Serie Bwin, XXXIX^ giornata: Reggina-Varese 1-1

Reggina – Varese: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Colombo, De Rose, N. Viola (dal 62° Tedesco), Rizzo (dal 62° Laverone) e Rizzato; Campagnacci (dal 77° Zizzari) e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Giosa, Castiglia e Danti. All.: Atzori. Varese (4-4-2): Zappino; Pisano (c), Pesoli, Dos Santos e Pugliese; Correa (dal 62° Concas), Frara, Corti e Carrozza; Neto Pereira (dal 47° De Luca) e Ebagua. In panchina: Moreau, Camisa, Nadarevic e Tripoli. All.: Sannino. Arbitro: Baracani di Fiorenze. Assistenti: De Pinto di Bari e Bernardoni di Modena. Quarto uomo: Saia di Palermo. Marcatori: Ebagua al 55° e Zizzari all’84°. Ammoniti: Ebagua al 32° ed Adejo al 34°, Pugliese al 58° e Santos all’83°. Espulso: Adejo al 38°. Corner: 6-2. Recupero: 4’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Spettatori paganti: 1149. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 16355. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4714. Incasso totale: € 38732.

Note. Presenti al “Granillo” una sessantina di tifosi varesini: 20 nel settore ad essi riservato ed almeno il doppio in tribuna est “scortati” da una decina di stewart. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto primo sussulto amaranto. Colombo, a destra sulla trequarti avversaria, al centro per Bonazzoli. Finta del capitano e palla a N. Viola che, presuntuosamente, non allarga ancora a sinistra al solissimo Rizzo e calcia debolmente tra le braccia di Zappino (tra le invettive del pubblico presente). Al 10° la pressione amaranto si fa più concreta. Campagnacci prima crossa ed un difensore mette provvidenzialmente in corner e, poi, tenta egli stesso la via della rete con la palla messa ancora in corner dopo una deviazione. La gara accusa minuti di stasi con entrambe le formazioni che giocano un calcio lento e prevedibile da parte dell’avversario. Alla Reggina il predominio nel possesso palla, al Varese la tranquillità di arginare le offensive nemmeno poi così tanto pericolosa degli amaranto. Al 23° si fa vivo il Varese in area di rigore amaranto. Baracani non sanziona un evidente fallo di mano da parte di un ospite e, nel prosieguo dell’azione, la palla termina tra i piedi di Neto Pereira che calcia in diagonale ma Puggioni para sicuro. Un minuto dopo la Reggina grida al rigore. Rizzo è messo giù da un difensore, ma per Baracani è tutto a posto. Difficile dalla nostra postazione in tribuna stampa, dire se era o meno rigore. Più facile, certamente, è affermare che Baracani sta condizionando la gara con il suo non intervenire in situazioni di gioco ove sarebbe necessario farlo. Al 29° Correa stende N. Viola a 5 metri dalla linea d’area. Sulla palla vanno Acerbi e lo stesso N. Viola e Baracani posiziona la barriera varesina a non più di 6 metri dalla palla disconoscendo il regolamento che impone siano 9. Ovviamente, con la barriera così tanto vicina, il tiro di Acerbi è facilmente ribattuto e l’opportunità sfuma per “merito” dell’arbitro che, come detto, sta condizionando la gara. Al 32° occasione goal per i padroni di casa. Campagnacci, servito da sinistra, colpisce bene di testa ed indirizza a rete. Altrettanto bravo e Zappino che, tuffandosi, respinge il tiro. Al 35° il Varese pareggia le occasioni da rete. Calcio di punizione da destra, la difesa non applica bene la tattica del fuorigioco ed Ebagua si ritrova tutto solo davanti a Puggioni. Colpo di testa del colored lombardo e, per fortuna, palla che termina centralmente tra le braccia del portierone amaranto. Baracani è sempre più protagonista in negativo. Dopo già tutto quello che ha combinato, insieme al suo assistente Bernardoni, al 38° confeziona il rosso diretto ad Adejo (già ammonito 4 minuti prima). Vergognoso questo soggetto (Baracani) deputato a dirigere una partita ed invece erettosi a protagonista in negativo rovinando una gara corretta e portandola sui binari del nervosismo. Al 41° la Reggina reclama un altro rigore per l’atterramento di Campagnacci in area, ovviamente Baracani ignora il tutto e lascia proseguire tra le proteste del pubblico esasperato dal comportamento indecente di tutta la terna arbitrale che, all’unisono, ha condizionato una gara tranquilla. Da segnalare che, nelle fasi convulse post espulsione di Adejo, Baracani, su segnalazione del quarto uomo Saia, ha espulso dalla panchina amaranto il dirigente accompagnatore Maurizio Cacozza. Che vergogna, Baracani non è degno neppure di arbitrare un incontro tra “pulcini”. La gara si fa indubbiamente più difficile per gli amaranto che, già in abbondante inferiorità numerica (11 contro 15, quaterna arbitrale compresa), si ritrovano ingiustamente in 10. Il primo tempo, dopo 4 minuti di recupero, finisce con Ebagua e Cosenza che si beccano fino all’ingresso del tunnel e con il presidente Foti in campo a parlare con Baracani ed a denunciare il suo comportamento indecente e compromettente per la sua squadra nei primi 45 minuti di gioco. Scandaloso l’atteggiamento di quest’arbitro che, senza alcun dubbio, non