Sentinelle in piedi: migliaia in piedi nelle piazze, milioni a Roma per il Family Day. Il matrimonio è la sola unione civile

(43) Il matrimonio è la sola unione civile. Lo riconosce la Costituzione, prendendo atto che la famiglia pre esiste rispetto alla Carta stessa, che questa “società naturale fondata sul matrimonio” è precedente al diritto positivo

e che è essenziale per il Bene Comune, poiché è l’unica capace di garantire la prosecuzione delle generazioni e quindi  la costruzione della società. Non è solo questione di differenza genitoriale, è, prima ancora, una questione di complementarietà uomo-donna, di responsabilità, di fedeltà e di progettualità dell’amore sponsale, di apertura alla vita. Che è possibile solo dove c’è l’unione stabile tra un uomo e una donna. Il 28 gennaio viene incardinato al Senato il testo sulle cosiddette
“unioni civili”. Hanno cercato di farci credere che questo testo sia uno strumento necessario a garantire dei diritti ad una supposta categoria di persone discriminate per il loro orientamento sessuale, e poi ci hanno ingannato dicendoci che l’unica cosa da rigettare sia la pratica dell’utero in affitto – cui questo testo criminale apre, legittimando
così  l’oggettivazione di un bambino che viene strappato dai suoi genitori biologici – ma in gioco c’è molto di più: vogliono assestare l’ultimo colpo alla già martoriata famiglia nobilitando  l’amore sentimentale e svilendo il vincolo sponsale. Ma il matrimonio – e quindi la famiglia –  non si fonda sul “sentimento”. La disciplina del matrimonioparla di diritti e di doveri fra marito e moglie e nei confronti dei figli, parla di obbligo reciproco alla fedeltà, di assistenza morale e materiale, di fissare l’indirizzo della vita famigliare. Una legge dunque non renderà uguali due realtà differenti, poiché non è lo Stato a rendere unite due persone, non è l'uomo a decidere l'ordine della realtà. Esiste infatti la legge naturale che  viene  prima  di  ogni  legge  statale  a cui il diritto civile  di  un governo  democratico  dovrebbe  piegarsi  per evitare il prevalere dell'opinione del più forte. Questa legge, riconoscibile nella realtà da ogni uomo di buona volontà che usi il cuore e la ragione, prevede che solo la donna e l'uomo siano complementari e potenzialmente fecondi. Si è padre e madre perché prima di tutto si è sposi e si diventa genitori  l’uno  attraverso  l’altro.  Questa  verità  è  così  potente  e attraente  da  coinvolgere  anche  il  figlio  ancor  prima  che  venga all'esistenza: il figlio è il per sempre degli sposi. Questa  legge  è  contro  il  matrimonio  perché  legittima  la considerazione  di  un  figlio  come  un  oggetto.  Se  questo  testo diventasse legge due persone adulte avrebbero il diritto, in funzione unicamente di un desiderio, di fabbricare un bambino con gameti e utero esterni, sfruttando il corpo di donne straniere (che avvenga a pagamento o meno, resta   inaccettabile) di tornare in Italia e di vedersi riconosciuto quel bambino come figlio, quando figlio non è. Prima che di capacità  genitoriale dunque, prima ancora di complementarietà di figure di riferimento e ancor prima che di legami biologici, questa legge è sbagliata perché crea una mentalità distorta, facendo credere che basta il sentimento per definire l’amore e che basti “desiderare” un bambino per possederlo, sebbene si violenti la natura e si vada contro il senso di sacralità della vita che oggi sembra merce in via di estinzione. Ecco perché lo scorso week end in migliaia abbiamo vegliato nelle piazze, in piedi, in silenzio, perché un popolo silenzioso in questi due anni si è mobilitato per svegliare le coscienze. Un popolo formato da tante realtà associative, da movimenti, da singoli missionari del buon senso, un popolo che sabato sarà al Family Day per dire un no netto al ddl Cirinnà, un no senza se e senza ma. Non può esserci mediazione quando si parla di famiglia. Ecco perché sabato saremo al Circo Massimo, per testimoniare con forza insieme a chi in questi due anni e mezzo ha combattuto nelle piazze, nelle case, nelle parrocchie, girando l'Italia per incontrare le persone e svelare loro la menzogna dell'ideologia gender. Il pensiero va  al  20  giugno  scorso,  quando Kiko Arguello, Costanza  Miriano, Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Massimo Gandolfini e tanti altri hanno unito questo popolo per una testimonianza di verità. Allora come oggi questo popolo è pronto a muoversi per dire no un disegno di legge criminale, per dire che la famiglia è una sola, per abbracciare amici ma soprattutto per far vedere al mondo che non siamo disposti a cedere a compromessi. La famiglia è troppo importante per stare a guardare mentre viene distrutta, il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere.
 

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Author: Maurizio Gangemi