
Attraverso il da poco esser andati alle urne per il referendum, l’Italia si è pronunciata palesemente dicendo “No” al ritorno al nucleare, alla privatizzazione dell'acqua ed, inoltre, alla credibilità verso il regime di immunità consentito dal legittimo impedimento al nostro premier ed ai nostri ministri. C'è da dire, in particolare sulla questione del nucleare, che si è ormai abbondantemente dimostrato come i molti vantaggi di questa forma di produzione energetica siano di gran lunga superati dagli svantaggi che, indubbiamente, in parte minima saldiamo da subito, ma che, in buona parte, lasciamo in eredità dalle generazioni future.
A tal proposito, si sente ormai da anni parlare di fonti di energia rinnovabili, sulla loro probabile efficacia e, soprattutto, ci si chiede quale possa essere il modo migliore, nonché il più economico, per sfruttarle al fine di combattere la crisi climatica e, perchè no, anche quella economica che stiamo attraversando noi che viviamo in tutti i paesi industrializzati. Per fonti rinnovabili s'intendono quelle forme di energia che, dopo il loro utilizzo, si rigenerano poiché non sono esauribili. Sono, tra l'altro, denominate anche fonti di energia “pulite” in quanto non inquinano. Fanno parte di esse l'energia solare, quella eolica, l’energia geotermica, l’energia marina, l’energia idroelettrica, l’energia da biomasse ed altre ancora. Tra i vantaggi che tali fonti pulite offrono è da annoverare, indubbiamente, la possibilità di accedere anche a crediti agevolati volti a sorreggere la diffusione delle energie rinnovabili e che, visti gli ingenti investimenti che esse comportano, serviranno da incentivo alle imprese che investiranno in tale progetto. Noi crediamo con fermezza nella praticabilità della strada “alternativa”, ossia quella delle fonti di energia rinnovabili che, a nostro modesto parere, potrebbero servire a rendere la nostra vita più efficiente e, nel contempo, salvaguardare il nostro Pianeta. E' necessario, dunque, che i nostri politici abbiano innanzitutto il coraggio di credere in tale innovazione e, soprattutto, che comprendano la portata universale della “questione ambientale” ponendola in una posizione prioritaria rispetto a tante altre. Proteggere il nostro habitat dovrebbe essere non solo un dovere ma una conditio sine qua non e ciò lo si può fare rispettando quelle piccole regole che fanno parte del nostro vivere quotidiano: la raccolta differenziata dei rifiuti, il non disperdere materiali nocivi, avendo quindi quei piccoli accorgimenti facendo sì il rendere più pulite, e dunque meno inquinate, le nostre città.