della Serie Bwin 2010-2011, si giocherà su un campo reso pesantissimo dal violento nubifragio che si è abbattuto sulla città dello Stretto sin dalle prime ore dell’alba di stamane causando non pochi problemi alla normale vita cittadina. Il Pescara fa visita alla Reggina per la 15ma volta (10 le vittorie amaranto, 3 i pareggi ed una sola vittoria pescarese ottenuta il 22.09.1996 con il risultato di 3-2 grazie alle reti di Di Giannatale, Visentin, Gelsi, Gianpaolo ed ancora Visentin). L’ultima apparizione del Pescara a Reggio è datata 10 gennaio 1999 (finì 3-0 per i padroni di casa con reti di Martino, autogoal di Lambertini e Sussi) nel campionato che sancì la prima storica promozione dei reggini in serie A (l’allora Reggina di Bolchi vinse poi anche la gara di ritorno all’Adriatico per 2-0 con reti di Cannarsa su autogoal e Possanzini). Nella Reggina, rispetto alla gara vinta domenica scorsa a Frosinone, mancano Giosa e Colombo, entrambi per infortunio, ed Acerbi, Viola e Campagnacci, per scelta tecnica (al loro posto Costa, Tedesco e Missiroli spostato a far coppia in attacco con Bonazzoli). Rientra dopo la squalifica il centrale difensivo Cosenza. Infortunio anche per Maniero tra le fila degli ospiti che dovranno rinunciare anche a Gessa, squalificato, autore del goal vittoria nella gara all’ “Adriatico” contro il Sassuolo. 4 ex tra terreno di gioco e panchina: uno nella Reggina, Zizzari (25 presenze nel Pescara con 4 goals all’attivo tra cui quello decisivo nei playoff per la promozione in B), e tre nel Pescara, Cascione (60 presenze), Tognozzi (56) e Ganci (10). La Reggina del tecnico Atzori arriva a questa gara forte dei suoi 14 punti che valgono il quarto posto in classifica e dopo una striscia positiva di 4 gare (3 vittorie – Modena e Vicenza in casa e Frosinone domenica scorsa in trasferta – ed un pareggio – a Bergamo contro l’Atalanta). Il Pescara, che di punti ne ha 12 ed è decima, proviene da 3 vittorie consecutive (fatto che non accadeva dal 1999) di cui l’ultima in casa ottenuta contro il Sassuolo vantando uno score complessivo di 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Arbitra Baracani di Firenze che giunge al “Granillo” per la quarta volta e che nei tre precedenti ha sempre portato bene ai padroni di casa vittoriosi negli anni con Piacenza, Frosinone e Gallipoli. Un’ultima nota. Se dici “Pescara” ai reggini non può che tornare in mente una ed una sola partita (forse ancor più indelebile nei ricordi rispetto a quella vinta il 30 maggio 1999 ed a cui abbiamo accennato che sancì, di fatto, la scalata verso la conquista del passaggio nel massimo campionato): ci riferiamo allo spareggio valido per la promozione in A giocato dieci anni prima, appunto a Pescara il 25 giugno 1989, e perso ai rigori contro la Cremonese con un “Adriatico” stracolmo di 30000 reggini che invasero la città abruzzese e solo un centinaio di tifosi lombardi al seguito. Cronaca e commento. Primo tempo. Primo pericolo per la porta abruzzese al 6°. Sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Tedesco dalla sinistra, la palla attraversa tutto lo specchio della porta senza che nessun amaranto riesca ad intercettarla spingendola in rete. Ci pensa a farlo uno degli 11 pescaresi presenti nella propria area di rigore, ma ovviamente in corner. All’11° prova a far male Laverone. Conquistata palla sulla fascia di sua competenza, entra in area e calcia bene sul primo palo. Pinna è attento e devia in corner. La gara è piacevolmente vivace. Da un lato i padroni di casa che cercano di trovare il bandolo della matassa per scardinare il muro pescarese; e dall’altra gli abruzzesi che si difendono ma senza disdegnare rapide ripartenze. Al 16° Reggina vicina al goal. Rizzato crossa al centro e Missiroli, sul primo palo, di testa, tenta di superare Pinna con una palombella. Il portiere ospite, però, non si fa sorprendere e respinge. Al 17° ancora Reggina. Calcio di punizione dalla trequarti calciato da Tedesco, palla in area e Bonazzoli, spalle alla porta, spizzica di testa un po’ troppo e la palla termina sulla traversa. Al 21° si fa vivo il Pescara. Bonanni, dalla lunga distanza, tenta la battuta a rete cercando di approfittare anche del terreno di gioco reso viscido dall’abbondante acqua piovuta per l’intera giornata di oggi. Nelle “note” abbiamo già detto dei cambiamenti effettuati nello schieramento iniziale da Atzori rispetto all’ “11 base”. Un cambio per reparto dunque: Costa al posto di Acerbi in difesa, Tedesco al posto di Viola a centrocampo e Missiroli al posto di Campagnacci in attacco. Cambiano gli attori, ma non la qualità del gioco espresso. Al 23° il Pescara va vicinissimo al vantaggio. Prima ancora Bonanni impegna Puggioni in una respinta di pugno e, sulla respinta, l’ex Ganci, da fuori area, colpisce in pieno la traversa a portiere battuto. Il Pescara acquista sempre maggiore fiducia e macina gioco su gioco facendo capire agli amaranto il perché è giunto al “Granillo” dopo 3 vittorie consecutive. Sugli sviluppi del primo calcio d’angolo a proprio favore è ancora Bonanni a calciare da destra ed a mandare il pallone un soffio alto sulla traversa vicino al palo più lontano. La Reggina, ad onor del vero, appare in confusione e stenta nella lucidità delle proprie azioni d’attacco. Al 31° si rifà viva la Reggina con Rizzo che, da fuori area, calcia alto sulla traversa. Intanto Atzori si sbraccia in panchina chiedendo (la mimica è chiara) ai suoi uomini di “allargare” e giocare di più sulle fasce piuttosto che cercare di arrivare in porta verticalmente. Al 34°, però, è ancora il Pescara a rendersi pericoloso creando patema agli amaranto. Ganci prova da fuori area, ma il pallone termina al lato alla sinistra di Puggioni. La partita è maschia ed i corpo a corpo non latitano di certo con gli ospiti maggiormente propensi a questa forma di comunque sano agonismo. La Reggina, però, non sembra essere la stessa ammirata nelle ultime sue apparizioni. Lenta ed impacciata, non riesce a cavare un ragno dal buco e la mossa evidentemente più “sbagliata” è l’esclusione di Viola (non è presente nemmeno in panchina) a favore di un Tedesco che appare vistosamente fuori forma ed anche, a volte, fuori contesto. Il primo tempo termina a reti inviolate e, dobbiamo ammettere, deludentemente per quanto riguarda i padroni di casa. Confidiamo in Atzori e nel suo saper catechizzare gli amaranto nell’intervallo. Secondo tempo. La prima mossa è immediata, fuori Barillà e dentro Campagnacci con quest’ultimo che va a far coppia con Bonazzoli e Missiroli retrocede ad esterno di centrocampo. Ed il cambio da subito i frutti sperati (o quasi). E’ il 48° e Campagnacci, appunto, riceve in verticale da Tedesco. Bello il controllo dell’attaccante reggino che, dopo essersi accentrato, calcia ma il suo tiro si stampa sul montante alla sinistra di Pinna e ritorna in campo sui piedi di Rizzato che, al volo, batte ancora ma stavolta Pinna devia in corner. Il pubblico si scalda e sembra un’altra Reggina rispetto ai primi 45 minuti di gioco (fors’anche perché 3 cambi rispetto all’”11” ritenuto titolare sembrano davvero eccessivi ed Atzori stesso se ne sarà accorto). Al 49° ci prova Missiroli che dal limite dell’area di rigore, però, manda al lato alla destra del portiere ospite. La Reggina ha ripreso il comando delle operazioni e, con uno schieramento più logico e consono, fa vedere scampoli delle gare