Reggina-Nocerina: 2-1. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A. Marino; Colombo, Castiglia (dal 64° Rizzo), N. Viola (dal 75° Sarno), Rizzato; Missiroli; Ceravolo (dall’85° A. Viola) e Bonazzoli (c). In panchina: P. Marino, Cosenza, Barillà, De Rose. All.: Breda. Nocerina (3-4-3): Gori; Pomante, De Franco, Di Maio; Scalise (dall’89° Plasmati), De Liguori (c), Bruno, Donnarumma (dal 79° Nigro); Catania (dal 59° Negro), Castaldo, Farias. In panchina: Russo, Alcibiade, Sacillotto, Marsili. All.: Auteri. Arbitro: Ostinelli di Como. Assistenti: Milli di Parma e Ciancaleoni di Foligno. Quarto uomo: Saia di Palermo. Marcatori: Emerson al 26°, Farias al 66° (rig.) e Bonazzoli all’87°. Ammoniti: Bruno al 25°, Colombo al 35°, Tomarchio al 37°, Castiglia al 56°, Kovacsik al 66°, Missiroli al 70°, Rizzo al 71° e De Franco al 79°. Corner: 4-6. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Spettatori paganti: 570. Abbonati: 3870. Incasso al botteghino: € 7.960,00. Quota abbonati: € 23.582,56. Spettatori totali: 4440. Incasso totale: € 30.542,56. Note. E’ questa una partita che rievoca antichi ricordi, allorquando Reggina-Nocerina era uno scontro fisso nei campionati di C2 e C1. E’, invece, il primo confronto in assoluto tra le due squadre in serie B. Un centinaio di tifosi campani, giunti allo stadio a bordo di 3 pullman, assiepano il settore ad essi riservato non risparmiando cori e slogan ad incitare i propri beniamini.
Cronaca e commento. Primo tempo. Parte a razzo la formazione di Auteri che, al calcio d’inizio, si schiera con un particolare 3-7. La prima occasione da rete, però, è amaranto e giunge al 3° con Ceravolo che, liberato davanti a Gori, non trova l’attimo e la coordinazione giusta per battere a rete. Altra occasione al 7° per la formazione di Breda. Colombo vince un rimpallo sulla destra e crossa basso per Bonazzoli. E’ pronto Gori a tuffarsi in avanti e ad anticipare il capitano di casa. All’8° si fa vedere la Nocerina. Castaldo è al limite dell’area e prova il tiro a rientrare sul palo alla sinistra di Kovacsik con il pallone che termina sul fondo di non molto. La gara è accesa ed i ritmi sono alti. Da un lato la Reggina chiamata a “giocare” la gara dopo le due semplici apparizioni contro Torino e Crotone e, dall’altro, la Nocerina che da impertinente neopromossa si presenta al “Granillo” senza alcun timore reverenziale. All’11° si ripropone la stessa situazione che ha portato gli amaranto in vantaggio a Crotone. Calcio di punizione da sinistra battuto da Emerson verso l’area dove Missiroli, appunto, tenta di replicare ma non arriva sulla palla ed un difensore devia in corner. Un minuto dopo, sugli sviluppi di uno schema mal riuscito su calcio di punizione, gli amaranto hanno un’altra occasione ancora su cross da destra. Il pallone, però, attraversa tutta l’area di rigore senza che né Missiroli né Bonazzoli (partiti in posizione regolare) ne approfittino. Al 14° primo vero tiro nello specchio della porta campana. E’ Emerson, su calcio di punizione, ad indirizzare il pallone, forte e teso, verso Gori che è bravo a bloccare in due tempi non senza apprensione. Al 16° si rivede la Nocerina. Farias conquista palla qualche metro prima del limite, calcia teso ma è bravo Kovacsik a bloccare a terra. Al 22° temibile azione in contropiede per gli ospiti. Il capitano De Liguori anticipa un amaranto sulla propria trequarti e lancia Farias sulla sinistra. Questi apre per Catania a destra che, superato a. Marino, mette al centro dove, provvidenzialmente, arriva Castiglia a togliere le castagne dal fuoco ed a mettere in corner. Al 26° la Reggina passa in vantaggio. E’ Emerson (nella foto), replicando (in meglio) quanto avvenuto al 14°, a sfruttare un calcio di punizione da una trentina di metri in posizione centrale rispetto alla porta difesa da Gori. Il brasiliano è geniale e calcia di esterno sinistro un bolide che aggira la barriera a mezz’altezza e spiazza il portiere ospite con la traiettoria del pallone che si “allarga” diventando per quest’ultimo impossibile da neutralizzare. La gioia di Emerson è incontenibile tanto che, scansando i compagni, accorsi ad abbracciarlo, “vola” verso la curva sud dedicando ai tifosi la sua marcatura. La partita è vibrante e, dopo il vantaggio amaranto, aumenta ancora i propri ritmi con gli uomini di Autieri che non ci stanno ed attaccano a viso basso. Al 34° ci prova Bonazzoli a raddoppiare colpendo di testa un pallone proveniente da corner, ma la palla termina alta. La Nocerina si dimostra ancora una volta squadra ostica. Al 35° Colombo è costretto al fallo al limite (decentrato sulla sinistra). Il calcio di punizione susseguente è per Farias che prova a sorprendere Kovacsik con un tiro ad effetto che esce sul fondo non distante dal palo più lontano rispetto al punto di battuta. Al 41° bella combinazione Missiroli-Ceravolo con il numero 9 amaranto che arriva al tiro di sinistro e con Gori che è ben posizionato e para. Al 43° azione di contropiede per gli amaranto. Missiroli riceve palla nel cerchio di centrocampo e s’invola. Nel 3 contro 3 alla sua destra c’è Ceravolo ed alla sua sinistra Bonazzoli. Missile sceglie Bonazzoli che, appena in area, calcia di sinistro alto sulla traversa. I primi 45 minuti di gioco praticamente finiscono qui senza recupero. Ci aspettiamo, alla ripresa, una Nocerina ancor più determinata alla ricerca del pari ed una Reggina che, come a Crotone, se pensasse ancora solo a difendersi piuttosto che a cercare di chiudere la gara potrebbe avere dei problemi a gestire il risicato vantaggio fin qui acquisito. Secondo tempo. Al 47° la prima occasione della ripresa è appannaggio degli amaranto con N. Viola che prova il sinistro da fuori area con la palla che termina sul fondo alla destra di Gori. La Reggina, adesso, com’era presumibile immaginare, è chiusa nella sua metà campo da una Nocerina fortemente determinata tanto che, al 51°, costruisce la sua migliore azione con uno scambio tra Castaldo e Farias che porta quest’ultimo a “tu per tu” con Kovacsik che tenta di superare con un esterno destro che termina sul fondo. Ancora un minuto e la Nocerina va vicinissima nuovamente al pareggio. E’ Castaldo ad incunearsi in area, troppo facilmente diremmo, ed a cercare, poi, di aprire per un compagno ad un metro dalla linea di porta. A. Marino è provvidenziale intervenendo ad interrompere l’azione con Kovacsik che, poi, conquista la palla. La Nocerina avanza, la Reggina subisce. Solita storia, insomma. La squadra di Breda è troppo timorosa e per nulla reattiva esattamente come contro il Torino ed a Crotone. Se mettiamo, poi, che in attacco Ceravolo è praticamente solo con Bonazzoli anni luce lontano da quello che era l’anno scorso, allora è presto detto perché la Reggina non riesce ad offendere come dovrebbe. La Nocerina insiste e stringe d’assedio gli amaranto incapaci di reagire. La squadra di Auteri, praticamente, attacca con 8/11mi lasciando due soli uomini nella propria metà campo. Auteri cambia: al 59° dentro Negro e fuori Catania. Non cambia nulla dal punto di vista tattico, ma c’è gente fresca lì in avanti per i rossoneri. La Reggina soffre, la Nocerina alza sempre più il proprio baricentro. Urgono contromisure da parte di Breda che fa scaldare Rizzo, Barillà e De Rose. Ecco il cambio: al 63° esce Castiglia ed entra Rizzo. La mossa si rivela “azzeccatissima”. Un minuto dopo Rizzo, sì proprio lui, lancia Negro in un 3 contro 3. Negro serve in verticale Farias che entra in area e va verso Kovacsik che gli esce sui piedi. Dalla nostra postazione appare evidente che Farias