Sta facendo parlare di sè, e non poco, Gianluca Atzori con la sua dichiarazione, apparentemente al di sopra delle righe, occorsa come un fulmine a ciel sereno, durante un dialogo a microfoni aperti con il collega Gianni Baccellieri sulle frequenze di Touring 104.
Mentre molti si dicono stupefatti sia per la tempistica che per le modalità, ma anche per il tenore molto duro delle affermazioni, noi preferiamo chiederci i "perchè" di una scelta così dirompente. Partendo dal presupposto che sarà solo il tempo e, quindi, i risultati che il terreno di gioco produrrà a dire se e perché Atzori avrà avuto ragione, personalmente crediamo che Atzori ha comunque sbagliato perché: 1) si è manifestato assolutamente discordante ed in contrapposizione tanto con le dichiarazioni quanto con i fatti prodotti dall'azienda per cui lavora: appare evidente che, con il presidente Foti a ribadire il concetto di "Vogliamo vincere" sin da prima dell'ingaggio dello stesso trainer di Collepardo, quest'ultimo rispondendo alla chiamata ed accettando l'offerta, ne abbia condiviso progetti ed ambizioni; 2) all'inizio del ritiro a San Giovanni in Fiore, Atzori ha manifestato le proprie perplessità circa la bontà dell'organico ma la Società ha colto ed è subito corsa ai ripari aggiungendo vari tasselli anche di qualità: se, nonostante ciò, Atzori avesse avuto ancora delle perplessità (ma dalle sue parole di ieri sembrano trasparire certezze più che dubbi) ci sembra ovviamente doveroso esprimerle e chiarirle a 4 o a 6 occhi con presidente e direttore sportivo piuttosto che con la stampa (seppur anche quella amica che tutto sa e tutto tace); 3) dal punto di vista tecnico, invece, non crediamo assolutamente che la rosa a disposizione quest'anno sia neppure paragonabile a quella della passata stagione: in primis perché quella 2012/2013 è stata la Reggina più brutta degli ultimi 30 anni ed appare quasi impossibile fare peggio (ma non si sa mai); poi perché i giocatori arrivati quest'anno promettono molto meglio dei loro predecessori stando ai vari curricula; in ultimo perché appare evidente ai più che il tasso tecnico è di gran lunga migliorato anche se finora solo "sulla carta". Quali potrebbero essere, invece, i motivi dell'arringa offensiva di Atzori? 1) Da buonisti e garantisti potremmo propendere per la di lui volontà di tenere basso il profilo, di evitare entusiasmi eccessivi, di non far avvertire una particolarmente pesante pressione ai suoi giocatori al fine di farli lavorare più o meno tranquillamente; 2) da maliziosi potremmo, invece, propendere per la di lui volontà di mettere le mani avanti ed in un certo senso "avvertire" tutti circa le presunte reali potenzialità della rosa e circa il presunto proprio risultato finale: un pò come dire "Se non andremo in A non avrò colpe ed è per questo che vi avverto con largo anticipo sul probabile fallimento del progetto". Cosa potrebbe ottenere Atzori? 1) L'esonero, per esempio come successo nella stagione della prima promozione in A allorquando Gustinetti deviò dalla retta via ed antepose i propri obiettivi a quelli societari (ovviamente fu esonerato solo dopo la quasi certezza, calendario alla mano, della futura promozione); 2) da domenica prossima, una mandria di "vacche" piuttosto che una rosa di giocatori: è notorio che se un gruppo di giocatori rema contro l'allenatore decidendo i risultati in campo, quest'ultimo è il primo che salta (e se il proprio allenatore dice ai 4 venti che i suoi uomini sono scarsi come volete che la prendano all'interno dello spogliatoio?). Un ulteriore opzione? Le dimissioni susseguenti alle dichiarazioni al vetriolo. Ma quanti allenatori si conoscono capaci di gettare alle ortiche un contratto piuttosto che salvaguardare la propria dignità professionale? Noi fatichiamo a farcene venire in mente qualcuno. E' notorio che, conosciutolo e visto lavorare durante il ritiro pre-campionato nell'estate 2010 a Saint Christophe, abbiamo stima nei suoi confronti ma, onestamente, oggi, qualche perplessità sull'opportunità, sulla necessità e finanche sulla bontà delle sue dichiarazioni la nutriamo. Non perché abbia affermato delle stupidaggini – in fondo se ha parlato è perché ciò che ha detto è ciò che pensa – ma perché è stato inopportuno scegliendo le prime difficoltà di un campionato – già di per sè difficilissimo – per urlare il proprio dissenso (secondo noi, oggi, ingiustificato). Gianluca, ci permettiamo di darti un consiglio: allena come meglio sai e puoi gli uomini che la Società ti ha messo a disposizione e lascia perdere esternazioni che potrebbero ritorcersi contro. Se avrai dato tutto e con te l'avranno fatto anche i 24 giocatori ma non sarai comunque riuscito ad ottenere l'obiettivo fissato da chi ti paga lo stipendio pochi potranno contestarti qualcosa. Se, invece, avrai cominciato a sparare fuoco amico dopo sole due giornate il tuo cammino sarà molto più complicato e difficile di quello che già è a prescindere. Dopo 3 esoneri nelle ultime 4 stagioni, non avere fretta nel dimostrare quel che senti di valere: ricordati che "'a jatta presciarola fici 'i jattareddi orbi!" Gianluca, ti ricordi cosa ti dicevo spesso e volentieri tre anni fa quando ci conoscemmo? Ricordi o no che mi piaceva sottolinearti che, per me, esiste la Reggina e basta (intesa come entità)? Ricordi che, con tutto il rispetto, assai poco m'importa chi sia il presidente, il direttore sportivo, l'allenatore, gli undici che vanno in campo o anche il magazziniere? Ecco, a distanza di 3 anni – ma già da 30 anni ed ancora per i prossimi 30 -, il discorso non cambia: la Reggina e basta! Una sola domanda, forse quella propedeutica a tutto, è: Gianluca, tu ci credi o no (al raggiungimento dell'obiettivo societario, intendiamo)? Se "si" allora lavora a testa bassa e pedala; se "no" allora sai cosa fare. Anche perché, se non ricordo male, hai chiesto e preteso gente motivata accanto a te e con cui lavorare. Scusami Gianluca, ma dalla tua dichiarazione potrebbe sembrare che sei proprio tu a non essere abbastanza motivato… Lavora, Gianluca, lavora alacremente, seriamente e con sacrifio anche perchè Reggio e la Reggina potrebbero significare il tuo rilancio… Ad maiora!