Calcio, serie D girone I, II giornata (recupero): Città di Acireale 1946-La Fenice Amaranto: 1-1 – IL REGGINO

Città di Acireale 1946-La Fenice Amaranto 1-1. Città di Acireale 1946 (3-5-2): Zizzania; Sirimarco, Maltese, Vaccaro (Germinio dall’89°); Cusumano (Montaperto dal 70°), La Vigna, Corigliano, Di Mauro (Milo dal 78°), Vanzan, Romano, De Mutiis (Galletta dal 70°). A disposizione: Peschieri, Cicirello, Sticenko, Rubini, Tufano. All.: De Sanzo. La Fenice Amaranto (3-4-2-1): Martinez, Aquino, Ingegneri, Zanchi; Martiner, Salandria (Marras dal 57°), Mungo, Zucco; Provazza (Dervishi dal 57°), Barillà (Bianco dal 75°); Coppola (Perri dal 57°). A disposizione: Velcea, Ponzo, Bright, Simonetta, Kremenovic. All.: Trocini. Arbitro: Liotta di Castellammare di Stabia. Assistenti: Pone e Cammarota di Nola. Marcatori: Vanzan al 12° ed Aquino al 56°.

Turnover per Trocini: rispetto alla vittoriosa partita con la Gioiese fuori Cham, Kremenovic, Dervishi, Marras e Perri e dentro Aquino, Martiner, Salandria, Provazza e Coppola.

Al 12° minuto i padroni di casa passano in vantaggio: Cusumano, da destra, mette al centro per Romano che allunga per Vanzan. L’attaccante acese è spalle alla porta marcato da Aquino, mezzo giro sulla sua destra e tiro a rete su cui nulla può un sorpreso Martinez. Vantaggio di casa giunto tutto sommato in maniera inaspettata giacché erano stati proprio gli ospiti a prendere e tenere in pugno la partita sino alla prima sortita offensiva granata.

Al minuto 21 si rende pericolosa La Fenice: calcio di punizione di Barillà ribatutto dalla barriera, palla ancora al capitano che lancia in verticale Coppola sul quale Zizzania esce (senza colpire l’avversario che, infatti, non protesta), sul pallone interviene Provazza che, da buona posizione, colpisce la base del palo esterno.

Primo terzo della gara con gli ospiti fumosi ed assai poco incisivi (come contro la Gioiese domenica scorsa). E’ lampante che giocando così appare assai improbabile colmare quello che sembra sempre più netto divario con le prime tre della graduatoria Siracusa, Trapani e Vibonese. La difesa, per esempio, è il reparto che sembra risentirne maggiormente del turnover forzato utilizzato da Trocini: Aquino, per esempio, sembra avulso dalla meccanica del gioco difensivo sbilanciando l’intero reparto.

3 minuti di recupero e si va tutti al riposo: Acireale nulla di che ma concreto; La Fenice molle e priva di temperamento. E, per una società che dice di voler ambire a vincere il campionato, onestamente, sembra essere assai poco (oltre che non plausibile).

Al 56° primo tiro in porta per La Fenice ed è pareggio. Cross da sinistra di Martiner, a centro aerea c’è Aquino che di piatto destro batte Zizzania e si fa perdonare l’errore commesso sul vantaggio acese.

Un minuto dopo Trocini interviene fermamente sulla squadra: escono Salandria, Provazza e Coppola ed entrano Marras, Dervishi e Coppola. Trocini vuole vincere, d’altro canto non ha scelta diversa: se La Fenice vuole ambiare a qualcosa d’importante deve assolutamente vincere le 4 partite che la separano dallo scontro casalingo con il Trapani dell’1 novembre (Acireale oggi, Città di Sant’Agata domenica prossima al “Granillo”, Lamezia Terme ancora in casa mercoledì 25 ottobre e Ragusa in trasferta domenica 29).

Al minuto 65 La Fenice ha l’opportunità di passare in vantaggio con Barillà che, in area, piuttosto che battere a rete cerca di piazzare il pallone con superficialità tanto che un difensore ribatte.

Al 68° amaranto ancora vicinissimi al gol: Perri calcia bene da fuori area, Zizzania smanaccia in corner. Sugli sviluppi doppia occasione da rete: prima Perri di testa e poi Ingegnere impegnano severamente Zizzania che si rifugia ancora in corner. Ancora Aquino, poi, manda sul fondo in acrobazia.

Doppio cambio per i padroni di casa al 70°: escono De Mutiis e Cusumano ed entrano Galletta e Montaperto.

Quarto cambio per gli ospiti: al 75° esce Barillà ed entra Bianco.

All’83° ancora ospiti pericolosi: crossa da destra, Perri serve Marras che, in girata, manda sul fondo.

Meglio La Fenice nel secondo tempo, meglio rispetto all’ennesimo primo tempo inguardabile ma ancora non benissimo.

All’89° quarto cambio per i padroni di casa: esce Vaccaro ed entra Germinio.

La partita finisce dopo 5 minuti di recupero assolutamente vani: predominio territoriale amaranto, certo, ma assoluta inconsistenza offensiva per la squadra di Trocini.

Salgono a 6 le giornate di campionato disputate da La Fenice (3 vinte, 2 pareggiate ed una persa) e sono sempre 6 le partite in cui è diventata atavica la mancanza di attaccanti.

Il pareggio di oggi non chiude il campionato ma, di certo, riduce di gran lunga le velleità di disputare un torneo di vertice. La Fenice, con una partita in meno rispetto al Trapani e due rispetto al Siracusa, ha rispettivamente 10 ed 11 punti di svantaggio rispetto alle due: in C va solo la vincente del girone. Fate un po’ voi i conti, il calcolo delle probabilità e tutte le possibili (ed impossibili) variabili che potrebbero avverarsi da qui al 5 maggio e giungete, oggettivamente, ad una conclusione (verosimile e plausibile, ovviamente).

 

 

 

 

 

 

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi