Serie Bwin, XIV^ giornata: Crotone-Reggina 1-1

Crotone-Reggina: 1-1. Crotone (4-2-3-1): Bindi; Correia, Tedeschi, Abruzzese, Migliore; Florenzi, Galardo (c) (dal 78° Maiello); Gabionetta, Calil (dal 63° Djuric), Sansone; Ciano (dal 79° Pettinari). In panchina: Belec, Mazzotta, Vinetot, De Giorgio. All.: Menichini. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A. Marino; Colombo, N. Viola, De Rose (dal 73° Rizzo), Rizzato (dal 64° Barillà); Missiroli; Bonazzoli (c), Ragusa (dal 79° Ceravolo). In panchina: Leone, Cosenza, D’Alessandro, Castiglia. All.: Breda. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Schenone ed Evangelista. Quarto uomo: Intagliata. Marcatori: Missiroli al 31° e Ciano al 66°. Ammoniti: Florenzi al 7°, Sansone al 30°, Abruzzese al 44°, Bonazzoli al 46° (p.t.), Galardo al 47° e Maiello all’89°. Espulso: Gabionetta al 46° (s.t.). Corner: 8-1 per il Crotone. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’+1’ (s.t.). Cronaca e commento. Primo tempo. Scontro tra le due calabresi in B (impropriamente denominato “derby”) che inizia di buona lena per entrambe le formazioni. Il Crotone a prendere le redini del gioco e la Reggina ad agire di rimessa. Più la squadra avversaria gioca apertamente e maggiori sono le opportunità di esprimersi per come sa della Reggina. Al 9° il primo tiro verso la porta della partita. Cail scambia con un compagno e, da fuori area, calcia ma il suo destro finisce molto alto sulla traversa.

