Inizia male l’Under 15 della Scuola Basket Viola

SB Viola – Nuova Jolly: 65-82 (parziali: 16-24; 35-44; 44-66). SB Viola: Romeo 4, Cavallari, Panzera, Russo 1, Franzò 1, Labate, Callè 5, Palamara 3, Monaca 4, Barreca, Latella 12, Lupusor 35. All. Iracà; Ass. All. D’Agostino. Nuova Jolly: Costa 30, Acquistapace 2, Fabio 12, Garruzzo G. 2, La Rosa 7, Laganà 5, Pirrotta, Arena, Strano, Vacatello 5, Garruzzo M. 7, Ielo 12. All. Modaffari; Ass. All. Barilla; Prep. Fisico: Vozza. Arbitri: Santucci di Bagnara Calabra (RC)  e Viglianisi di Villa San Giovanni (RC). Inizia con una sconfitta il cammino dei giovani Under 15 neroarancio contro i pari età della Nuova Jolly.

Partita molto sentita da ambo le parti che ha visto prevalere la verve del giovanissimo Valerio Costa, ancora in grado di fare la differenza da solo a questi livelli. Ascoltiamo il commento a caldo di coach Iracà: "Ovviamente perdere non fa mai piacere a nessuno – dice Iracà -, ma sappiamo bene che il nostro obiettivo principale, con il massimo rispetto verso i nostri avversari, non è certo quello di battere la Nuova Jolly, bensì creare giocatori utili al futuro della Viola. Abbiamo buoni prospetti con grandi margini di miglioramento ed è proprio per questo che bisogna avere pazienza, trasferire i giusti messaggi ai ragazzi e fornire loro occasioni di crescita. La partita di oggi è stata molto utile per capire dove lavorare ed intervenire per far crescere i nostri ragazzi. Per fortuna abbiamo tanto tempo davanti e tanto da lavorare." (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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Gioia Tauro (RC): il basket quale veicolo di etica e civiltà

“Un canestro di regole a favore della convivenza civile”, il titolo del progetto sportivo nato dall'iniziativa della “Direzione Didattica I^ Circolo Gioia Tauro“, con la collaborazione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Cestistica Gioiese ed il patrocinio del Comune di Gioia Tauro. Il progetto, che prenderà il via la settimana prossima, coinvolgerà oltre 250 bambini della scuola e l’intero corpo insegnanti coordinate dalla dottoressa Silvana Zito.

La Cestistica Gioiese, avvalendosi della nuova sinergia sull’asse Viola-Gioia Tauro e grazie all’impegno dell’assessore allo sport Gaetano Condello, al responsabile del settore giovanile della Viola Pasquale Iracà, al responsabile provinciale del settore scolastico e minibasket della FIP e vice allenatore della Viola Domenico Bolignano, che sarà il coordinatore del progetto per la società pianigiana, e che ha proposto un programma tecnico-didattico finalizzato al Gioco Sport del Minibasket, da svolgere presso l’impianto sportivo comunale “PalaMangione” di Gioia Tauro, in orari extracurriculari. La “Direzione Didattica I Circolo Gioia Tauro“ ha voluto fortemente l’iniziativa poiché la Scuola stessa è inserita in un territorio che presenta un contesto socio-culturale considerato a rischio. La sinergia tra la Direzione Didattica, l’Amministrazione Comunale e Associazione Cestistica Gioiese ha come finalità il potenziamento delle iniziative in ambito scolastico, riferite alla pratica delle attività motorie di base, quale parte integrante del progetto educativo e formativo previsto nei programmi ministeriali. Presenti alla conferenza il dirigente scolastico Lavalva ed il vice sindaco di Gioia Tauro oltre a numerosi dirigenti della società Cestistica Gioiese tra cui Mario Latella, il dottor Demetrio Quattrone, il tecnico Giuseppe Riotto ed il presidente della Viola Giancesare Muscolino.

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Cittanova (RC): cacciatore ucciso, volevano il suo fucile

Alle ore 05.30 di ieri mattina, a Cittanova (RC), in località Ambesi, ignoti malfattori a scopo rapina, esplodevano un colpo fucile a pallettoni contro una Fiat Tipo condotta da Giovanazzo Antonio, di San Giorgio Morgeto (nella foto), classe 75, mentre si recava nella zona di caccia. Il malcapitato era attinto alla regione temporale sinistra e decedeva all’istante.

I malviventi bloccavano anche la macchina che seguiva quella del de cuius, facevano scendere gli altri tre cacciatori e gli sottraevano le armi (4 fucili semiautomatici ed un fucile sovrapposto) e si davano alla fuga con la Fiat Panda dei cacciatori appena rapinati. Tempestivo l’intervento dei carabinieri che, con l’ausilio delle pattuglie in zona e l’elicottero immediatamente decollato da Vibo Valentia, iniziavano le ricerche dell’auto con i malviventi.

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Campo Calabro (RC): arrestata per estorsione giovane badante rumena

I Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni hanno tratto in arresto in flagranza di reato Chilianu Gina Elena (nella foto), badante rumena di 23 anni, e denunciato in stato di libertà la sorella minorenne della stessa ed unoperaio albanese di 40 anni resosi responsabile di aver favorito le due sorelle nel loro piano criminoso. I fatti erano iniziati quando un pensionato del posto aveva deciso di non poter dare in affitto alle due  una abitazione di sua proprietà nel dubbio che le stesse non potessero onorare il canone di locazione alquanto elevato per le possibilità economiche delle due ragazze. La loro situazione economica deve essere sembrata infatti alquanto precaria al pensionato che così, mosso forse da spirito caritatevole, si era recato presso la loro abitazione con la busta della spesa ed una stufetta elettrica, utile a sopperire la mancanza dei riscaldamenti con l’avvicinarsi della stagione invernale.

Ma questo non è bastato alle sorelle che hanno invece deciso di mettere in scena il loro disegno criminoso. Infatti le due, dopo aver registrato con il cellulare l’ignaro visitatore all’interno della loro abitazione, non hanno tardato a far capire allo stesso il guaio in cui si era cacciato. Se non avesse infatti sborsato la somma di quattromila euro in contanti, quelle registrazioni sarebbero finite direttamente  nelle mani della moglie accompagnate da chi sa quale verità. Le richieste e le minacce delle due sono durate per diversi giorni fino a quando l’uomo, esausto, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri della locale stazione. L’Arma così, venuta a conoscenza dei fatti, ha messo a disposizione del malcapitato il suo dispositivo. La Stazione dei Carabinieri, supportata dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, ha raccolto la denuncia dei fatti e sono così stati predisposti una serie di servizi di osservazione sul territorio che hanno permesso di verificare i tentativi delle sorelle di portare a termine la loro idea criminale. Le due si muovevano sempre in maniera attenta e circospetta, lasciando presupporre ai militari che non fossero nuove a simili scellerate iniziative. Sono stati organizzati diversi incontri in luoghi pubblici, incontri che i carabinieri sono riusciti a monitorare e registrare. Fino ad ieri quando in uno di questi incontri il malcapitato ha sborsato il danaro pattuito. Le due a questo punto devono aver pensato di averla fatta franca, non considerando che confusi tra la gente nelle vicinanze, c’erano i Carabinieri che le hanno bloccate unitamente al giovane albanese che faceva loro da spalla. Per la grande, al termine degli accertamenti previsti, si sono aperte le porte del carcere. Per la minorenne e l’operaio albanese è scattata la denuncia a piede libero. Per l’anziano campese  è stata la fine di un incubo. Si cerca ora di capire se si è trattato di un caso isolato o magari di uno stratagemma già utilizzato in passato e non denunciato per paura o senso di vergogna da altri eventuali poveri malcapitati.

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Cagliari: il pugile reggino Francesco Versaci è campione del mondo IBF

Francesco Versaci (nelle foto con le prestigiose cinture di campione del mondo e d'Italia ed intervistato a fine match da Mario Mattioli e Nino Benvenuti), giovane pugile professionista reggino aggiunge il prestigioso titolo di Campione Mondiale giovanile IBF al suo ricco palmares battendo a Cagliari l’albanese Fatjon Murati. Francesco Versaci, già Campione Italiano, è anche Campione del Mediterraneo. Un match dai due volti quello disputato da Versaci, una fase iniziale di studio con qualche pregevole affondo nei confronti dell’ostico e scorbutico avversario e poi dalla quinta ripresa un Versaci che grazie ai sagaci suggerimenti del proprio angolo con in testa il Maestro Peppe Fedele, metteva una marcia in più e “toccava” Murati per poi pensare a consolidare il vantaggio senza esporsi a troppi rischi.

Un match che vedeva il rientro del pugile reggino del Team Monia Cavini  dopo circa un anno di pausa dovuto ai noti  problemi alla spalla. Certamente nella palestra dell’Amaranto Boxe ubicata all’interno del Palapentimele Francesco Versaci avrà modo di gioire con i compagni per il prestigioso titolo conquistato, ma inizierà a pensare già  al prossimo appuntamento che lo vedrà impegnato in Sicilia il 17 dicembre a Catania contro Danilo D’Agata per riottenere il titolo italiano revocato dalla federazione a seguito della mancata difesa a causa dell’intervento alla spalla. Enorme la gioia di Peppe Agliano – sempre vicino al pugile di Catona – presente a Cagliari in rappresentanza del Comune di Reggio Calabria che ha vissuto a bordo ring l’evento. Soddisfazione enorme in casa Amaranto Boxe, dal presidente Franco Pirrera al Direttore Sportivo Carmelo Regolo, dal segretario Pasquale Barberio a tutto l’entourage medico.

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Cagliari: perfetta riunione pugilistica organizzata dalla Promosport

Grande spettacolo e grandi emozioni come era prevedibile accadesse al PalaRockfeller di Cagliari con cinque match di boxe professionistica. Organizzazione firmata da Tonino Puddu e dalla sua Promosport, tutti i pugili italiani invece amministrati dalla manager Monia Cavini. Nel match clou della serata, il vacante Mondiale Youth Ibf dei mediomassimi, largo successo ai punti per Francesco Versaci, nel sottoclou ottime vittorie prima del limite di Valter Fiorucci, dell'esordiente sardo Alessandro Murgia, del quotatissimo pugliese Antonio De Vitis e del siciliano Rosario Guglielmino. Come detto, il match clou della serata era tutto per Francesco Versaci (nella foto la locandina dell’evento), che nonostante la giovane età ha già messo insieme il titolo del Mediterraneo Wbc e il titolo italiano del mediomassimi.

Il ragazzo allenato da Beppe Fedele e cresciuto sotto la gestione di Umberto e Rosanna Conti Cavini cercava di fare sua la cintura di campione mondiale Youth Ibf dei mediomassimi contro l'imbattuto albanese Fatjon Murati e di dare una bella spinta alla sua carriera. Murati era considerato pugile molto quotato se è vero che espleta la sua attività in Germania. Sul ring ad accogliere i pugili grandi campioni come non solo lo stesso Puddu ma anche Franco Udella e Simone Maludrottu, quindi la promoter Rosanna Conti Cavini, oltre al matchmaker Umberto Cavini in rappresentanza della figlia. La prima ripresa scorreva via in pieno controllo per l'italiano, che toccava con maggiore precisione sfruttando le più lunghe leve contro un avversario mancino e molto veloce, che nel secondo round attaccava con convinzione senza peraltro creare troppi imbarazzi a Versaci. Nella terza ripresa il match si scaldava, con tanti colpi che i due pugili si scambiavano e che arrivavano a segno. In questa fase si faceva preferire la maggiore velocità di Murati. La quarta ripresa era più equilibrata, con i continui attacchi dell'albanese che erano in parte controllati da Versaci cui mancava però la replica decisa. Versaci finalmente attaccava, sfruttando i suoi allunghi, con maggiore convinzione nel quinto round di un match molto tattico e poco spettacolare. Murati capiva di essere in ritardo ai punti e attaccava nella ripresa successiva, ma Versaci pareva ormai aver preso bene le misure dell'avversario e i suoi colpi portati da lontano con buone combinazioni erano finalmente precisi. La settima ripresa era sulla falsariga della precedente, con Murati che concretizzava il suo pressing solo in alcuni spintoni ripresi dall'arbitro Bianco. Nell'ottavo round Versaci mostrava un gran movimento e ancora una grande condizione fisica, e si faceva preferire nelle volte che i due pugili arrivavano a contatto. Dopo un nono round condotto con gagliardia da entrambi gli atleti, pur con la stanchezza che iniziava a farsi sentire, si arrivava alla decima e ultima ripresa, con Versaci che pareva più fresco e controllava agevolmente un avversario generoso ma con ormai le polveri bagnate. Dai cartellini non c'erano sorprese, con la vittoria, con verdetto unanime (con sei, ancora sei e quattro punti di vantaggio), che premiava giustamente Francesco Versaci, nuovo campione mondiale giovanile Ibf. Un Versaci che da adesso in poi dovrà ancora lavorare molto per arrivare ai traguardi che merita. Primo fra tutti il tentativo di tornare in possesso del titolo italiano il 17 dicembre prossimo contro Danilo D'Agata. Nel sottoclou buona prestazione del superpiuma Antonio De Vitis, chiamato a un match importante nella sua Brindisi il mese prossimo, che si liberava alquanto facilmente dell'ungherese Szebeledi battendolo per ko alla metà della seconda ripresa. Un De Vitis che continua così nella sua strada che lo farà arrivare quanto prima a qualcosa di molto sostanzioso. Il massimo leggero Rosario Gugliemino confermava le buone cose fatte intravedere nei mesi scorsi e batteva l'altro ungherese Jaksi con l'ennesima soluzione nella seconda ripresa, così come fatto nelle altre due precedenti uscite con i colori bianco-rossi della manager Monia Cavini. Velocissime anche le conclusione dei due giovani della serata; il perugino Valter Fiorucci metteva insieme la quarta vittoria prima del limite con un ko al primo minuto della prima ripresa su un buon avversario, quel Janos Petrovics che era stato battuto due volte ma solo ai punti da Di Rocco e che molto difficilmente non arriva a sentire l'ultimo gong. Il ragazzo allenato da Gerardo Falcinelli vuole probabilmente ripercorrere le tappe del compagno di team Andrea Di Luisa, cosa cui forse punterà anche il beniamino di casa, quell'Alessandro Murgia, peso medio esordiente, che nella sua prima uscita non ha utilizzato nemmeno tutta la prima ripresa, in mezzo al tripudio del pubblico, per battere il romeno Ovidiu Buran. Alla fine si può parlare di una serata estremamente interessante e coronata da un buon successo, per una collaborazione tra il bravissimo Tonino Puddu e la famiglia Conti Cavini che promette scintille e ottimi risultati per la nostra boxe anche in futuro.