è né terzo né imparziale: magari non ha preferenze per il Varese, ma di certo ha di suo o le è stata indotta una sorta di avversione nei confronti della Reggina. Questa, altro non è che malafede. Era tempo che non assistevamo a qualcosa di simile e Baracani è stato bravissimo a rinfrescarci la memoria dimostrandoci come un arbitro può condizionare la gara e rovinarla. Secondo tempo. La ripresa inizia con un pericolo per la porta amaranto. Cosenza commette una grave indecisione lasciando ad Ebagua la possibilità di ritrovarsi tutto solo davanti a Puggioni. Decentrato, l’attaccante ospite indirizza sul primo palo dove è ben piazzato Puggioni che respinge. Al 55° il Varese passa in vantaggio. Ebagua riceve palla al centro dell’area di rigore. Spalle alla porta, si gira e calcia di sinistro fulminando l’incolpevole Puggioni che nulla può sul tiro dell’attaccante concesso con troppa facilità da una difesa che, purtroppo, fa acqua da tutti i fori. Come all’andata, Ebagua si conferma uomo-goal contro gli amaranto. In 10, con il morale sotto i tacchi anche per l’atteggiamento indecente di Baracani nei primi 45 minuti e comunque con le note difficoltà manifestate più volte, per la Reggina questa gara si è trasformata in una montagna forse troppo alta da scalare. Al 61°, sugli sviluppi di un corner da sinistra, Acerbi colpisce di testa ma manda sul fondo da buona posizione. Un minuto dopo Atzori prova a cambiare l’andazzo della gara: fuori N. Viola e Rizzo e dentro Tedesco e Laverone. Sannino, dal canto suo, dopo aver tolto ad inizio ripresa Neto Pereira per De Luca, risponde con l’inserimento di Concas al posti di Correa e, dopo qualche minuto, di Osuji al posto di Corti. La gara, dopo il vantaggio ospite, cala nei ritmi per “merito” della Reggina che appare svuotata di energie mentali e fisiche incapace, quindi, di una benché minima reazione al cospetto, comunque, di un’ottima squadra che merita il posto che occupa in classifica e che non avrebbe di certo bisogno degli aiuti avuti da Baracani. Ovvio immaginare che, terminando così la gara e con il fiato sul collo delle dirette concorrenti per un posto ai playoff, la Reggina è prossima ad ammainare bandiera ed a cedere il passo a chi andrà a giocarsi la terza promozione in A con Novara, Varese e Torino (con Siena ed Atalanta già promosse con 3 giornate d’anticipo). La Reggina, mercoledì prossimo a Bergamo, dovrà disputare i restanti 75 minuti della gara sospesa per impraticabilità di campo e solo una vittoria (si riparte, lo ricordiamo, dal risultato di 1-0 per i padroni di casa) contro l’Albinoleffe ed il ripetersi la domenica successiva a Grosseto, possono rinvigorire le speranze amaranto prima di giocarsi il tutto per tutto nelle ultime due (in casa contro l’Ascoli ed a Sassuolo all’ultima di campionato). Nel frattempo, la gara scorre stancamente verso il triplice fischio finale. La Reggina, come detto, non ha più energie mentali e fisiche ed annaspa sul terreno di gioco ed il Varese, legittimamente, controlla la gara con un lento fraseggio a centrocampo. Al 76° un paio si sussulti reggini. Prima Bonazzoli non riesce a deviare a rete un ottimo invito proveniente dalla sinistra di Rizzato e, poi, Campagnacci calcia da fuori area mandando il pallone un soffio al lato della porta difesa da Zappino. Atzori cambia ancora e per l’ultima volta: dentro Zizzari e fuori un applauditissimo Campagnacci. All’82° altra occasione di una generosa ma demoralizzata Reggina. Tedesco riceve palla all’altezza dell’area piccola, il suo colpo di testa è impreciso e termina sul fondo. Ultimi sussulti di una gara iniziata con ben altri auspici e prima condizionata dall’arbitro e poi proseguita sulla stessa scia. La Reggina, come detto, ha dei limiti ma di una cosa non può essere imputata: il non possedere generosità a josa ed il non manifestare lo stesso impegno. E’ così che all’84 gli amaranto pareggiano. Bonazzoli riceve palla in area ed intelligentemente non tira ma serve Zizzari che, liberatosi del diretto avversario, batte Zappino per il più giusto risultato di 1-1. Bello, ancora una volta, vedere partire Puggioni dalla propria porta per andare a festeggiare il proprio compagno dall’altra parte del terreno di gioco. Non sappiamo quale risultato conquisterà questa squadra, ma di certo sappiamo da tempo che Atzori ha saputo costruire un gruppo coeso ed il che non è affatto cosa di poco conto. La Reggina è, ora, stanca ed appagata. Credeteci, raggiungere il risultato di parità (ampiamente prevedibile prima del fischio d’inizio) in queste condizioni non era affatto facile. Questo risultato, poi, lascia ancora aperti i giochi per la conquista del sesto posto (ultimo utile per giocarsi tutto ai playoff ambendo ad un ritorno in A). La gara, al termine dei 3 minuti di recupero concessi, finisce così e tutto è rimandato alle ultime 4 gare rimanenti (mercoledì prossimo i 75 minuti contro l’Albinoleffe, domenica prossima a Grosseto, poi in casa con l’Ascoli ed infine a Sassuolo).

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Author: Maurizio Gangemi