Un minuto dopo è Ciano, sempre da fuori area, a calciare di sinistro spedendo la palla sul fondo alla destra della porta difesa da Kovacsik. La partita è tutto sommato piacevole anche se, ad onor del vero, le occasioni latitano ed entrambe le formazioni sembrano imbrigliate dalle reti dell’avversario. Tra le due, la squadra che sembra soffrire di più è la Reggina. Vuoi anche, secondo noi, per la decisione di Breda (opinabile) di schierare nuovamente dall’inizio Bonazzoli che impone meno scelte nell’impostare le azioni d’attacco: in sostanza, la presenza di Bonazzoli impone spesso lanci o cross che lui dovrebbe poi smistare. Con la coppia Ceravaolo-Ragusa, invece, giocando più palla a terra, le opportunità aumenterebbero senza lasciare, quindi, un solo punto di riferimento alla difesa pitagorica. La Reggina prova ad alzare il baricentro imponendo in maniera più costante la sua presenza oltre la propria metà campo. Al 31° la Reggina passa in vantaggio. Calcio di punizione sulla fascia sinistra che Emerson si occupa di calciare. Palla in area dove Missiroli, ben piazzato, gira di testa sul primo palo prendendo in contropiede Bindi che nulla può con la palla che s’infila a fil di palo alla sua destra. Legittima l’euforia di Missile al suo settimo gol stagionale. A volte la supremazia nel possesso palla (nettamente a favore dei padroni di casa) può non voler dire nulla ed ecco spiegato perché la vittoria del Torino martedì scorso al “Granillo” non è stata meritata se ci si basa solo su questo dato. Al 37° ci prova Bonazzoli con una bordata al volo in diagonale, da posizione defilata sulla destra, che Bindi respinge di pugno con un po’ d’affanno. Il pubblico di casa spinge i suoi in una gara sentitissima a quelle latitudini con la Reggina, però, che si difende con ordine salvo, in qualche circostanza, perdere ingenuamente palla. Al 43° arriva il primo tiro nello specchio della porta per il Crotone. E’ di Ciano che, raccogliendo un cross da sinistra, gira di testa verso la porta amaranto con Kovacsik che blocca senza problemi. Il primo tempo, dopo un minuto di recupero, finisce sull’1-0 in favore degli ospiti bravi a capitalizzare al meglio un calcio piazzato. A Breda, adesso, il compito di catechizzare i suoi in vista dei secondi 45 minuti in cui sarà presumibile un arrembaggio da parte dei padroni di casa. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’espulsione di Gabionetta reo di aver colpito De Rose. Il brasiliano, sì allarga il braccio destro mandandolo all’indietro colpendo De Rose che lo insegue, ma forse l’espulsione diretta appare esagerata. Fatto sta che Vellotto rischia d’incattivire la gara fomentando gli animi dei padroni di casa (quelli del pubblico già lo sono). Mentre il pubblico canta “Noi non siamo Reggio Calabria” (e questo, a svantaggio crotonese, lo si sa da sempre), la Reggina prova ad approfittare della superiorità numerica per chiudere la gara. Il Crotone, generosamente, si catapulta a testa bassa nella metà campo reggina ma, onestamente, senza alcun risultato apprezzabile. La Reggina, sbagliando, arretra subendo l’iniziativa dei padroni di casa. Al 62° Breda effettua il suo primo cambio: esce Rizzato (per la prima volta in questo campionato) ed entra Barillà. Un minuto dopo Menichini fa entrare Djuric per Calil. Al 65° buona occasione per i padroni di casa. Il nuovo entrato Djuric serve Sansone che batte a rete con Kovacsik che devia in corner. Un minuto ancora, al 66°, ed il Crotone pareggia. Corner da sinistra, palla al centro dell’area con Kovacsik che smanaccia come può sui piedi di Ciano che è lesto a battere a rete ma anche fortunato nel vedere la palla passare tra una selva di gambe di giocatori amaranto e terminare la sua corsa in rete. Assolutamente nulla da addebitare al portiere ungherese, ma i 5/6 reggini sulla traiettoria del tiro mancino di Ciano che facevano? Grave, quindi, l’ingenuità del reparto difensivo reggino colto impreparato sugli sviluppi del settimo corner per i padroni di casa che, adesso, gasatissimi, pur in inferiorità numerica, continuano ad attaccare sulle ali dell’entusiasmo per il pari ritrovato. Sarà un caso che il pareggio è arrivato dopo la sostuzione "strana"? Mah! La Reggina, dal canto suo, ha il torto di non aver approfittato del vantaggio numerico in campo penalizzata, probabilmente, anche dalla “strana” scelta di Breda nel far uscire Rizzato e non altri. Al 73° Breda effettua il secondo cambio: esce De Rose ed entra Rizzo. Al 75° calcio di punizione di Florenzi dal vertice sinistro dell’area di rigore amaranto. Palla nello specchio con Kovacsik che respinge coi pungi. La Reggina, stranamente, gioca al piccolo trotto. Pare non avere né forza né energie nelle gambe nella sua terza gara in otto giorni (per gli avversari vale la stessa cosa). Non pare, in sostanza, giocare in superiorità. Al 78° ci prova ancora Florenzi dalla grandissima distanza, Kovacsik è attento e para. La Reggina, come detto, fa fatica a costruire delle manovre. Ha avuto il torto di non insistere alla ricerca del raddoppio, ha forse sbagliato (per mano del suo allenatore) il cambio Rizzato-Barillà ed ora annaspa piuttosto stancamente. Al 79° ultimo cambio per gli amaranto: esce Ragusa ed entra Ceravolo. Anche Menichini ordina la sua ultima sostituzione (un minuto prima Maiello aveva preso il posto di Galardo): entra Pettinari ed esce Ciano. La Reggina prova, timidamente, a rialzare la cresta cercando la via del gol prima con Missiroli (tiro deviato in corner, il primo all’83°!) e poi con A. Marino (tiro sbilenco sul fondo). La Reggina, a 5 minuti dalla fine (più recupero), se ha da recriminare lo deve fare con se stessa. Il Crotone, dal canto suo, generosamente, prova a dare la soddisfazione della vittoria ai suoi tifosi. All’89° la Reggina ha il suo match point. Sui piedi del suo giocatore migliore, Missiroli, capita la palla della possibile vittoria. Missile recupera palla sulla trequarti avversaria, supera due/tre avversari e si porta al limite dove calcia di sinistro praticamente a colpo sicuro spedendo, però, il pallone clamorosamente in curva. 4 saranno i minuti di recupero concessi da Velotto. La gara, dopo un ulteriore minuto di recupero utile per un calcio di punizione a favore del Crotone respinto dalla barriera, finisce qui. Ennesimo pareggio tra le due formazioni calabresi e Reggina che deve recriminare solo con se stessa (e con il suo allenatore che, probabilmente, ha sbagliato la prima delle 3 sostituzioni) per aver giocato 49 minuti in superiorità numerica senza mai centrare lo specchio della porta difesa da Bindi. Stanchezza? Mancata concentrazione? Tutte presunte attenuanti, ma non scusanti per una squadra che ambisce a diventare “grande” ma che ancora “grande” non è soprattutto per i limiti assai evidenti che manifesta il suo allenatore incapace a "leggere" la partita in corso ed orientato più a difendersi (la scelta di oggi ha dell'incredibile: sull'1-0 a proprio favore, in superiorità numerica, sostituisce Rizzato – da sempre il vero valore aggiunto della squadra – per un centrocampista dalle virtù non certo eccelse e dopo soli 2 minuti prende il goal del pareggio) che ad offendere o, comunque, a gestire diversamente il vantaggio. No, mister. Così non va!

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi