Reggina-Padova: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Burzigotti, Cosenza ed Acerbi; Colombo, Rizzo, De Rose (dal 85° Castiglia), N. Viola (dal 63° Campagnacci) e Barillà (dal 58° Rizzato); Zizzari e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Laverone, Di Lorenzo ed A. Viola. All.: Atzori. Padova (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Legati e Renzetti; Bovo (c) (dal 83° Cuffa), Jidayi e Gallozzi (dall’88° Di Nardo); De Paula (dal 60° El Shaarawy); Ardemagni e Vantaggiato. In panchina: Agliardi, Trevisan, Ronaldo e Hochstrasser. All.: Calori. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Tasso di La Spezia e Bagnoli di Teramo. Quarto uomo: Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. Marcatori: Bonazzoli al 78° (rig.) e Vantaggiato al 93°. Ammoniti: Legati al 77° ed Ardemagni all'84°. Corner: 6 Reggina e 6 Padova. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Spettatori paganti: 397. Abbonati: 3566. Incasso al botteghino: € 5600. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 3963. Incasso totale: € 27.977. Note. Rivoluzione post “mercato del nulla” (o quasi) quella attuata stasera da mister Atzori (a cui, sebbene non possa manifestarlo come vorrebbe, la cessione di Missiroli, ma, soprattutto, il mancato arrivo di almeno un altrettanto valido sostituto, non è andata giù sebbene il suo presidente abbia, per la prima volta in stagione, fissato un obiettivo concreto e non aleatorio pronunciando la parola “playoff”).
Ed allora, come si confà ad un uomo di carattere come giudichiamo essere il mister frusinate, si decide di osare per, quantomeno, di provare a cambiare il trend non certo positivo (una vittoria, cinque pareggi e quattro sconfitte nelle ultime dieci gare non sono certo un ruolino di marcia invidiabile). Assente lo squalificato Adejo, in difesa trova spazio Burzigotti. Ma le vere novità sono nella linea mediana ed in avanti dove Colombo sostituisce Laverone, il nuovo arrivato De Rose “defenestra” Castiglia e Campagnacci si accomoda in panca per lasciare spazio a Zizzari con l’augurio che sia più preciso del compagno in fase realizzativa e di assistenza al bomber, e nuovo capitano amaranto, Bonazzoli. In panchina esordisce Di Lorenzo. In Tribuna Est, al solito, trovano allocazione una trentina di tifosi veneti che, assai facilmente, come tutti i loro predecessori, nemmeno prendono in considerazione né il ministro Maroni né la sua famigerata “tessera del tifoso” le cui regole severe vengono regolarmente aggirate senza il benché minimo sforzo o impegno, ma solamente comprando i biglietti di altri settori. Il pubblico amaranto, per l’ennesima volta deluso nelle sue aspettative, diserta lo stadio e, crediamo, fa registrare stasera il minimo di presenze (come dargli torto?). Si affrontano due squadre appaiate in classifica a quota 34, con gli ospiti capaci sin’oggi di conquistare soli 6 punti in trasferta (frutto di altrettanti pareggi e, quindi, con lo 0 ancora ben fissato in quanto a vittorie esterne). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° è la Reggina ad imbastire una buona azione offensiva sull’asse Bonazzoli-Zizzari-Rizzo che porta quest’ultimo al tiro “forzato” da fuori area tempestivamente respinto da un difensore ospite. Al 4° la Reggina è protagonista in negativo e poco ci manca che ci lasci le penne. Cosenza appoggia in orizzontale (una cosa, questa, da non fare mai sulla linea difensiva tant’è che la insegnano alla scuola calcio), ma sbaglia la misura. Sulla palla si avventa Gallozzi che, presa la mira (fortunatamente male), tira al lato della