
Reggina – Gallipoli: 2-1. Reggina (3-5-2): Marino; Lanzaro (c), Valdez e Costa (dal 54° Adejo); Barillà, Carmona (dal 63° Cascione), Tedesco, Missiroli e Rizzato; Brienza e Bonazzoli (dal 70° Vigiani). In panchina: Fiorillo, Adejo, Montiel, Cascione, Cacia, Vigiani e Pagano. All.: Breda. Gallipoli (4-4-1-1): Garavano; Sosa, Galeotti (dall’83° Tarantino), Tagliani e Pallante (c); Della Penna (dal 57° Mancini), Filkor, Viana e Lazzari; De Petris (dal 70° Di Carmine); Artistico. In panchina: Koprivec, Taurino, Nico, Leppiero, Mancini, Tarantino e Di Carmine. All.: Rossi. Arbitro: Leonardo Baracani di Firenze. Assistenti: Luca Ciancaleoni di Foligno e Paolo Costa di Palermo. Quarto uomo: Paolo Lo Castro di Catania. Andata: 1-2 (Bonazzoli, Mancini e Scaglia). Marcatori: Barillà al 10°, Bonazzoli al 59° e Lazzari al 60°. Ammoniti: Carmona al 24°, Costa ed Artistico al 45° e Lanzaro all’86°. Espulso: Rossi (allenatore Gallipoli) al 74°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 4 Gallipoli. Tiri in porta: 8 Reggina e 3 Gallipoli. Tiri fuori: 4 Reggina e 7 Gallipoli. Falli fatti: 18 Reggina e 19 Gallipoli. Fuorigioco: 2 Reggina e 2 Gallipoli. Spettatori paganti: 709. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 3.067,00 Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5893. Incasso totale: € 43.330,67.
La cronaca ed il commento. Gara da fine stagione a guardare gli spalti vuoti più che mai quest’oggi. L’avversario, il Gallipoli neo-promosso, è in formazione che definire d’emergenza è un eufemismo. Molti infortuni (tra “diplomatici” e non) e gravissime difficoltà dal punto di vista economico-societario. In sostanza, se non retrocede per demeriti calcistici assai probabilmente lo farà (salvo scomparire del tutto) per via dei bilanci in rosso e dei mancati stipendi pagati da mesi e mesi. La Reggina, d’altro canto, gioca “tranquilla” anche in virtù del risultato che alla fine presumibilmente arriverà con gli ospiti in completo disarmo e totalmente dismessi. Pronti-via! Missiroli, entrato in area da sinistra, batte a rete ma la conclusione è fiacca e Garavano para inginocchiandosi. Al 5°, corner da destra di Carmona per Valdez che colpisce di testa ma centrale e tra le braccia del portiere pugliese. All’8° ancora Reggina. Missiroli riceve da Carmona sulla sinistra, entra in area, si accentra e tira ma la palla termina tra le braccia del portiere pugliese quando, forse, avrebbe potuto servire Bonazzoli in area piuttosto che tirare da posizione non agevole. Al 10° la Reggina va in goal. Ed è un gran bel goal a dire il vero. Barillà (nella foto) conquista palla sulla trequarti avversaria spostato a destra, si accentra, si porta il pallone sul piede preferito e batte Garavano con un tiro “a giro” davvero bello e, forse, imparabile. Al 20° la Reggina urla al rigore e, a dire il vero, è rigore netto! Carmona crossa al centro, Missiroli va a colpire di testa ma viene letteralmente trattenuto e sbattuto a terra da un difensore. Difficile non vederlo, ma Baracani ci riesce e lascia proseguire. Gara da fine stagione, come già detto. E non solo per gli spalti semi-deserti. In campo le due squadre giochicchiano a passo lento. La Reggina cerca di raddoppiare, il Gallipoli si difende e prova di tanto in tanto ad offendere. Ma, l’esito finale “è già scritto dalle stelle” come da oroscopo. Al 27° succede di tutto in area amaranto. Calcio di punizione da destra e palla in area. Un attaccante pugliese va per calciare e viene evidentemente trattenuto. A