Sassuolo-Reggina: 3-2. Sassuolo (4-3-3): Pomini; Rea (dall’89° Fusani), Polenghi, Piccioni (c) e Consolini; Valeri, Magnanelli e De Falco (dal 68° Troiano); Riccio, Martinetti e Catellani. In panchina: Bressan, Cinelli e Bruno. All.: Mandelli. Reggina (3-4-1-2): Puggioni; Giosa (c), Cosenza (dal 52° Rizzato) e Di Lorenzo; Bernardi, Rizzo, Montiel (dal 56° Maita) e Dal’Oglio (dal 63° Laverone); Barillà; A. Viola e Zizzari. In panchina: Kovacsik, Danti, Sarno e Castiglia. All.: Atzori. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Stallone di Foggia e Italiani di L’Aquila. Quarto uomo: Mangialardi di Pistoia. Marcatori: Montiel al 20°, Consolini al 38° e Martinetti al 46° (p.t.) ed al 65° ed A. Viola all’81°. Ammoniti: Cosenza al 28° e Valeri al 51°. Corner: 2-1. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’+ 1' (s.t.). Note. La squadra amaranto, già aritmeticamente ai playoff dalla settimana scorsa, intende onorare il campionato per provare a mantenere la posizione attuale e chiudere al quinto posto (sebbene questo risultato è legato non solo all’esito della propri gara ma anche a quello dello “spareggio” tra Torino e Padova).
La Reggina chiuderà al quinto posto se batte il Sassuolo oppure, pur essendo sconfitta, qualora Torino e Padova pareggiassero (con il Padova quindi sesto ed il Torino fuori) od anche se venisse raggiunta dal Torino vittorioso in casa contro il Padova (per via della differenza reti generale salvo che non perda malissimo con gli emiliani e che il Toro non batta nettamente il Padova). La Reggina, invece, arriverà sesta perdendo o pareggiando con il Sassuolo se il Padova dovesse battere il Torino (per via della differenza reti negli scontri diretti – sconfitta esterna per 4-0 e pareggio casalingo 0-0 per gli amaranto -). Puggioni, con l’odierna presenza, raggiunge la considerevole cifra di 3780 minuti su 3780 disputati in stagione (42 gare su 42, in sostanza). Nella Reggina mancano all’appello: Acerbi, N. Viola, Campagnacci, Bonazzoli, Tedesco e Costa lasciati a casa in ottica playoff anche perché diffidati; Adejo che oggi sconta la sua terza ed ultima giornata di squalifica e Colombo reduce da un infortunio ma disponibile giovedì per la semifinale d’andata per la promozione in A. De Rose, convocato comunque, va in tribuna. Esordiscono in prima squadra sin dall’inizio i giovanissimi Di Lorenzo e Dall’Oglio mentre il terzo “primavera” convocato da Atzori, Maita, inizia in panchina. Per quanto riguarda qualche rumor di mercato, appare sempre più verosimile il divorzio tra Atzori e la Reggina (salvo promozione in A che, forse, rimetterebbe tutto in discussione) nonostante l’eccellente lavoro sin qui svolto (a prescindere dal risultato finale) che meriterebbe sicuramente continuità (se in Società qualcuno – non Foti – pensasse ed agisse diversamente). A tal proposito, prende sempre più corpo l’ipotesi Dionigi (“Re Davide”, per intenderci) indimenticato bomber amaranto del passato ed oggi impegnato nei playoff promozione con il suo Taranto. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con ritmi blandi per via di un’unica squadra in campo con motivazioni davvero forti (il Sassuolo e la sua voglia di vittoria-salvezza). Al 10° la prima occasione è per gli amaranto. Calcio di punizione dal versante destro, palla al centro per A. Viola che viene però anticipato da un difensore con la palla mandata in corner. All’11 risponde assai più pericolosamente il Sassuolo con Catellani che, presentatosi davanti a Puggioni seppur decentrato, batte a rete d’interno destro con il portierone amaranto pronto e bravo a respingere. Al 19° ci prova ancora il Sassuolo con Consolini che calcia da fuori area con Puggioni a parare senza patemi. Al 20° la Reggina passa in vantaggio. Calcio di punizione a 25 metri dalla linea di porta sulla cui palla va Montiel. Tiro potentissimo di collo pieno che assume una strana traiettoria e che Pomini, sorpreso, non può far altro che toccare senza deviare con la palla che termina la sua corsa in fondo al sacco. Primo goal in B e, di conseguenza, primo goal stagionale per Montiel. Un gran bel goal, davvero. La Reggina, al momento, vincendo, se ne infischia di ciò che fanno Torino e Padova ed è quinta. Il Sassuolo, pur perdendo, resta in B ed ai playout vanno AlbinoLeffe e Piacenza per decidere ch farà compagnia in Lega Pro alle già retrocesse Triestina, Portogruaro e Frosinone. Al 38° il Sassuolo pareggia. Consolini batte a rete centralmente da fuori area. La palla rimbalza davanti a Puggioni che non blocca e s’impalla con la sfera che lo supera e termina la sua corsa in rete per il goal del pareggio dei padroni di casa. Ed anche per Consolini, così come per Montiel, si tratta del primo goal in carriera ed in B. In classifica non cambia nulla, né per la Reggina né per il Sassuolo. Al 41° il Sassuolo va vicino al vantaggio in due occasioni ravvicinate. Cross da destra per Riccio che cincischia un po’ in area e quando batte a rete vede il suo tiro respinto da Cosenza. Sulla ribattuta arriva Valeri che, da buona posizione, manda altissimo. Il goal del Padova a Torino cambia la classifica così come esaustivamente illustrato nelle note. A questo punto Reggina e Padova arrivano appaiate a quota 62 ma con i patavini in vantaggio sugli amaranto per via della differenza reti negli scontri diretti (4-0 ha vinto il Padova a Padova e 0-0 è terminata la gara di ritorno a Reggio). Quindi, al momento, Reggina-Novara e Padova-Varese sono le due semifinali playoff con il Torino grande escluso. Al 47° il Sassuolo passa in vantaggio. Martinetti raccoglie un cross proveniente da corner calciato da De Falco e batte Puggioni per il goal che mette al sicuro la salvezza dei padroni di casa qualunque risultato ottengano AlbinoLeffe e Piacenza e che, comunque, non cambia la situazione per gli amaranto lasciandola invariata per come suddescritta. Secondo tempo. La ripresa inizia al piccolo trotto per via, anche, dell’obiettivo raggiunto da parte della squadra in campo con maggiori motivazioni. Al 52° Atzori effettua il primo cambio: esce Cosenza ed entra Rizzato. Al 56° l’allenatore amaranto cambia ancora: esce Montiel e fa il suo esordio, dopo Di Lorenzo e Dell’Oglio, anche l’altro “primavera” convocato oggi Maita. La partita, nel frattempo, è praticamente finita con il Sassuolo in maniera ampiamente prevedibile (sin dal fischio finale di Reggina-Ascoli di sabato scorso) vincente e salvo e la Reggina imbottita di giovani, priva di motivazioni e con la testa a giovedì sera per l’esordio casalingo nei playoff (per la prima volta nella sua storia), al momento (servirebbero pareggio e vantaggio del Toro per tornare quinta), contro il temibile e terzo in classifica finale Novara. Al 63° Atzori effettua il terzo ed ultimo cambio a sua disposizione: esce Dall’Oglio colpito da crampi ed entra Laverone. Al 65° il Sassuolo triplica con gli stessi protagonisti del raddoppio. Calcio di punizione (non più corner) calciato da De Falco e colpo di testa vincente in area di Martinetti. La gara, adesso, è morta e sepolta. Mandelli effettua due cambi: al 68° fuori De Falco, autore dei due assist per la doppietta di Martinetti), e dentro Troiano ed all’80° fuori lo stesso Martinetti per