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Locri (RC): rapinano una tabaccheria, arrestati in 4

E’ stata una serata molto movimentata, quella di venerdì sera, dopo che una tabaccheria della Locride aveva allertato il 112 dei carabinieri perché aveva subito una grave rapina da quattro uomini armati e col volto travisato da passamontagna. La fuga dei i rapinatori è durata davvero poco, infatti i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, hanno subito bloccato un’autovettura in fuga verso platì con a bordo quattro giovani di quel centro aspromontano che portavano ancora con loro la refurtiva e i passamontagna.

I quattro avevano appena rapinato la tabaccheria portando via stecche di sigarette, ricariche telefoniche, cellulari, somme in contanti e, addirittura, un ingombrante scambiamonete pieno di soldi (nella foto). La fuga dei rapinatori è stata quindi rapidamente bloccata grazie all’intuito dei carabinieri che si sono subito adoperati  e al fondamentale ed immediato allarme dato dalla vittima. Gli autori: Perre Pasquale (nella foto), nato a Locri (RC) il 25.05.1988, residente a Platì (RC) in via A. De Gasperi traversa II^ n. 1, coniugato, bracciante agricolo, con precedenti di polizia; Trimboli Pasquale (nella foto), nato a Locri (RC) il 27.06.1990, residente a Platì (RC) in via D. Mittiga n.76, celibe, bracciante agricolo; Agresta Alessandro (nella foto), nato a Locri (RC) il 19.09.1992, residente a Platì (RC) in via Roma n. 25 celibe, bracciante agricolo ed il minore B. D., clase 1993, di Platì (RC). Tutti gli arretsati sono ritenuti contigui alla cosca dei “Barbaro” di Platì.

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Cinquefrondi (RC): carabiniere-eroe fa desistere una donna dal suicidarsi

Il giorno 17 novembre 2010, alle ore 12:30 circa, a Cinquefrondi (RC), l’App. dei carabinieri Daniele Pace, nel percorrere a bordo della propria autovettura la strada SS 682 (SGC), all’altezza del viadotto presente al km 12, alto circa 40 m, notava una donna che aveva scavalcato il guard rail ed era seduta sul poco spazio presente tra lo stesso e il vuoto. Il militare, pensando che la donna avesse bisogno d’aiuto, decideva immediatamente di arrestare la marcia, scendeva quindi dalla sua automobile e raggiungeva a piedi il punto in cui si trovava la donna; avvicinandosi si accorgeva che la donna, in lacrime, minacciava di gettarsi nel vuoto.

Il militare quindi si avvicinava alla donna cercando di calmarla e di convincerla a ripassare oltre il guard rail. La donna, una 41enne di Cittanova (RC), intimava al militare di non avvicinarsi, altrimenti si sarebbe gettata nel vuoto, motivo per il quale il carabiniere si avvicinava con cautela, sedendosi anch’esso sulla strada e iniziando a parlarle, dimostrandole comprensione e disponibilità. La donna spiegava che le ragioni del suo gesto erano riconducibili alla sua difficile situazione economica. Dopo circa 20 minuti dall’arrivo del militare, giungevano sul posto anche personale dipendente dell’aliquota Radiomobile, della Stazione Carabinieri di Cinquefrondi, dei Vigili del Fuoco di Polistena (RC) e della Polizia di Stato. La donna, nonostante la paziente opera di persuasione del militare, si posizionava prima in ginocchio, di fronte ai soccorritori presenti dall’altra parte del guard rail, poi improvvisamente staccava le mani dalla barriera metallica lasciandosi cadere all’indietro. Alla percezione di ciò che stava per accadere, l’App. Pace, quello immediatamente piu’ vicino alla sventurata, non esitava a lanciarsi verso di Lei, afferrandola per il braccio per poi cingere la parte superiore del busto. Anche il militare, al fine di afferrare la donna, si sporgeva attraverso le barriere metalliche del guard rail, rischiando a sua volta di precipitare nel vuoto, circostanza che fortunatamente non si verificava in quanto veniva subito aiutato dagli altri operatori presenti. La donna è stata soccorsa e ricoverata presso il Reparto Psichiatrico dell’Ospedale di Reggio Calabria.

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Reggio Calabria: la genesi dell’operazione “Epifania” che ha portato all’arresto di Domenico Giorgi

Il 06.01.2005, in Contrada Palazzi del Comune di Casignana (RC), veniva rinvenuto il cadavere di Favasuli Salvatore [nato a Siderno (RC) in data 16.01.1984, già residente in Africo Nuovo (RC), in Via G. di Vittorio nr. 3, all’epoca indagato per stupefacenti], attinto da diversi colpi di arma da fuoco, a circa 50 metri di distanza dalla sua autovettura ancora accesa. Da una prima ricostruzione del fatto, s’ipotizzò che l’omicidio del giovane africese fosse maturato nell’ambiente del traffico di sostanze stupefacenti cui il soggetto era dedito.

Le prime risultanze investigative, soprattutto, in relazione ai legami esistenti tra la vittima e i primi soggetti attenzionati, hanno evidenziato che il movente dell’omicidio potesse essere altresì costituito dalla chiara ed inequivocabile “vendetta” che Giorgi Domenico [di Sebastiano e di Strangio Caterina, nato a Locri (RC) il 16.03.1982, residente a Bovalino (RC), in C.da Lacchi nr. 8, pregiudicato per traffico di stupefacenti, inserito nelle famiglie dei “Giorgi” alias “Boviciani”, cugino materno degli “Strangio” alias “Jancu”, la cui sorella Teresa è coniugata con Cordì Cesare, cl. '78, figlio del “ragioniere” Cordì, indiscusso capo della cosca omonima] (nella foto ed all'uscita dalla caserma),  avrebbe posto in essere per punire l’ucciso per la relazione sentimentale che intratteneva con la di lui fidanzata (oggi moglie) Giorgi Iolanda [nata a Locri (RC) in data 29.01.1987, residente a Bovalino (RC), in C.da Lacchi nr. 8, moglie di Domenico e amante della vittima, è legata da vincoli di parentela con la famiglia Cordì di Locri, in quanto il padre della ragazza, Giorgi Cesare, cl. ‘51, è  fratello di Giorgi Jole, consorte del più noto Cordì Antonio, alias “u ragionieri”, capo indiscusso dell’omonima cosca, deceduto nel 2007]. Tale tesi è stata poi ulteriormente avvalorata dalla “vendetta”, consumata in data 31.10.2005, con l’omicidio di Giorgi Antonio [nato a Locri (RC) il 13.11.1984, ucciso dai familiari del Favasuli al n.1 in un agguato a colpi d’arma da fuoco ad Africo il 31.10.2005, già residente a Bovalino in contrada Lacchi nr. 8, fratello del predetto al n. 2], fratello di Domenico, cl. '82, commesso ad opera dei familiari del Favasuli, attualmente già destinatari di pesanti condanne passate in giudicato (operazione “Bellezza” dell’aliquota operativa della compagnia di Bianco eseguita nel febbraio del 2007). A seguito della condanna in primo grado degli esecutori dell’omicidio di Giorgi Antonio, nell’autunno del 2008 i carabinieri avviavano una nuova attività d’indagine volta a chiarire eventuali responsabilità del fratello dell’ucciso, destinatario dell’agguato del 31 ottobre 2005, Giorgi Domenico. Dall’analisi dei tabulati e le conversazioni telefoniche poste in essere all’epoca dell’omicidio, comparate con le dichiarazioni verbalizzate dalla persone interrogate, nella quasi totalità omertose e false tese  a costituire un alibi ai soggetti, si accertava: che i frequenti contatti tra il Favasuli e la moglie di Giorgi Domenico lasciavano intendere una relazione amorosa tra i due; che il Favasuli si era recato sul luogo del delitto poiché invitato da un amico, frequentatore anche del Giorgi Domenico, il cui telefono, all’epoca del fatto, agganciava proprio la cella di telefonia del luogo dell’omicidio. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Varacalli Rocco, riscontrate dai carabinieri,  corroboravano l’ipotesi accusatoria: Varacalli dichirava di aver sentito da Gioffrè Giuseppe di San Luca (ucciso in Bovalino nel dicembre 2009) che il Favasuli Salvatore era stato ucciso dal fratello maggiore di Giorgi Antonio. Le investigazioni, inizialmente, sotto la direzione della DDA di Reggio Calabria, hanno evidenziato un contesto familiare di matrice ndranghetistica nel quale vivono gli indagati, senza però definire il movente ‘ndranchetistico in senso stretto. In considerazione del movente passionale ipotizzato per l’omicidio all’origine dei fatti commesso il 06.01.2005, nel 2009 veniva rimessa alla competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, che emette l’attuale ordinanza. L’omicidio Favasuli risulta di fondamentale importanza nel contesto della faida di San Luca, in quanto Favasuli Salvatore, parente della moglie di Francesco Pelle cl. '77 inteso il Pakistano, costituisce di fatto la miccia che riaccende, dopo anni di silenzio, la cruenta lotta tra le consorterie dei Pelle-Vottari appunto e gli Strangio-Jancu, nella quale il primo a cadere in risposta sarà proprio Giorgi Antonio il 31 ottobre 2005, fratello dell’odierno arrestando e cugino di primo grado degli Strangio (cugino di Strangio Maria), al quale seguirà poi il tentato omicidio del predetto Pelle Francesco la notte  del 31 luglio del 2006, seguito dalla cosiddetta “strage di Natale il 25” dicembre dello stesso anno. In particolare: 06.01.2005 omicidio Favasuli Salvatore, cl. 84, di Africo; 31.10.2005, omicidio Giorgi Antonio, cl. 84, di San Luca, cosche “Giorgi Boviciani” – “Strangio Jancu”; 31.07.2006, tentato omicidio Francesco Pelle, cl. 77, detto “il Pakistano”, la cui moglie è imparentata con il Favasuli, il quale rimane paralizzato a seguito dell’attentato; 25 dicembre 2006, strage di Natale in San Luca in cui muore Maria Strangio, cugina di Giorgi Antonio e Giorgi Domenico (figli di Strangio Caterina).

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Reggio Calabria: arrestato in Piemonte Domenico Giorgi

In nottata i carabinieri del comando Provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato a Rivalta (TO) Giorgi Domenico, nato a Locri (RC) il 16 marzo 1982, residente a Bovalino (RC), pregiudicato ritenuto affiliato alle famiglie dei “Giorgi” alias “Boviciani” e degli “Strangio” alias “Jancu” operanti nel territorio di San Luca (RC).

L’accusa à quella di omicidio commesso nei confronti di Favasuli Salvatore, cl. 1984, perpetrato in Casignana (RC) il 06 gennaio 2005, atto delittuoso questo che ha segnato di fatto la riapertura delle ostilità nella cosiddetta “faida di San Luca”.

