Reggio Calabria: “cavallo di ritorno”, due arresti per tentata estorsione

Nella serata di ieri 9 maggio i Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto Amato Giovanni, classe 75 (nella foto), e Morello Patrizio, classe 90 (nella foto), con le accuse di tentata estorsione, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Nella nottata precedente, infatti, era stata sottratta l’autovettura di C.E. nel centro della città. Puntuale era giunta una telefonata con richiesta di pagamento di 700 euro per la restituzione della macchina. L’appuntamento veniva fissato presso le palazzine di via Ciccarello. All’incontro però si presentavano due militari in borghese i quali venivano immediatamente avvicinati da un soggetto che riferiva di essere in possesso dell’autovettura e richiedeva il pagamento dei 700 euro. Per comprovare il possesso del mezzo il soggetto, successivamente identificato nel Morello, forniva il certificato di proprietà dell’auto in originale. A quel punto i militari si qualificavano e bloccavano il soggetto.

Immediatamente accorrevano in soccorso del malvivente prima una decina di complici che erano nelle vicinanze e poi altre persone di etnia rom presenti nei cortili delle palazzine adiacenti. Grazie all’arrivo immediato dei rinforzi, mentre il Morello riusciva a guadagnare la fuga aiutato dai complici, veniva bloccato uno degli aggressori, l’Amato, che veniva tratto in arresto. Grazie all’intervento delle pattuglie in supporto la situazione veniva riportata alla normalità, mentre proseguivano le ricerche del Morello. In tarda serata il medesimo si consegnava ai militari riferendo di trovarsi in Arghillà, dove poi effettivamente veniva rintracciato, vendendo tratto in arresto. Entrambe gli arrestati sono accusati di tentata estorsione, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. I due sono stati associati alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Author: Maurizio Gangemi