Operazione “Reale”: i ROS eseguono due ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettanti imprenditori

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 11 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsioni ed altri gravi reati. Il G.I.P. del capoluogo reggino, oltre a confermare l’impianto accusatorio del fermo di indiziato di delitto eseguito il 22 aprile u.s. nei confronti degli esponenti della cosca Pelle, Morabito, Ficara e Latella, ha inteso estendere il provvedimento cautelare a due imprenditori ritenuti responsabili di intestazione fittizia di beni, (art.12 quinquies legge n. 356 del 1992) per la loro attiva partecipazione alle società riconducibili alla cosca pelle di San Luca. Contestualmente, l’A.G. ha infatti disposto il sequestro preventivo dell’intero patrimonio aziendale delle società Freedom cafè srl ed Azzurra Costruzioni, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. I nuovi arrestati si identificano in Francone Giuseppe, nato a Palizzi (RC) il 26.03.1943, e Carbone Sebastiano, nato a Locri (RC) il 05.06.1988, entrambi emersi quali soci (rispettivamente  accomandante e accomandatario) della “Freedom cafè s.a.s.” di Ardore (RC), specializzata nella gestione di stazioni di servizio, ricevitorie, ristorazione e vendita di generi di monopolio, di fatto riconducibile a Pelle Antonio classe ’86.

Il provvedimento di sequestro riguarda, oltre alla citata Freedom cafè, anche l’impresa “Azzurra Costruzioni”, riconducibile a Pelle Antonio classe ’87, che ha recentemente subito il danneggiamento di numerosi autocarri e di 5 betoniere in località Santa Venere di San Luca. L‘attività, scaturita dagli esiti del fermo di indiziato del 22 aprile u.s., ha permesso pertanto di individuare ulteriori beni nella disponibilità della cosca pelle ed ha confermato l’adozione, da parte degli esponenti dell’ndrina, dei ricorrenti accorgimenti di dissimulazione dei patrimoni illecitamente accumulati, quali la fittizia intestazione, al fine di sottrarsi ai temuti provvedimenti ablativi. In definitiva, dall’attività d’indagine sono emerse chiare indicazioni sul carattere unitario dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, sulle rilevanti disponibilità economiche e patrimoniali, sugli stretti rapporti esistenti tra gli esponenti delle cosche piu’ importanti e sull’esistenza di un organo sovraordinato alla struttura territoriale dei “locali”, denominato “provincia”, devoluto alla risoluzione delle controversie, in quanto investito di maggiore responsabilità. La vicenda inoltre, ha confermato la posizione di assoluto rilievo riconosciuta agli esponenti della famiglia pelle, in relazione al richiamo delle regole vigenti nella ‘ndrangheta, avendo riguardo alle problematiche ordinative delle singole cosche e alle gerarchie tra gli affiliati.

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Author: Maurizio Gangemi