porta difesa da Puggioni che, quindi, tira un sospiro di sollievo. Al 7° Bonazzoli, da fuori area, prova a sorprendere Cano ma il suo tiro termina in curva. All’8° ci prova, ancora da fuori area, Barillà che, di sinistro, manda sul fondo. Al 10° ancora Barillà che, se possibile, fa ancora peggio che nell’azione precedente lisciando in toto il pallone e facendo una piroetta su se stesso prima di rendersi conto che il pallone è ancora là salvo, poi, non concludere nemmeno in fase di cross. La Reggina comunque spinge e si rende ancora pericolosa. E’ il 12° e l’esordiente De Rose crossa bene al centro dell’area dove, però, Bonazzoli non arriva puntuale all’appuntamento con il pallone. Al 13° risponde il Padova. Vantaggiato conquista palla sulla trequarti amaranto, si coordina e calcia teso ma centrale. La palla rimbalza davanti a Puggioni che non può bloccarla e devia in corner. Al 19° il Padova è pericolosissimo. Vantaggiato calcia una punizione da fuori area, il suo è un bolide che, sol perché centrale, viene deviato di pugno in corner da Puggioni. In questa fase della gara, in cui entrambe le formazioni si danno battaglia senza riuscire a rompere l’equilibrio, a protagonista si erge tale sig. Tozzi con alcune decisioni assai opinabili ben coadiuvato negli errori dal suo assistente Tasso che opera sotto la Tribuna Ovest (Tozzi e Tasso, tutto un programma). Al 22° il Padova si spinge in avanti con ancora con Vantaggiato che, però, sbaglia l’appoggio per il sopraggiungente compagno sulla destra ed è tempestivo Puggioni ad uscire in presa bassa e ad evitare il peggio. Al 26° la Reggina prova con Cosenza, sugli sviluppi di un corner, a sorprendere Cano con un colpo di testa, ma il portiere ospite è ben piazzato e blocca. La partita è giocata a ritmi alti, ma molto frastagliata nelle azioni con Reggina e Padova che si affrontano a viso aperto cercando di superarsi a vicenda, ma entrambe poco precise in fase conclusiva. Al 37° ottima l’azione amaranto con De Rose (ottimo il suo esordio) e Colombo con quest’ultimo, assistito dal primo, che arriva al tiro di sinistro (non il suo piede) mandando, però, alto. La Reggina è viva, ma continua a peccare in fase realizzativa dove, forse, arriva con un eccesso di foga che si traduce in imprecisione sotto porta. Al 42° è il Padova ad andare ancora vicino al vantaggio, negato solo da uno strepitoso Puggioni. Calcio di punizione dalla destra battuto da Vantaggiato al centro dell’area dove Ardemagni colpisce di testa a colpo sicuro e su cui il portiere amaranto interviene in un mix di istinto e tecnica e respinge miracolosamente. Al 44° la Reggina grida al rigore. Cross da sinistra di Barillà al centro verso Zizzari che cade a terra con Tozzi che fa ampi cenni di continuare. Il primo tempo, un buon primo tempo tutto sommato, finisce qui. Ad Atzori e Calori 15 minuti di tempo per cercare di catechizzare i propri uomini in vista dei secondi 45 minuti in cui, verosimilmente, il ritmo calerà seppur non crediamo le intenzioni di entrambe le squadre cambino di molto. Secondo tempo. La prima conclusione a rete della ripresa è del Padova con Vantaggiato che manda alto sulla porta amaranto. Al 53° ci prova ancora il Padova con Ardemagni, il suo tiro è alto sulla traversa. La Reggina prova a rispondere costruendo azioni su azioni con Colombo e De Rose (molto simile nelle movenze a Brienza) sulla destra ed Acerbi sulla sinistra. Al 54° ci prova Zizzari che, ricevuta palla spalle alla porta, si gira a sinistra e di sinistro calcia morbido mandando il pallone fuori d’un soffio alla destra del portiere Cano. Al 58° Atzori