simuli e quando Ostinelli fischia siamo certi che sanzioni il giocatore ospite con il giallo per simulazione. Ed invece. Invece Ostinelli indica il dischetto ed ammonisce Kovacsik decretando un rigore che anche le immagini dimostrano essere assolutamente inesistente. Sul dischetto va lo stesso Farias che, spiazzando Kovacsik, porta il risultato nuovamente in parità. Clamoroso l’errore di Ostinelli, ma indecente la prestazione degli amaranto. Complimenti a Breda, per il cambio e per aver continuato a trasmettere ai suoi una mentalità perdente. La Nocerina non si ferma e continua ad attaccare a testa bassa. La Reggino non c’è più limitandosi a difendersi! Breda chiama il riesumato Sarno (l’assenza di Ragusa, impegnato con l’Under 21, “costringe” Sarno a ritrovare il posto in panchina), è il 75°, a sostituire in campo N. Viola che non gradisce (così come non gradisce nemmeno il pubblico presente). La Reggina è timida, impaurita, impacciata, lontana anni luce da quella delle 4 vittorie consecutive e “vittima” della mentalità perdente che ha caratterizzato le ultime 3 gare. Sarno ci mette tutta la buona volontà allorquando porta palla in avanti servendo Bonazzoli che continua a risultare “assente”. Il possesso palla è, nella ripresa così come nel primo tempo, largamente appannaggio degli ospiti che sono indomiti nel cercare addirittura la vittoria. E’ un vero e proprio assedio. Il pubblico giustamente rumoreggia. Auteri cambia ancora: dentro Nigro e fuori Donnarumma. All’80° la palla buona è sui piedi di Bonazzoli che vede il suo tiro deviato in corner. Al “Granillo” si soffre “grazie” a Breda ed ai suoi uomini che non riescono proprio a lottare ed avanzare oltre il centrocampo se non in fase di allontanamento del pallone dalla propria area. Gli errori avvengono a ripetizione, Breda fissa il terreno di gioco ma, come al solito, non sa leggere la gara in corsa e, forse, non ha nemmeno chi, in campo o in panchina, può dargli una mano. La Reggina è allo sbando. Con generosità ci prova, ma i risultati sono pessimi. Emblematico l’assist di Rizzo a lanciare il 3 contro 3 che ha portato al pareggio. Lui ed Ostinelli, ognuno per ciò che gli compete, hanno fatto la frittata ma non è che prima la Reggina stava meglio visto che subiva comunque. All’85° Breda si supera (se possibile) facendo entrare A. Viola per Ceravolo piuttosto che per l’”assenteista” Bonazzoli (per esempio). Ed è proprio qui che la Dea Bendata ci mette del suo ed aiuta Breda tanto da ribaltare l’esito del cambio a noi apparso sbagliato in virtù del rendimento. All’87° Rizzato crossa da sinistra, Bonazzoli sale in cielo e colpisce di testa indirizzando il pallone alla sinistra di Gori che nulla può. La Reggina è nuovamente in vantaggio ed il pubblico esplode di gioia per la prima rete stagionale del suo capitano. All’89° Auteri cambia: esce Scalise ed entra Plasmati. Il pubblico spinge la sua Reggina affinché non molli e torni alla vittoria. In vantaggio, adesso, il nostro giudizio complessivo non cambia. La Reggina soffre oltremodo per mancanza di cattiveria e per un’evidente atteggiamento remissivo e permissivo. Questo è costata la sconfitta contro il Toro, ancora questo è costato il pari a Crotone e, prima dell’episodio del vantaggio, ancora questo stava costando il pareggio con la Nocerina. 5 saranno i minuti di recupero che uno scandaloso Ostinelli concede. Adesso la Reggina è ancora tutta nella propria metà campo a cercare il pareggio. Auteri si sbraccia, la Reggina resiste e, finalmente, torna alla vittoria alla fine di una partita durissima e che stava per essere compromessa ancora per demerito proprio. Come si suol dire “tutto è bene ciò che finisce bene”, ma la prestazione degli amaranto è ancora una volta censurabile sotto più punti. Quella di Breda, anche.