Reggina – Lecce: 2-4. Reggina (3-5-2): Marino; Adejo, Cascione e Lanzaro (c); Vigiani (dal 12° Barillà), Carmona, Tedesco, Costa (dal 74° Cacia) e Pagano (dal 64° Missiroli); Brienza e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Cacia, Barillà, Viola, Rizzato, Santos e Missiroli. All.: Breda. Lecce (4-4-2): Rosati; Belleri (dal 59° Di Michele), Ferrario, Terranova e Mazzotta (dal 41° Munari); Angelo, Vives, Giacomazzi (c) e Mesbah; Baclet (dall’80° Schiavi) e Marilungo. In panchina: Petrachi, Di Michele, Bergougnoux, Munari, Corvia, Schiavi e Loviso. All.: De Canio. Arbitro: Massimiliano Saccani di Mantova. Assistenti: Mauro Bernardoni di Modena e Giancarlo Rubino di Salerno. Quarto uomo: Gaetano Intagliata di Siracusa. Marcatori: Barillà al 22°, Marilungo al 62°, Angelo al 66°, Marilungo 77°, Cacia al 90° e Marilungo al 91°. Ammoniti: Tedesco al 27°, Pagano al 28°, Vives al 47°, Mesbah al 55°, Adejo al 58° e Bonazzoli al 61°. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 6 Lecce. Andata: 2-3 [Bonazzoli (r), Marilungo, Pagano, Baclet e Baclet]. Tiri in porta: 8 Reggina e 6 Lecce. Tiri fuori: 2 Reggina e 2 Lecce. Falli fatti: 23 Reggina e 23 Lecce. Fuorigioco: 3 Reggina e 3 Lecce. Spettatori paganti: 629. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 5.525,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5813. Incasso totale: € 45.788,67.
La cronaca. Prima parata di Rosati al 1°. Cross basso di Pagano da sinistra, troppo sul portiere. Al 5° primo vero tiro in porta degli amaranto. Brienza vorrebbe lanciare in verticale Bonazzoli, ma quest’ultimo è in evidente posizione di fuorigioco. Serve, quindi, Tedesco che calcia di sinistro. Rosati para a terra. Il centrocampista amaranto si ripete un minuto dopo, ma stavolta il suo tiro termina fuori alla destra del portiere ospite. Al 12° Breda è costretto al primo cambio dall’infortunio a Vigiani. E così un mancino puro come il “Nino reggino” si ritrova a giocare esterno di centrocampo a destra (?). Al 13° occasione per il Lecce dell’ex De Canio. Cross da sinistra, dapprima colpisce di testa Lanzaro e poi la palla resta là in prossimità del dischetto di rigore. Interviene Marilungo che si gira e tira, per fortuna un difensore respinge ma, nel frattempo, Baclet (“giustiziere” amaranto nella gara di andata) era terminato in off side. Al 21° ancora un’occasione pericolosa del Lecce. Vives lancia Mesbah in verticale approfittando di un buco grande quanto una casa nella difesa amaranto. Il leccese entra in area e calcia sul primo palo, Marino è ben posizionato e non corre alcun rischio in una presa a due tempi. Al 22° è, però, la Reggina ad andare in goal. Tedesco, calcia una punizione sulla trequarti sinistra cambiando gioco per l’accorrente Barillà. Il “Nino reggino”, favorito dal saltare a vuoto di Mazzotta, entra in area, si porta il pallone sul sinistro e batte Rosati in diagonale. Buono lo schema, ancora meglio la conclusione. Bene! Reagisce il Lecce al 28°. Calcio di punizione causato da Pagano (nell’occasione ammonito), cross al centro e Terranova, di testa, manda al lato con Marino che controlla. La Reggina amministra stando molto attenta e senza sbavature di alcun genere, il Lecce, invece, tenta di offendere ma con “cautela” a dimostrazione che, evidentemente, le cinque sberle casalinghe prese sabato scorso in casa dal Cittadella hanno lasciato il segno. Al 42° ci prova, comunque, Angelo che da fuori consente a Marino di esibirsi in quella che, un tempo, in gergo, si poteva definire “una plastica parata” degna dell’album Panini. Dove non ci arriva il Lecce ad essere protagonista, ci pensa Saccani che, con un paio, e forse più, decisioni cervellotiche indispettisce pubblico e giocatori amaranto. Il primo tempo si chiude con l’unica “emozione” dell’arrivo all’interno dello stadio di una cinquantina di tifosi leccesi. Al 55° occasionissima per il Lecce. Mesbah calcia una punizione da sinistra, un corner corto praticamente, ed al centro dell’area Marilungo calcia di prima intenzione al volo di sinistro. Un difensore devia in corner. De Canio tenta la carta Di Michele (altro ex) togliendo il difensore Belleri. Saccani continua il suo personalissimo show e la Reggina resiste agli