effettua il primo cambio della gara: fuori un impreciso Barillà per un più propenso alla fase d’attacco Rizzato. Calori (nella foto) risponde due minuti dopo escludendo dalla partita De Paula a favore di El Shaarawy già andato in goal contro la Reggina nel 4-0 dell’andata. Fase della gara caratterizzata dalle sostituzioni. Al 63° Atzori toglie il regista N. Viola per Campagnacci schierando, quindi, 3 punte di ruolo (Zizzari, Bonazzoli e, appunto, Campagnacci) e passando ad un più offensivo e spregiudicato 3-4-3 proteso alla ricerca della vittoria. Al 71° si rifà viva la Reggina con Campagnacci che spizzica di testa un calcio di punizione mandando molto largo e lontano dalla porta di Cano. La gara, come prevedibile, cala di ritmo e si nota. La Reggina fatica a costruire e, come spesso già accaduto, fatica ancor di più ad andare al tiro. Ecco perché la cessione di Missiroli, senza un valido sostituto (ma De Rose può solo migliorare oltre la buona impressione di stasera), assume contorni ancor più importanti in termini di perdita di qualità e, di conseguenza, di pericolosità in fase offensiva. In fondo, “Missile” era uno dei pochi ad avere le qualità per saltare l’uomo, per costruire e finanche per andare in goal. Al 74° la Reggina va in goal con Acerbi pronto ad insaccare in tuffo alle spalle di Cano. Tozzi, su segnalazione di Bagnoli, rende tutto vano per l’evidente posizione di offside del giocatore neo-genoano. Al 77° azione in verticale di Rizzato, cross rasoterra verso Bonazzoli che crolla spinto da Legati. Tozzi ci pensa un po’, sicuramente si consulta tramite auricolare con Bagnoli e decreta il penalty a favore dei reggini tra le proteste degli ospiti. E’ il 78° e sul dischetto va Bonazzoli che bissa il goal su rigore di sabato scorso a Piacenza e porta, meritatamente, in vantaggio i suoi. Bene! Il pubblico si sveglia dal torpore dovuto al gelo ed incoraggia i suoi beniamini. Il vantaggio è tutto sommato meritato. La Reggina, per merito del suo allenatore, ha osato rischiando anche. La partita si accende ed a farne le spese è Ardemagni che entra in maniera scomposta su Rizzato e genera una rissa da cui ne esce quale unico ammonito. All’85° esce uno dei migliori in campo, se non il migliore: De Rose lascia per Castiglia. Chiaro e legittimo l’interesse di Atzori, adesso, di coprirsi. Il ritmo della gara si alza nuovamente. Acerbi, in difesa, è un gigante e tutta la linea difensiva alza una diga. Calori le prova tutte: entrano Cuffa e Di Nardo ed escono il capitano Bovo e Gallozzi. La Reggina è, adesso, sotto assedio. Il Padova è tutto nella metà campo amaranto e gli uomini di Atzori, nervosissimo in panchina, provano a resistere. Troppo importante, soprattutto per il morale, portare in porto questa vittoria. 5 sono i minuti di recupero assegnati da Tozzi che saranno giocati allo stremo. Il Padova è tutto proteso alla ricerca del pari e la Reggina si affida alle ripartenze più che altro per tenere lontano il pallone dalla propria area. La fortuna non è, però, dalla parte della Reggina. Al 93° Vantaggiato prova il tiro da fuori area, Cosenza è sulla traiettoria e devia in maniera determinante guardando la palla terminare la sua corsa alle spalle dell’incolpevole ed impotente Puggioni. La gara finisce qui. Nulla da dire agli uomini di Atzori sul piano dell’impegno e della dedizione e, se la dea bendata non ci avesse messo lo zampino, avrebbero certamente meritato la vittoria contro un ostico Padova. Peccato. Di qui in avanti si può solo migliorare (anche senza Missiroli, ma con quasi 8 milioni di euro in più in tasca destinati a…).