tirare ci riesce un suo compagno ma, forse, c’è una respinta di mani. Alla fine, dopo tanta fatica, la palla termina sul fondo ed i giocatori ospiti reclamano tutti attorno a Baracani. Come si dice? “Cornuto e mazziato”? Esatto! Non c’è fortuna per i pugliesi ormai destinati ad un lento ma inesorabile declino. E la Reggina gongola (Foti compreso). I primi fischi dell’incontro, l’esiguo pubblico presente li rivolge al proprio portiere per un peccato veniale. Retropassaggio di un compagno, va al rinvio ma sbaglia tutto e manda a lato. Nulla di che, insomma, ma sintomatico di una stagione tutta da dimenticare. La Reggina si è evidentemente rilassata pensando che la gara sia già vinta. A priori. Non ha torto ma c’è modo e modo di condurla a termine. Il Gallipoli dei ragazzini rampanti ci prova. Lazzari al 33° conquista palla sulla trequarti offensiva, si accentra e calcia. Il tiro termina fuori di non molto con Marino a fare da spettatore. Tedesco urla in campo, ma è il primo a latitare. Il pubblico fischia ancora la sufficienza con la quale gli amaranto giocano. Fino a prova contraria, la partita finisce al 90° e passa e salvi non lo si è ancora. Certo, tutto (ma proprio tutto) lascia presumere che alle 17.15 circa saranno 50 i punti in classifica e che tutto sarà più agevole nelle ultime due gare conclusive (in virtù, soprattutto, delle vittorie dell’Albinoleffe a Salerno lunedì scorso ed, al momento, ad Empoli) a Grosseto ed, appunto, in casa contro i bergamaschi. La Reggina, in sostanza, riesce anche in un pomeriggio tranquillo sotto ogni punto di vista a sortire nel pubblico lo stesso effetto sortito per tutto il campionato: i fischi. Al 39° Tedesco prova a battere la noia tirando da distanza siderale, Garavano para facile. La Curva Sud, attraverso gli Ultrà 1914, sottolinea con i propri cori di tifare “solo per la maglia” ed i tifosi di tutto lo stadio gradiscono. Al 43° Brienza, che dimostra di essere di un altro pianeta rispetto ai suoi svogliati compagni, “inventa” per Barillà che realizza ma in evidente posizione di fuorigioco. Un minuto dopo ancora fischi per gli amaranto. Sugli sviluppi di un calcio di punizione il Gallipoli va vicino al pari. Palla in area e Lazzari, ancora lui, colpisce di testa quasi a colpo sicuro. Solo un rimpallo su un amaranto gli nega la gioia del goal con la difesa amaranto imbambolata e distratta (come troppe volte già in stagione). Il primo tempo finisce tra i fischi e con le ammonizioni a Costa ed Artistico che è da un pezzo che se le danno e se promettono. Il secondo tempo inizia com’era finito: con i fischi del pubblico presente verso la Reggina. A scatenare questa nuova reazione avversa, l’ennesimo atteggiamento strafottente o, forse, limitato della difesa. Palla in area, anzi palla nell’area piccola e Marino immobile sulla linea di porta con Barillà costretto a mandare in angolo. Primo cambio della gara, lo fa Breda che manda in campo Adejo al posto di un nervosissimo Costa. Al 57° la Reggina va vicina al raddoppio ma si dimostra ancora una volta inconcludente in attacco. Crossa da sinistra, palla che vaga in area e Bonazzoli che la spedisce lontanissima dalla porta avversaria. Al 59° la Reggina raddoppia. Brienza calcia una punizione-gioiello: da sinistra, di sinistro, ad aggirare la barriera sorprendendo tutti coloro i quali si aspettavano un tiro da parte di un “destro”. La palla sbatte sulla traversa e ritorna in campo, il portiere assente perché tuffatosi alla ricerca del pallone sulla punizione, e