Il tema della prevenzione dagli eventi sismici o calamitosi prende le mosse da un esempio di analisi relativo alla cupola di S. Pietro, come contributo ad un processo di sensibi-lizzazione alla conoscenza dei monumenti (e degli edifici in genere) e alla cura della sicurezza degli stessi. Sull’esempio dei più recenti studi sulla cupola di S. Pietro e dei restauri susseguenti, si pone l’accento sulla necessità che lavori come questo non restino riservati a monumenti eccellenti, ma riguardino un panorama cittadino più ampio. Il lavoro di ricerca e analisi inerente la cupola di S. Pietro si pone infatti come esempio eccellente, da un punto di vista metodologico, finalizzato alla conoscenza e quindi al controllo del costruito. Potrebbe sembrare una provocazione presentare un’eccellenza assoluta per poi auspicare interventi a tappeto su tutto il patrimonio edilizio civile nella città di Roma, ma non è così, perché sono due facce della stessa medaglia. Ogni edificio ha le sue peculiarità e se non le conosciamo non possiamo com-prendere con quale livello di sicurezza lo abitiamo o visitiamo. Sono più di quattro secoli che si parla della cupola di San Pietro senza che i documenti di cantiere siano mai stati analizzati! La loro trascrizione e il minuzioso confronto con il monumento reale hanno dato accesso ad una quantità immensa di informazioni inedite; si è infatti trattato di un lavoro svolto non solo in biblioteca e in archivio, ma soprattutto a contatto col monumento, che è sempre stato considerato il principale ed inequivocabile documento di se stesso.
Si spiegherà della scoperta di un complesso sistema di armature, sia metalliche che lapidee, interne alle masse murarie, per le quali si è approfondita l’analisi sul monumento con strumenti specifici di indagine: del ruolo di Giacomo Della Porta, quale costruttore della cupola “intuita” da Michelangelo; del rinvenimento di informazioni ante e post terremoto del 1703, il cui confronto ha permesso di conoscere il comportamento della cupola durante quel terribile sisma; del rinvenimento di 26 straordinarie, uniche composizioni fotografiche risalenti al 1857, alte più di un metro, e riguardanti le lesioni a quell’epoca presenti sul colonnato; dei dubbi sull’attribuzione a Vanvitelli dei disegni con-servati a Caserta e riguardanti il degrado della cupola di S. Pietro; di come, già alla fine del XVIII secolo, si parlava di controllo e monitoraggio sistematico e programmato nel tempo. All'Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia opera un gruppo di tecnici volontari di Protezione Civile (circa 200), che è disponibile ad operare ed eventualmente a perfezionarsi ulteriormente, per studiare un improrogabile piano di intervento sui beni culturali. Nel secondo anniversario del sisma dell’Abruzzo, l’ultimo intervento di questi tecnici volontari è stato sistematizzato in un libro dal titolo: “Terremoto in Abruzzo 6 aprile 2009 – L’impegno degli architetti volontari”. la cui presentazione si effettua proprio oggi, a conferma dell’alta capacità tecnica raggiunta dal gruppo, che non chiede altro che mettere in atto le proprie capacità professionali in momenti di “pace”, come assertori di una convinta prevenzione. Con il presente evento, ci auspichiamo di incrementare una collaborazione costruttiva tra politica, istituzioni e professionisti, che abbia come scopo una doppia salvaguardia: l’incolumità delle persone da un lato, il patrimonio architettonico dall’altro.