Vignali. All’81° la Reggina va in goal con Alessio Viola bravo ad approfittare di un’indecisione della difesa di casa, a presentarsi davanti a Pomini battendolo con un sinistro in diagonale. Quasi contemporaneamente al goal di A. Viola, il Padova raddoppia a Torino e conquista quinto posto finale andando a scontrarsi giovedì con il Varese. La classifica finale recita, quindi, così: Atalanta e Siena, prima e secondo, direttamente in A già da qualche settimana, Novara terzo, Varese quarto, Padova quinto e Reggina sesta. Ai playoff, quindi, doppio scontro (giovedì e domenica prossimi) tra Reggina e Novara e Padova e Varese. In Lega Pro, invece, oltre alle già retrocesse Triestina, Portogruaro e Frosinone anche la perdente del doppio confronto di playout tra AlbinoLeffe e Piacenza. Ultimo cambio per il Sassuolo all’88°: esce Rea ed entra Fusani. La Reggina, archiviata la gara di Modena, da domani si concentrerà sulle gare contro il Novara che, essendosi classificatasi sesta, sarà costretta a vincerne almeno una ed a pareggiarne l’altra giacché, come regolamento recita, in caso di due pareggi (con qualunque risultato vengano) approderà in finale la meglio classificata tra le due contendenti. Ecco perché, nella storia dei playoff, mai nessuna squadra classificatasi sesta ha ottenuto la promozione in serie A. In conclusione facciamo un ragionamento ad alta voce. Se la Reggina non dovesse andare in A, l’avvicendamento in panchina Atzori-Dionigi (o Atzori-chiunque altro) potrebbe starci (non ci sta, secondo noi, ma potrebbe). Se, invece, come tutti ci auguriamo, la Reggina conquistasse la promozione, allora il prospettato cambio in panchina non solo non ci sta ma sarebbe addirittura improponibile. Ordunque, ci spieghiamo meglio. Pur stimando in toto Gianluca Atzori (non lo dichiariamo certo solo ora, ma chi ci segue ricorderà di averlo già letto innumerevoli volte a partire già dal ritiro del luglio scorso a Saint Christophe), il cambio potrebbe starci nell’ottica della conclusione naturale del contratto che, eventualmente, una delle parti (o entrambe) non intende rinnovare (tutto questo, lo ribadiamo, se e solo se la A non dovesse malauguratamente arrivare). Ma se la A arrivasse al termine dei playoff, le cose cambierebbero e di gran lunga. In primis perché all’allenatore laziale andrebbero riconosciuti infiniti meriti per aver conquistato una promozione inaspettata (tanto più per averlo fatto con un nugolo di giovani) e meriterebbe di certo la riconferma nella massima serie e l’adeguamento del contratto. Poi perché, in A, il cambio Atzori-Dionigi sarebbe davvero improponibile e fors’anche indecente per chi fosse il “padre” di una così insulsa decisione. Per noi, e non solo per noi, Atzori, ad oggi e qualunque fosse il risultato finale, è stato un eccellente allenatore che ha centrato in pieno gli obiettivi societari: far bene in campionato (e su questo già oggi non c’è dubbio), valorizzare i giovani (ed anche su questo non c’è dubbio soprattutto se la Reggina farà cassa nel mercato estivo) e contribuire a far rinascere l’entusiasmo tra i tifosi (e non c’è dubbio nemmeno su questo giacché i risultati li ha fatti e se la gente finora non è tornata allo stadio numerosa come in passato non è certo per “colpe” ascrivibili a lui ma lo si deve esclusivamente ad anni ed anni di errori su errori commessi dalla Società). Detto questo, da queste colonne lanciamo un appello: Simone (Giacchetta), non far sì che Gianluca (Atzori) vada via e, soprattutto, mettilo nelle condizioni di restare a Reggio se arriverà la A perché, se A sarà, gran parte del merito sarà il suo. Ad maiora.