Bonazzoli (nella foto) a porta vuota realizza. Meno di un minuto dopo ed il Gallipoli accorcia le distanze. Crossa da destra, palla a Lazzari sul lato opposto, il giocatore pugliese si accentra lasciando sul posto 4 avversari e batte Marino piazzando il pallone sul palo più lontano. Bel goal. Il tempo non invoglia, ma se ci fosse il sole caldo di due settimane addietro (leggasi gara contro l’Ascoli) staremmo anche oggi qui a chiederci il “perché siamo allo stadio e non a mare”! Guardando la Reggina un'unica sensazione nasce spontanea: speriamo finisca presto! Questa stagione, per molti versi, è peggiore di quella già nefasta dello scorso anno. Fortuna che l’Albinoleffe (ultimo avversario degli amaranto tra due settimane), conquista 6 punti in 6 giorni e si salva con largo anticipo (oggi è a quota 55) e che il Gallipoli è già virtualmente retrocesso e privo di qualsivoglia ambizione. La fortuna con la “C” maiuscola di Foti fatica ma persiste. Al 78° l’azione che, da sola, varrebbe il prezzo del biglietto. Con i dovuti distinguo ricordate Maradona contro l’Inghilterra ai mondiali in Messico nell’86? Non il goal di mano, l’altro dopo aver dribblato mezza squadra avversaria. Ebbene, Vigiani non è Maradona ed il Gallipoli non è l’Inghilterra d’accordo, ma l’ala amaranto parte in slalom e dribbla almeno 4/5 avversari fino a presentarsi tutto solo davanti a Garavano. Vigiani, come detto, Maradona non è e, quindi, non realizza ma appoggia il pallone allo stesso portiere pugliese che ringrazia. Quando pensavamo che la gara non avesse più nulla da dire, ecco che il Gallipoli, in una delle sue ripartenze, va vicino al pari con Di Carmine che colpisce male e manda sul fondo. Ma che pericolo. Gli allenatori hanno effettuato le tre sostituzioni a loro favore (Breda per “paura” e Rossi – espulso – per far giocare i giovanotti al seguito) ed il Gallipoli ci prova con la Reggina chiusa e timorosa delle sue stesse deficienze. E’ questo il filo conduttore di tutta la stagione amaranto: la Reggina è stata spesso “vittima” di se stessa più che degli avversari. Il Gallipoli ci prova, abbiamo detto, ed all’88° Marino sta per farne una delle sue. Su cross proveniente da destra, si tuffa in avanti ma non blocca il pallone e rischia moltissimo per la vicinanza di un avversario. Marino, però, si rifà un minuto dopo grazie ad un suo intervento in volo su tiro di Artistico dalla distanza che il lungo portiere amaranto devia in corner salvando, di fatto, la propria porta. Il pubblico fischia, avverte la paura dei suoi giocatori e ne rimane contagiato. Brienza, al 90°, regala un’altra perla del suo repertorio: dribbla 4 avversari ma si defila e non gli resta che provare il pallonetto avendo visto Garavano fuori dai pali. Sfortuna vuole che la palla ce l’abbia sul destro e non suo sinistro e, quindi, che il pallone finisca alta di pochissimo sulla traversa. I tre minuti concessi di recupero sembrano un’eternità! Al 91° ancora Brienza, lanciato da Missiroli, si presenta davanti al portiere ospite ma, questa volta, gli spara addosso il pallone utilizzando il suo piede. Pazzesco pensare che la Reggina sia costretta a giocarsi la salvezza contro il Gallipoli. Eppure è stato così! Che stagione incredibile. Fortuna ch’è quasi finita. A margine, segnaliamo gli applausi del pubblico amaranto ai giocatori del Gallipoli che, in condizioni disperate per i noti motivi, hanno offerto una prova generosissima e degna di nota dal punto di vista più umano che prettamente calcistico. Bravi comunque.