passate. Al 54° ancora Reggina vicino al goal. Laverone crossa da destra e Missiroli, al centro dell’area, non arriva all’appuntamento con il contatto con il pallone per un soffio. Al 60° la Reggina colpisce! Bonazzoli riceve palla all’interno dell’area piccola, si gira e trafigge in diagonale Pinna per il suo settimo goal stagionale, sesto consecutivo nelle ultime cinque gare. Il pubblico si riscalda ed applaude i giocatori amaranto che sembrano davvero di tutt’altra pasta rispetto alla prima fase di partita. Si avvalora, quindi, la tesi che 3 cambi su 11 sono troppi. E’ bastato, infatti, mettere dentro la punta titolare (Campagnacci) ed arretrare Missiroli nel suo ruolo per ritornare al sano e vecchio “antico”. Al 68° la Reggina va vicina al raddoppio. Tedesco, da oltre 35 metri, scaglia un sinistro preciso che Pinna devia a stento in corner volando, letteralmente, alla sua sinistra. Pregevole, davvero, il tiro del centrale amaranto che, probabilmente, avrebbe meritato miglior fortune. Eusebio Di Francesco, mister pescarese, cerca di correre ai ripari inserendo un’altra punta (Sansovini) al posto di un centrocampista (Del Prete). La Reggina torna a piacere, torna a macinare gioco, torna ad essere vivace, torna a ricevere applausi. Dopo un brutto primo tempo, ecco la Reggina che ha fatto così tanto bene nelle precedenti giornate. Al 73° ci prova ancora Campagnacci cercando di battere Pinna con un diagonale rasoterra che il portiere abruzzese devia in corner. Di Francesco cambia ancora, fuori l’ex Tognozzi e dentro Verratti. Il tentativo del tecnico ospite è chiaro ed anche logico. Al 76° ci prova il Pescara con Cascione che calcia rasoterra ma centrale un pallone insidioso che Puggioni para in due tempi. Cambio forzato, invece, quello di Atzori: Costa s’infortuna e lascia il campo per Acerbi. Il Pescara non ci sta e cerca di alzare il ritmo, di aumentare l’intensità e la velocità del gioco insomma. Il poco pubblico presente, complice anche la giornata di pioggia incessante e le temperature in brusco calo, incita i suoi beniamini e li esorta a non mollare. Gli assenti, come sempre, hanno sempre torto: la partita non è bellissima, ma è carica di intensità e di continui cambi di fronte con la Reggina ancora, a volte faticosamente ad onor del vero, a gestire la partita al meglio. Bravo Atzori (finalmente un allenatore con la “a” maiuscola) e brava Reggina a seguire le sue indicazioni facendosi interprete del carattere del mister. Fischi a josa per il Pescara (meritatissimi ed a giustificare, al momento, la sconfitta): a seguito di un infortunio a Campagnacci, e con la palla messa fuori per consentire l’intervento del dottor Favasuli, in barba al fairplay i giocatori abruzzesi non restituiscono il pallone ai padroni di casa. Gli ultimi scampoli di gara sono concitatissimi con il Pescara che lotta con ardore in alcuni casi finanche ingiustificato. Al 90° occasionissima proprio per il Pescara di Di Francesco. Dopo un batti e ribatti in area ed un pallone perso malamente da Rizzato giunge a Sansovini che calcia a colpo sicuro ma sulla linea di porta c’è Laverone che respinge lontano e salva il risultato. Al 93° ancora Reggina in avanti con Campagnacci che, conquistato un pallone che sembrava perso, si accentra e calcia “a giro” ma Pinna respinge. Il Pescara non molla ed i 5 minuti di recupero concessi dall’arbitro Baracani sembrano un’eternità. L’arbitro finalmente fischia la fine e la Reggina vola a quota 17 grazie al suo quinto risultato utile consecutivo frutto di 4 vittorie (di cui tre di fila) ed un pareggio. Il pubblico, giustamente, vuole i suoi giocatori sotto la curva e loro volentieri l’accontentano. Bene! Brava Reggina!!!