Reggina 1914: La Camera (Leggende Amaranto) “Cuore e batticuore”

(432) “Tre punti di platino. Sono quelli conquistati dalla Reggina al cospetto della Juve Stabia e giunti al termine di una partita dove, per quasi un’ora di gioco, gli amaranto sono stati costretti a subire gli attacchi degli ospiti affidandosi al classico contropiede (pur non subendo delle vere e proprie occasioni da gol).

 

Sembra strano affermare che Karel Zeman ha creato una difesa granitica che, se togliamo la prima famigerata trasferta di Fondi, ha subito solo 5 reti in 7 partite e al Granillo, addirittura, solo una. Il tecnico, però, ha fatto di necessità virtù: avrà pensato “Ho difficoltà a segnare? Intanto cerco di non subire gol e, comunque, non rinuncio mai ad offendere, a giocare”. La Juve Stabia ci è sembrata troppo impegnata passando tutta la serata a guardarsi allo specchio e a farsi ammirare, dimenticandosi che tutto è vano se non finalizzi. Grande merito va, però, ad una difesa che ha concesso poco o nulla, soffrendo quando c’era da soffrire ma senza mai andare in crisi di fronte ai continui attacchi ospiti. Già nel primo tempo si era intuito che, l’unico modo per far male alla Juve Stabia era il contropiede rapido con Oggiano e Porcino pronti ad infilzare una difesa molto alta con il prezioso contributo di un Coralli che fa a sportellate con chiunque gli capiti vicino. Dopo il gol, bellissimo per costruzione e finalizzazione, gli ospiti non hanno più costruito nulla o quasi, solo possesso di palla e, verso la fine della partita, palloni gettati nella mischia sperando in un tocco vincente che non è mai arrivato.  Il cuore dei ragazzi amaranto ha fatto pari e patta con il batticuore sugli spalti fino all’urlo finale e l’esultanza collettiva del 95’. Una vittoria fondamentale giunta al termine di una giornata anomala in cui, eccezion fatta per il Cosenza, nessuna tra le prime cinque vince e, al contrario, la classifica si muove (eccome) nella parte bassa. Il ciclo terribile non è ancora finito, ma, forti di un risultato positivo e una prestazione ancora una volta convincente, si può andare a Caserta senza grosse preoccupazioni di classifica e con il morale alto e sempre con la voglia matta di gettare il cuore oltre l’ostacolo”. * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.

 

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Author: Maurizio Gangemi