attacchi, seppur blandi, della formazione ospite. Complimenti al parco arbitri che ha a disposizione Collina, e pensare che Saccani è tra i migliori. Al 62° il Lecce pareggia. Pagano perde palla a centrocampo, da sinistra giunge un cross in area da parte di Munari e Marilungo (in goal anche all’andata nella partita di esordio di Iaconi) è fortunato che il pallone si ferma lì e, girandosi, insacca. Saccani è soddisfatto ed inizia a fischiare “pro-Reggina”. Al 64° fuori Pagano (tardivamente secondo noi) e dentro Missiroli. Riportarsi in vantaggio sarà dura e con il Lecce esaltato dal pari bisogna stare attenti, molto attenti. E così che, due minuti dopo, ecco che Angelo porta in vantaggio gli ospti. Di Michele recupera palla sulla propria trequarti, lascia ad un compagno che lancia a centrocampo dove lo stesso ex amaranto, di prima intenzione, lancia Angelo liberissimo sulla destra. Il colored entra in area e, dal vertice destro, lascia partire un fendente rasoterra che, in diagonale, batte sulla parte del palo più lontano e s’insacca. Un bel goal davvero, sia per preparazione che per conclusione. Se prima era dura adesso è durissima. Il Lecce si è risvegliato ed in 4 minuti 4 ha ribaltato il risultato a proprio favore. La Reggina è in balìa dei leccesi e non dimostra reazione alcuna. Peccato. Al 73° gli uomini amaranto ci provano d’astuzia. Calcio di punizione quasi al limite dell’area decentrato un po’ a destra, Tedesco approfitta della disattenzione generale e serve in verticale per Barillà. Questa volta, però, il “Nino reggino” non coglie l’attimo ed arriva in ritardo anticipato da Rosati in uscita. Il Lecce è padrone del campo, gioca sul velluto giovandosi di ampi spazi e di una Reggina colpita e, quasi, affondata. L’affondamento arriva al minuto 77. Cross da sinistra, difesa assolutamente ferma, Munari fa sponda di testa e Marilungo, ancora lui, segna il più facile dei goal. Situazione, adesso, sempre più drammatica. Tedesco ci prova al 79° da fuori area, Rosati para a terra. Doppio turno casalingo e 0 punti in classifica. Dopo il Modena anche il Lecce fa il pieno di punti e la Reggina sprofonda sempre più in classifica destinazione… Prima Divisione. I tifosi della Sud iniziano la contestazione contro il presidente, considerato l’unico responsabile della difficilissima situazione di classifica, mentre i giocatori provano a far qualcosa ma, considerati gli evidentissimi limiti, non riescono a cavare un ragno dal buco. Breda segue attonito la gara dalla panchina e possiamo solo immaginare i pensieri che gli frullano in testa. Il Lecce, in campo, fa quello che vuole e la Reggina gli fa da spalla spettatrice. Davvero critica la situazione, onestamente non vediamo nulla di positivo all’orizzonte. “Il pesce puzza dalla testa”, così come noi denunciamo da svariate settimane e tutto questo è il frutto non solo di errori pacchiani ma, addirittura, di disinteresse e disattenzione in quello che, sempre secondo noi, è quel processo di dismissione di una Società e, quindi, di una squadra, che è solo la brutta copia di quella che ha disputato gli ultimi 9 campionati in A su 10. Il Lecce, dicevamo, giochicchia come il gatto con il topo e va vicino al quarto goal con Munari che, con un tiro “a giro”, prova a superare Marino salvato solo dalla sua altezza. Ci prova la Reggina all’88° con Cascione che, da fuori area, impegna Rosati in una deviazione in corner. A proposito di Rosati, il DS amaranto che fine ha fatto? Terminata l’era Iaconi si è defilato e non compare più a dispensare saccenza. Il pubblico si spazientisce ed urla “vogliamo la Primavera” (alludendo, ovviamente, alla squadra giovanile e non alla bella stagione). Nel corso del coro Cacia, con un bel tiro da fuori, supera Rosati e porta il risultato sul 2 a 3. Nemmeno il tempo di alzare il tabellone che indica il recupero che il Lecce ristabilisce le distanze. Di Michele crossa da sinistra e Marilungo, ancora lui, comodamente appoggia di testa in rete. La partita finisce sotto un’orda di fischi e ce ne torniamo a casa ancora una volta sconfitti e con le pive nel sacco. Ogni ulteriore commento è superfluo, la Prima Divisione aspetta la Reggina e la Reggina pare impegnarsi a non farla aspettare molto.