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Iiriti Editore presenta “Storia del Diritto Romano” di Felice Costabile

Com’è noto non furono i romani gli inventori del diritto ma solo loro, per ragioni storiche (e forse per capacità), furono in grado di creare quell’interpretazione del diritto cui tutt’oggi si dà il nome di giurisprudenza. Lo studio storico del diritto deve fornire qualcosa in più del semplice apprendimento, deve dotare l’allievo di metodi di ricostruzione e di lettura delle fonti. Il manuale (composto da due volumi) del Prof. Felice Costabile persegue questa via, analizzando in maniera analitica il diritto romano, nato e sviluppatosi all’interno di un tessuto sociale in continua evoluzione. L’autore inizia la sua analisi dalla fondazione di Roma, parla della monarchia latino-sabina, e attraversando il conflitto patrizio-plebeo giunge alla conquista della Magna Grecia e all’esordio dell’impero mediterraneo nel III secolo.

All’interno del primo volume spazio anche all’illustrazione degli organi assembleari e delle loro funzioni, all’evoluzione storica dell’ Editto, al processo per legis actiones e al processo formulare. Il tutto viene poi corredato dall’ultima parte della pubblicazione dedicata interamente alla crisi della RESPVBLICA: dalle conquiste imperiali alla politica graccana, dalla dittatura di Silla al bellum civile, dal progetto politico di Cesare ad Agusto. Su quest’ultima grande figura e sulla sua impronta politica è dedicata buona parte del secondo volume. Qui Costabile traccia un ritratto limpido e fedele di tutti gli imperatori romani, senza tralasciare la descrizione della società dell’epoca e delle gerarchie in essa esistenti.  Dopo l’evoluzione del diritto e della giurisprudenza, l’autore dedica l’ultimo capitolo ai “vangeli di Augusto” e alla concatenazione involontaria della vita di Cristo con l’ Impero di Roma. Il lettore apprende così che Cristo salvatore del mondo, risponde, nella costruzione di S. Paolo, alle stesse esigenze epocali che furono prima di lui soddisfatte da Augusto. L’eredità di Roma non risiede solo nel diritto privato ma anche nella concezione dello Stato risorta in età moderna. All’evento, in programma martedì 23 novembre p.v. alle ore 16.30 presso l'Aula Magna "A. Quiestelli" dell'Università Mediterranea adi Reggio Calabria, parteciperanno: Francesco Talarico – Presidente Consiglio regionale della Calabria;  Orazio Licandro – Ordinario di Diritto Romano Università Magna Grǽcia di Catanzaro; Lauretta Maganzani – Ordinario di Diritto Romano Università Cattolica di Milano-Piacenza;  Stefano Giglio – Straordinario di Diritto Romano Università di Perugia; Leo Iiriti – Editore; Pasquale Catanoso – Direttore del Dipartimento di Scienze Storiche Giuridiche Economiche e Sociali e Felice Costabile  – autore e Ordinario di Diritto Romano Università Mediterranea di Reggio Calabria. Coordinerà i lavori la giornalista Antonella Chirico.

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Scuola Basket Viola: inizia anche il campionato Under 15

Inizia l’avventura Under 15 per i ragazzi della Viola allenati da Pasquale Iracà, Seby D’Agostino e Basilio Longo, che quest’oggi, al Centro Sportivo del rione Modena ore 18.45, affronta i pari età della Nuova Jolly. La formula del campionato Under 15 prevede una prima fase a carattere provinciale caratterizzata da due gironi all’italiana. Il girone A è formato da 4 squadre: Audax Basket, Basket Rosarno, Pol. Gioiosa Marina e YMCA Siderno, che si affronteranno in doppi incontri di andata e ritorno. Il girone B comprende 7 squadre: SB Viola, Nuova Jolly, Campus Audax Basket, Target Basket, Fortitudo Pellaro e Vis Reggio Calabria, che giocheranno incontri di andata e ritorno.

Terminata la regular season accederanno in semifinale provinciale la prima classificata del girone A e la seconda classificata del girone B che giocheranno andata e ritorno. Chi vincerà sarà ammessa in finale provinciale contro la prima classificata del girone B. Questa gara, unica, si disputerà in campo neutro. Le due finaliste provinciali saranno comunque promosse al girone unico regionale. L’Under 15 è un gruppo totalmente rinnovato con molti innesti dalla provincia che rientrano nell’operazione reclutamento voluta dal presidente Muscolino e che ha come obiettivo, nel medio-lungo periodo, di portare qualche ragazzo a indossare la maglia della prima squadra. Assieme alla squadra Under 17, che ha appena iniziato il campionato di serie D, costituiscono i gruppi di punta del settore giovanile neroarancio. Ancora tanto lavoro da fare per il responsabile del settore giovanile neroarancio Pasquale Iracà per far crescere i giovani cestisti che così si esprime in merito: "Questo è un gruppo totalmente nuovo formato da circa 22 ragazzi nati nel 1996. Accanto ai due prospetti più interessanti Lupusor e Latella, già nel giro della nazionale di categoria, ci sono tanti altri ragazzi di buone prospettive grazie anche alle sinergie in atto con Cestistica Gioiese, Lumaka e Jumping. Siamo all’inizio di un percorso che durerà 3 o 4 anni e ancora oggi non siamo molto competitivi ma la cosa più importante è che il gruppo ha buoni mezzi fisici e soprattutto ampi margini di miglioramento sui quali ci stiamo impegnando quotidianamente. In questa fase è fondamentale il lavoro svolto assieme al preparatore fisico Fabio Falcomatà e al nostro metodologo Gaetano Rosace per migliorare i prerequisiti condizionali dei ragazzi sui quali impostare il lavoro tecnico-tattico. Oltre al campionato under 15 parteciperemo con lo stesso gruppo al campionato under 17 e stiamo portando avanti un’ulteriore collaborazione con un altra società reggina per consentire a tutti di giocare un adeguato numero di partite. Oggi incontriamo la Nuova Jolly, formazione reggina che ha grandi ambizioni: è una buona occasione di confronto per valutare i nostri progressi dopo due mesi di lavoro". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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Praticò dopo l’approvazione del Consiglio Regionale della legge che regolerà in materia sportiva: “Ora lo sport può aiutare la Calabria a decollare”

Il 15 novembre 2010 è una data storica per il mondo dello sport calabrese. Finalmente il Consiglio Regionale ha approvato, all’unanimità,  la proposta di Legge relativa alle “norme in materia di sport nella Regione Calabria”. Una legge che arriva a distanza di 26 anni dall’ultima datata 1984, del tutto obsoleta e mai entrata pienamente in vigore. “Ringrazio – ha commentato il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò – tutti i soggetti politici e sportivi che hanno contribuito affinché il sogno, dopo un quarto di secolo, sia diventato realtà”. “In particolar modo – ha continuato Praticò – ringrazio il governatore Giuseppe Scopelliti, il quale ha dimostrato non solo la capacità di mantenere l’impegno preso prima della sua elezione ma per aver compreso a pieno l’importanza di una normativa che contribuirà notevolmente ad un rilancio della nostra regione in materia sportiva, innanzitutto, ma anche sociale, culturale, economica e turistica”.

