Lettera al Direttore: “Paolo Gatto ama la nostra Città”!

Riceviamo e pubblichiamo. Egregio Direttore, sono una cittadina come tante altre e volevo segnalare la serietà e l’impegno di un assessore del comune di Reggio Calabria il quale, grazie al suo intervento, ha reso praticabile e sicura una strada per molti di poco conto ma per i cittadini di Mosorrofa importantissima poiché unica strada per poter arrivare nella propria casa. La strada in questione è franata qualche anno fa ed allora si era pensato bene di mettere dei semafori che rendessero sicuro il passaggio a senso alternato. Ma, come al solito, al primo guasto degli impianti posti per la sicurezza delle persone che tutti i giorni scendono in città per lavoro o altro la strada, è diventata pericolosissima.

Dopo l’ennesima volta in cui sono riuscita a scampare lo scontro frontale con un’altra auto procedente nel senso opposto, ho provato timidamente a recarmi presso gli uffici del Comune chiedendo a chi mi dovessi rivolgere per i lavori stradali. Lì mi è stato subito indicato l’ufficio dell’assessore alla manutenzione, sig. Paolo Gatto (nella foto). Convinta che ricevesse solo su appuntamento, ancora timidamente ho provato a bussare e lo stesso mi ha accolto come fossimo vecchi amici. Sono entrata, ho apertamente illustrato il mio di problema così come, sono sicuro, quello di tutta la comunità di Mosorrofa segnalando la pericolosità di quel tratto di strada. L’assessore, dopo qualche ora in mia compagnia, ha fatto un sopralluogo mettendo immediatamente in moto tutti i meccanismi per risolvere il problema. Oggi posso dire che la strada è stata definitivamente messa in sicurezza e che non pensavo che al Comune di Reggio Calabria ci fossero persone come il sig. Paolo Gatto che danno anima e corpo per la propria Città. Le scrivo tutto questo perché voglio essere solidale con il sig. Gatto a seguito di quanto letto e cioè di quell’articolo, uscito in questi giorni, dove il sindaco f.f. dr. Giuseppe Raffa invitava il sig. Gatto a dimettersi. Voglio puntualizzare che ho già sentito e letto più articoli sul sig. Paolo Gatto. Articoli nei quali si narra di molti problemi risolti soprattutto nella nostra periferia. Invito il sig. Sindaco a farsi affiancare da persone come il sig. Gatto perché è un uomo che  vuole veramente bene alla nostra Città e non invece alla propria poltrona. Cordiali saluti, Antonella Russo (angelo05@libero.it). Fin qui la garbata lettera della nostra concittadina e lettrice alla quale, con piacere, rispondiamo integrando il suo discorso e, per certi versi, "traducendolo" ai più "duri d'orecchi". Nel suo elogio a Paolo Gatto, che conosciamo personalmente, non c'è solo l'elogio – appunto – ad un assessore del Comune di Reggio Calabria. Probabilmente, leggendo bene tra le righe, più che incensare l'assessore la nostra lettrice, automaticamente, punta il dito contro la politica ed il politicanti. Orbene, Antonella Russo non la pensa diversamente dal sottoscritto nauseati entrambi dal modo affaristico, strumentale e ad dir poco indecente utilizzato da taluni personaggi (destra o sinistra – ammesso che si capisca dove e quale sia la differenza – non fa alcuna differenza nè, tantomeno, noi facciamo una qualsivoglia distinzione). L' "ars politica" di remota memoria è solo un lontano ricordo di cui, ormai, v'è traccia solo nei libri di storia "antica" e non più in quelli in cui si tratta di quella "moderna". La politica ed i politicanti si sono allontanati anni luce dalle esigenze dei cittadini – del "popolo" come si suol dire – ricordandosi di questi ultimi solo in prossimità delle varie consultazioni elettorali in cui promesse e proclami la fanno da padroni. Ricordo che, molti anni fa, la politica era intesa come "servizio" e non come "mestiere" (molto bene remunerato, ovviamente). I miei ricordi giacciono ormai nell'album della vita, ma se la politica si è allontanata dai cittadini adesso trovo legittimo l'evolversi del processo inverso: è, secondo me, giunto il momento che i cittadini si allontanino dalla politica contribuendo ad ampliare ancor di più la forbice che esiste tra le due parti. Ecco perchè, pur essendo da sempre sostenitore che votare è un diritto-dovere inalienabile, oltre che l'unica forma democratica (?) di espressione riservata ai cittadini, gli accadimenti di questi ultimi tempi – e non solo – mi hanno indotto maggiormente che disertare le urne in segno di tangibile e decisa protesta sia, forse, l'unico modo per manifestare il proprio dissenso. In sostanza, deluso da chiunque andrei a votare nel segreto della cabina elettorale, è accresciuta sempre di più la certezza che non intendo essere più "complice" di nessun politico/politicante. Io, da solo, sono un chicco di sabbia in un interminabile deserto, ma ciò non cambia il mio pensare: che facciano quello che vogliano, ma di certo non più "grazie" a me ed al mio voto! Maurizio Gangemi.

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Author: Maurizio Gangemi