Reggio di Calabria: RC “Pagherò ma senza alcuna possibilità di verificare. Quando le istituzioni smettono di rispondere, smettono anche di essere credibili” – IL REGGINO

(52) Riceviamo e pubblichiamo. Non è una storia personale. È un metodo.

A marzo arriva un atto esecutivo. Chiedo un appuntamento per chiarimenti: mi viene dato dopo oltre un mese. Nel frattempo presento richiesta di accesso agli atti per verificare la legittimità della pretesa, inclusa la prescrizione. La risposta è inutile. Alla richiesta successiva, nessun riscontro.

All’incontro ricevo spiegazioni basate su norme superate. Presento istanza in autotutela per il ricalcolo. Ancora silenzio. Intanto il tempo scorre. Solo per il cittadino. I termini per difendersi scadono, mentre l’Amministrazione resta ferma.

Non è un disservizio. È un meccanismo: o paghi, anche con dubbi fondati, oppure affronti un percorso lungo, costoso e dall’esito fumoso. Nel frattempo l’atto diventa esecutivo.

Non contesto il dovere di pagare, ma l’impossibilità di verificare, la mancanza di trasparenza. Quando le istituzioni smettono di rispondere, smettono anche di essere credibili.

Pagherò somme che ritengo non dovute. Non perché io sia evasore, ma perché contro il sistema ogni ragione rimane lettera morta e aggirabile.

Perché non faccio ricorso? Perché oggi difendersi è complesso, oneroso e incerto nei tempi e nei risultati.

Alla fine il diritto resta sulla carta. Il cittadino resta solo.

RC

Sono una cittadina di sinistra, e questa esperienza mi lascia una delusione profonda. Non per il dovere di pagare, ma per un modo di agire che non riconosco nei valori in cui ho sempre creduto.
Quando il cittadino non è messo nelle condizioni di capire e verificare, qualcosa si rompe. E quando quel qualcosa diventa sistema, è motivo di seria preoccupazione presente e futura.

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Author: Maurizio Gangemi