Coppa Italia Tim Cup: Reggina Alessandria 0-0 (primo tempo)

Reggina – Alessandria: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Missiroli (c), N. Viola, Rizzo e Rizzato; Zizzari e Sy. In panchina: Kovacsik, Montiel, A. Viola, Barillà, Verruschi, Camilleri e Cherillo. All.: Atzori. Alessandria (4-2-3-1): Servili; Pucino, Cammaroto (dal 15° Romeo), Ghinassi e Segarelli; Bonomi e Negrini; Camillucci, Martini ed Artico (c); Machado. In panchina: Cicutti, Carlini, Damonte, Caiazzo, Cuneaz, Pasino e Romeo. All.: Sarri. Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Enrico Fittante di Cosenza e Salvatore Longo di Paola. Quarto uomo: Omar Magno di Catania. Ammoniti: Negrini al 42° e Camillucci al 44°. Espulso: Acerbi al 22°. Corner: 5 Reggina e 5 Alessandria. Recupero: 3’. Spettatori paganti: 1361. Incasso: € 13.700,00.

Cronaca e commento. Esordio stagionale ufficiale per la formazione del neo tecnico Gianluca Atzori davanti al proprio pubblico. Nel secondo turno della Coppa Italia Tim Cup è ospite l’Alessandria di quel Fabio Artico che il 13 giugno del 1999 fu protagonista della prima, storica, promozione in serie A della Reggina e che stasera, giustamente, viene salutato dagli applausi dei presenti ed a cui allo stesso modo risponde. In verità, in tribuna, nelle vesti di collaboratore di Atzori e non più di calciatore, c’è un altro protagonista di allora ed è l’ultimo grande capitano amaranto Ciccio Cozza. Il pubblico non è numeroso al Granillo, vuoi per l’entusiasmo nei confronti della Reggina che è via via scemato “grazie” alle ultime due stagioni a dir poco disastrose seppur per motivi diversi e vuoi anche per il concomitante Ferragosto. Non numeroso, dicevamo, ma molto caloroso nei confronti di questa squadra, quella amaranto, che si presenta senza proclami ma dotata, secondo noi, di buone qualità e, soprattutto, di un eccellente tecnico. Primi minuti di gara ovviamente a ritmi blandi scanditi, però, da qualche buono spunto degli uomini di Atzori in cerca dei migliori meccanismi e sincronismi in vista della prima di campionato domenica prossima qui in casa contro il Crotone. Ci piace sottolineare come, ad ogni giocata soprattutto dei nuovi, scatti spontaneo l’applauso dei pochi ma “rumorosi” presenti. Che sia un segnale nuovo? L’obiettivo primario della Società è quello di far bene e di far rinascere l’entusiasmo dei suoi tifosi attorno alla Reggina. La Società sa, però, che l’entusiasmo lo (ri)porta i risultati che si andranno man mano a conquistare. Al 12° minuto la Reggina si rende pericolosa per la prima volta. Lavarone, cursore di destra, crossa al centro e Sy manca il contatto di testa con il pallone per un soffio. Al 21° una parata che vale un goal fatto. Puggioni, con uno scatto eccellente, vola a deviare in corner un colpo di testa di Artico e riceve applausi a scena aperta. Ci chiediamo, con il senno di poi ovviamente, perché la scorsa estate la Reggina lo cedette e gli preferì quel Mario Cassano poi frettolosamente spedito altrove? Mah! Al 22° Acerbi entra malissimo, scoordinato ed anche assai pericolosamente su Negrini e Doveri non ha alcun dubbio ad estrarre il rosso diretto. A nostro modo di vedere, severa ma giustificata la decisione del fischietto romano. La Reggina, pur in inferiorità numerica, tiene testa agli avversari e cerca di produrre con tenacia qualche azione pericolosa. Proprio per i meccanismi non ancora rodati a dovere, però, non riesce a concludere a rete e Servili fa da spettatore non pagante. Si apprezzano, tra gli uomini di Atzori, Lavarone sulla destra, il centrale d’attacco Sy ed il giovane Giuseppe Rizzo che, con Nicolas Viola, cerca di fare quel che può anche se appare evidente una sorta di lacuna proprio lì in mezzo al campo in fase di costruzione. Al 39° si rifà viva l’Alessandria con Martini che, entrato in area da sinistra, batte a rete ma Puggioni è attento e para a terra senza difficoltà. Al 41° la Reggina va vicinissima al goal. Rizzato crossa al centro da sinistra, la palla arriva a Sy che la stoppa e calcia di sinistro mandando il pallone, però, abbondantemente al lato. Peccato! Un paio di minuti dopo Zizzari riceve a centrocampo da Laverone ed avanza a larghe falcate, prova il tiro ma lo stesso risulta debole e parato senza patemi da Servili. Il primo tempo finisce con il risultato ad occhiali, ma tra gli applausi comunque.

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Author: Maurizio Gangemi