“Attualità in Gastroenterologia”: il Centro Internazionale Scrittori della Calabria sul tema “I disordini acido-correlati”

altStili di vita e regimi alimentari disordinati possono diventare cause di disturbi all’esofago. Su questo filone principale si è svolto in questi giorni il convegno presso i locali della biblioteca comunale “De Nava” organizzato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria sul tema “I disordini acido – correlati”. Un’iniziativa che rientra nell’ambito del programma “Attualità in Gastroenterologia” e che ha visto l’intervento del dott. Angelo Lauria, dirigente dell’unità gastroenterologia e endoscopia digestiva dell’azienda ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli”. I disturbi dell’apparato gastroesofageo (nella foto), secondo quanto spiegato a chiare lettere dal dott. Angelo Lauria, hanno un’elevata percentuale di incidenza nella popolazione occidentale. Sono disturbi legati alla secrezione acida dello stomaco riconducibile principalmente al problema del reflusso gastroesofageo con o senza ernia iatale. A questo tipo di problematica si vanno ad aggiungere altre patologie come la malattia ulcerosa, l’ulcera duodenale, l’ulcera gastrica, le gastriti e le duodeniti, tutte legate all’aumento o comunque alla secrezione acida gastrica.

La malattia da reflusso nei Paesi occidentali colpisce una persona su quattro, circa il 25 % della popolazione; quindi una malattia con un alto impatto sia da un punto di vista socio-economico, sia sotto il profilo della qualità di vita dei pazienti. Uno smoderato stile di vita e alimentare sono tra le cause del reflusso gastroesofageo. Alto consumo di sigarette, alcol, sovrappeso e obesità rappresentano i principali capi d’imputazione di questo genere di disturbi. A ciò si aggiunge anche il consumo di farmaci che inibiscono lo sfintere esofageo inferiore, cioè quella valvola che separa l’esofago dallo stomaco. Questa valvola si apre per far passare il cibo – spiega Lauria –  e si richiude immediatamente dopo che questo è passato nello stomaco. Se il meccanismo non funziona bene, cioè si apre quando non dovrebbe, può capitare che parte del cibo ingerito torni indietro e i succhi gastrici provenienti dallo stomaco ritornano nell’esofago provocando dolore, infiammazione e ferite, essendo quest’ultimo privo di protezione dagli acidi. Un fenomeno che può essere causato anche dalla presenza di un batterio (helicobacter), il quale può colonizzare la mucosa gastrica producendo sostanze che causano danni alle cellule e con il tempo possono sopraggiungere gastrite ed ulcera. Fra i consigli più utili per contrastare i disturbi da reflusso gastroesofageo, rientrano ovviamente quelli di natura alimentare. Evitare le abbuffate o l’assunzione smoderata di grassi, cioccolato, succhi d’agrumi, pomodoro, fritti, noci e arachidi, bevande gassate e alcolici.

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Author: Maurizio Gangemi