Fondamentale, per il risultato ottenuto, è stato il lavoro prodotto dal presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, dai consiglieri Giovanni Bilardi, Luigi Fedele, Giulio Serra e Pasquale Tripodi, dalla III Commissione consiliare e dal suo presidente, Nazzareno Salerno. Anche l’Asi ha dato il suo contributo con il presidente nazionale, Claudio Barbaro, ed il consigliere Tino Scopelliti, accelerando l’iter della proposta di legge e suggerendo elementi per una sua migliore applicazione. Decisiva, a dimostrazione dell’interesse sportivo nazionale nei confronti della Calabria, è stata la vicinanza del presidente del Coni, Gianni Petrucci, che ha condiviso in pieno la proposta di legge classificandola come una delle migliori realizzate in Italia. “Sicuramente – ha aggiunto Praticò – dimenticherò qualcuno nei miei ringraziamenti perché sono state davvero tante le persone coinvolte che hanno contribuito ad organizzare al meglio ed in tempi brevi quest’importante progetto. Un lavoro che ci ha impegnato per tanti anni, che ha avuto nuova linfa nel giorno in cui il governatore Scopelliti ha consegnato al Coni Calabria i locali di Gallina destinati ad ospitare la Scuola Regionale dello Sport e, nell’occasione, ha promesso che la Legge  per lo sport, entro l’anno, sarebbe diventata realtà”. A proposito dell’impianto di Gallina, Praticò attende che i lavori per la sua ristrutturazione vengano avviati al più presto considerando che la Scuola, operativa da tempo, per l’indisponibilità della propria sede, è costretta a peregrinare continuamente sul territorio calabrese per svolgere la sua attività. “Pertanto – ha continuato il presidente del Coni Calabria – occorre ora prendere piena coscienza che lo sport, ai giorni nostri, è un’importante attività formativa per garantire un futuro di qualità alla nostra società. Lo sport, come ripeto da anni, è una ‘scuola di vita’, capace di insegnare ai nostri ragazzi regole che la società moderna, sempre più intollerante verso il prossimo e sempre più priva di principi etici, ha smarrito da tempo. In Calabria il Coni, le Federazioni, le Discipline associate, gli Enti di promozione, le Associazioni benemerite, il Comitato Paralimpico, le società e le associazioni sportive, i dirigenti e gli atleti tutti, che hanno da sempre condotto un duro e sacrificato lavoro per dare un futuro migliore e più sano alla regione, dal 15 novembre 2010, possiedono un’arma in più”.

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Siderno (RC): la Polizia sequestra beni per 200 milioni di euro a 7 esponenti del clan Commisso

In data odierna si è conclusa la notifica del provvedimento di sequestro emesso, su richiesta del Questore di Reggio Calabria dr. Carmelo Casabona ex art. 2 bis della legge 575\65, dal  Presidente del Tribunale di Reggio Calabria sezione Misure di Prevenzione  a carico di 7 esponenti del clan Commisso di Siderno. Le operazioni sono state coordinate dalla Divisione Anticrimine della questura di Reggio Calabria diretta dal primo dirigente dr. Benedetto Sanna ed  hanno  visto impegnato il personale del Commissariato di Siderno diretto dal Vice Questore Aggiunto dr. Stefano Dodaro. Questo provvedimento evidenzia l’egemonia indiscussa che la cosca Commisso ha conquistato, in questi ultimi anni, nel territorio sidernese sia sotto il profilo criminale sia attraverso la contaminazione del mondo imprenditoriale e commerciale.

Per quanto riguarda l’aspetto criminale la recente operazione “Crimine’’ ha svelato intrecci, alleanze, collusioni ed infiltrazioni anche in regioni del nord e segnatamente in Lombardia ed ha portato all’arresto di  300 persone. Nello stesso tempo le preziose intercettazioni hanno anche consentito di alzare il velo sugli intrecci affaristici della cosca nonché evidenziare la forte preoccupazione dei proposti di subire sequestri patrimoniali. Partendo proprio dall’operazione “Crimine’’ si è sviluppata l’indagine patrimoniale la cui finalità, come è noto, è quella di ottenere la confisca dei beni di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso quando esiste una significativa sproporzione tra i beni stessi e i redditi e le attività leciti dell’interessato. Analizzando sinteticamente le posizioni dei 7 singoli proposti emerge quanto segue: Commisso Giuseppe, classe ’47, dal punto di vista della pericolosità sociale viene considerato un capo ‘ndrangheta di grosso spessore. L’analisi dei redditi suoi,  di sua moglie e dei suoi figli  negli ultimi 5 anni evidenzia  entrate talmente modeste da consentire un regime di vita molto ma molto parco (una media di 6 mila euro l’anno). A fronte di tutto ciò il Commisso Giuseppe dispone di varie attività organizzate in forma imprenditoriale(due imprese individuali e una società in accomandita semplice) più 7 immobili (terreni e fabbricati); Commisso Roberto, classe ’72, è considerato un partecipe dell’associazione mafiosa sopra descritta. Anche la sua posizione reddituale che si attesta su una media di circa 25 mila euro annui appare del tutto inadeguata rispetto al patrimonio di cui dispone (socio unico della società Passaparola srl e socio della Commisso Francesco e C. sas titolari di varie attività commerciali e di ben 75 beni immobili ); Muià Carmelo, classe ’72, è considerato un partecipe dell’associazione ‘ndranghetista descritta. Anche per lui esiste una notevole sproporzione tra redditi dichiarati( una media di 15 mila euro l’anno sia per lui che per la moglie) e beni posseduti (4 società e 7 immobili per lui e 6 immobili per la moglie); Commisso Francesco, classe ’83, è considerato anch’esso un partecipe dell’associazione sopra descritta. Anche nel suo caso esiste sproporzione tra redditi (una media di 10mila euro l’anno) e beni posseduti (impresa individuale Domus Mediterranea Agenzia Immobiliare); Albanese Giuseppe, classe ’49, anch’esso partecipe dell’associazione criminale su indicata. Anche per lui sproporzione tra reddito(10 mila euro circa l’anno) e beni posseduti (una società che commercia autovetture e 14 beni immobili); Futia Antonio, classe ’58, ritenuto partecipe della predetta organizzazione criminale. Sussistente anche per lui la sproporzione tra il reddito dichiarato e i beni posseduti (impresa di autotrasporti); Barranca Vittorio, classe ’58, è ritenuto anch’esso partecipe dell’associazione di cui sopra e anche per lui esiste la sproporzione tra redditi dichiarati (l’interessato non risulta che negli ultimi 5 anni abbia presentato redditi, mentre la moglie ha dichiarato somme molto modeste) e beni posseduti (2 immobili intestati alla moglie e quote di 5 società intestate alla moglie e alla figlia). Infine sono stati nominati dal Tribunale di Reggio Calabria ben 4 amministratori giudiziari.

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Platì (RC): arrestato il latitante Pasquale Barbaro (era a casa!)

All’alba di oggi i Carabinieri del comando Provinciale a Platì in contrada Palumbo loc. Serro Stinco facevano irruzione all’interno di un’abitazione rurale dove arrestavano Barbaro Pasquale (nella foto), nato a Platì il 29.07.1977 pregiudicato, latitante per associazione per delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, ricercato dal 2009. Barbaro era inserito nel contesto associativo riconducibile al capo società Trimboli Saverio, cl. 74, di Platì, già arrestato il 13.02.2010.

Il latitante è stato catturato all’interno di un nascondiglio ricavato tra l’armadio e la parete in muratura della camera da letto (nella foto). L’accesso al nascondiglio era costituito da un pannello in compensato movibile, delle dimensioni di mt. 1,80×1,00. All’interno dell’abitazione erano presenti, al momento dell’irruzione, i più stretti familiari del latitante, che non era armato e non ha opposto alcuna resistenza Nel corso della perquisizione domiciliare venivano rinvenuti e sequestrati un pc portatile ed apparati cellulari, binocoli e tute mimetiche utili al proseguimento delle investigazioni.

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Gioia Tauro (RC): arrestato cittadino ucraino inottemperante al decreto di espulsione

Stamane, personale del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro, sulla base delle direttive impartite dal Questore di Reggio Calabria Dr. Carmelo Casabona, nel corso di servizi finalizzati a contrastare l’immigrazione clandestina in Gioia Tauro, ha rintracciato presso un deposito di una azienda commerciale il cittadino extracomunitario Kudrinskyy Artur, nato in Ucraina il 05/01/1985 che, dai successivi accertamenti, risultava destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Reggio Calabria in data 16.08.2008 e contestuale ordine del Questore di abbandonare il Territorio dello Stato.

Per la violazione sopra citata, p. e p. dall’art. 14 comma 5 quater del D.L. 286/98 (Testo Unico Immigrazione) il personale dell’Ufficio Immigrazione del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro procedeva a trarre in arresto Kudrinskyy Artur, il quale verrà processato per direttissima, così come disposto dal P.M. di turno presso Procura della Repubblica di Palmi.

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Provincia di Reggio Calabria: Battaglia “Sboccati fondi regionali per la viabilità provinciale”

Si è rivelata molto produttiva la missione catanzarese dell'Assessore provinciale alla viabilità Mimmo Battaglia (nella foto, a destra, con il Presidente Morabito). Accompagnato dall'ing. Domenico Cuzzola, dall'ing. Cosimo Lanciano e dal Geom. Giuseppe Amnate, per i Settori della viabilità e Difesa del Suolo della provincia,  l'assessore Battaglia ha partecipato oggi ad un tavolo tecnico con il direttore generale dell'Assessorato regionale ai Lavori Pubbilci, ing. Giovanni Laganà. “L'incontro ha permesso di sbloccare – ha spiegato il titolare della delega alla  viabilità provinciale – finanziamenti per quasi 10 milioni di euro che riguardano il completamento della strada pedemontana nella Piana di Gioia Tauro e la strada di collegamento tra Delianuova e Gioia Tauro”.

Gli importi sono così ripartiti: 6 milioni di euro per il collegamento Delianuova-Gioia Tauro e 3 per la pedemontana della Piana, ed ulteriori risorse destinate a fronteggiare l'emergenza maltempo dei giorni scorsi. “Si tratta di un risultato estremamente importante, con il quale oltre al raggiungimento degli obiettivi immediati – ha aggiunto l'assessore Battaglia – sono state gettate le basi per ulteriori previsioni di interventi in provincia di Reggio Calabria. Con l'ing. Giovanni Laganà, infatti, abbiamo deciso di instaurare un confronto permanente che ci consentirà di concludere entro l'anno in corso importanti questioni riguardanti la realizzazione di opere già previste che potranno così trovare soluzione”. Grande apprezzamento per il lavoro portato avanti dall'assessore Mimmo Battaglia è stata espressa da Roma dal Presidente della Provincia avv. Giuseppe Morabito. “Si avvia in questo modo il definitivo completamento di opere estremamente importanti e lungamente attese dalle comunità delle aree interessate. Il completamento della Pedemontana della Piana è un'opera sicuramente strategica per lo sviluppo del territorio profondamente legato alle opportuinità offerte dal grande porto di Gioia Tauro”.

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T. B. Viola, coach Polimeni ed il ” violino” Smorto al raduno della Nazionale Under 16 a Roccaporena di Cascia (PG)

Queste le parole del coach Giuseppe Polimeni, appena rientrato dopo la positiva esperienza al raduno della Nazionale Italiana U16 a Roccaporena di Cascia (PG). Esperienza condivisa con il “violino” Antonio Smorto (nella foto), atleta classe 1995 del gruppo Under 17 Viola, convocato dallo staff azzurro e già a suo agio nella canotta azzurra. Il giovane ha avuto la possibilità, ancora una volta, di confrontarsi con i migliori prospetti dell’annata ’95, cercando di migliorare ancora in vista delle convocazioni agli Europei di categoria in programma il prossimo anno in Lituania.

Coach Polimeni raccontaci l’esperienza tua e di Antonio Smorto nel raduno della Nazionale Under 16 in quel di Roccaporena di Cascia. "L’esperienza è stata senza dubbio molto positiva e stimolante, Antonio ha potuto nuovamente confrontarsi con dei pari età di buonissimo livello lavorando per tre giorni con uno staff di assoluto valore, ed io oltre ad aver potuto assistere a tutti gli allenamenti e test fisici che i ragazzi hanno svolto, ho potuto anche confrontarmi con chi come me era lì a Roccaporena per lo stesso motivo mio. Allenatori ed assistenti da tutta Italia e da molti di quei luoghi che fanno della pallacanestro "quasi" una religione (Bologna – lato Virtus e lato Fortitudo, Milano – Armani J., Treviso – Benetton, Siena – Montepaschi e tante altre..). Molto interessante è stata una riunione che abbiamo fatto sabato sera (finita alle 1:30) dove si è parlato delle lacune e dei lati forti di questi ragazzi e confrontare le proprie idee con gente come Gebbia, Bocchino e Bizzozi non è una cosa da tutti giorni". Quali sono stati i principali temi tecnici trattati da coach Bocchino? "Coach Bocchino ed il suo staff si sono soffermati maggiormente sul trattamento della palla quindi esercizi di ball-handling e l’utilizzo della mano debole, sulla tecnica dello smarcamento (esercizi che guardavano soprattutto a sfide internazionali dove la nostra nazionale soffre la fisicità delle altre squadre come per esempio la Francia) e su quella del passaggio. Non potevano mancare nozioni sulla difesa 1vs1 sia in fase di transizione sia in fase di gioco a metà campo, oltre ai molteplici esercizi di contropiede dove trattamento della palla, capacità di passaggio e abilità a muoversi negli spazi sono punti fondamentali per sviluppare il gioco di una squadra". Come hai visto Antonio in mezzo ai migliori coetanei d’Italia e quali sono state le sue impressioni al termine del raduno? "Antonio ha fatto un buon raduno a mio modo di vedere, sempre attento, voglioso e mai intimorito anche di fronte a gente più grossa di lui. Si è allenato e ha giocato con coraggio e determinazione, cosa che coach Bocchino ed il suo staff avranno sicuramente notato. Il suo livello di pallacanestro non era assolutamente inferiore a quello medio visto in campo per tutto il raduno, anzi. Per lui doveva essere un confronto e una sfida (visto che in ballo ci sono le convocazioni per l’Europeo 2011 che si giocherà in Lituania) e credo che dopo questi tre giorni sia decisamente in corsa per una di quelle maglie. Al termine del raduno l’ho visto sereno e consapevole che per dodici maglie ci sono molti bravi giocatori in lizza. Sa che deve allenarsi e migliorare alcuni aspetti del suo gioco e questo è un buon punto dal quale ripartire. Quel che è certo è che io farò il tifo per lui". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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T. B. Viola, sconfitta in serie D per la Scuola Basket

Target Basket – SB Viola 97-68 (parziali: 18-15; 49-28; 74-52). Target: Errigo 15, Marra 10, Zumbo 22, Bruzzese 11, Ieria 6, Calabrò 12, Scappatura, Pecora 7, De Stefano 14, Massa. All. Putortì. SB Viola: Barrile 2, Costantino 3, Scordino 8, Rappoccio 7, Iero 7, Brienza 6, Pandolfi 7, Viglianisi 4, Cuzzola 14, Lombardo 10. All. Di Manno. Esordio negativo nel campionato di serie D per il gruppo ‘94/’95 U17, che si è arreso alla Target Basket al termine di un match giocato discretamente solo i primi 10 minuti. L’inizio è stato tutto per i ragazzi di coach Di Manno che sono volati sul 10-2 grazie ad una difesa aggressiva ed una serie di contropiedi velocissimi.

La Target però è riuscita a rientrare pian piano, sorniona e meno arruffona rispetto ad inizio partita ed il primo quarto si è concluso con un +3 interno. Nel secondo quarto la squadra di casa ha abbandonato la difesa ad uomo ed è passata a zona 3-2, abbassando notevolmente il ritmo di gioco e gestendo meglio l’attacco; di contro la Viola non è riuscita ad esprimere più il gioco in velocità, abbattendosi oltremodo caratterialmente. Anche la difesa non è stata più in grado di contenere globalmente i padroni di casa dando l’impressione di essere rassegnata. Si è andati all’intervallo lungo sul più 21 (49-28) per la Target e le successive due frazioni di gioco hanno visto una piccola reazione dei “violini”, più grintosi in difesa ed un po’ più convinti in attacco, anche se i padroni di casa hanno sempre ben controllato il vantaggio, culminato nel più 29 finale (97-68). Ecco le parole di coach Di Manno al termine dell’incontro. Coach, partenza sprint dei tuoi ragazzi e poi blackout. Cosa è successo? "Nei primi 10 minuti siamo riusciti ad esprimere quello che dovrà diventare il nostro gioco abituale, fatto di difesa aggressiva e rapidi contropiedi, non appena i nostri avversari sono riusciti a controllare il ritmo, la partita è completamente cambiata. Con ritmi più bassi hanno potuto avere facilmente la meglio la tecnica e la fisicità di chi ha molti più anni di pallacanestro sulle spalle rispetto ai miei ragazzi". Rispetto al piano partita da te preparato cosa ha funzionato e cosa no? "Potrà sembrare strano, ma il piano partita non l’avevamo e non credo l’avremo per ancora un po’ di tempo, non è la nostra priorità. Stiamo pensando con tutto lo staff a come far migliorare questi ragazzi e al momento la partita rappresenta una verifica del lavoro fatto prima e un momento di riflessione per prendere spunti sul lavoro da fare dopo". Il tuo gruppo, in settimana, affronterà due impegni ravvicinati. Mercoledì esordio nel campionato di categoria U17 e venerdì seconda giornata del campionato di D. Cosa ti aspetti da queste due gare? "Sicuramente piccoli passi in avanti dal punto di vista tecnico e poi una piccola prova di maturità nell’atteggiamento. Nella prima partita ci siamo abbattuti troppo facilmente quando le cose sono iniziate ad andare male, se ciò dovesse ripetersi dovremmo essere pronti a reagire e continuare a giocare senza perdere fiducia". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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T. B. Viola, inizia il campionato Under 17

Scatta l’ora di inizio anche per il campionato Under 17 ed il settore giovanile della Viola si presenta ai nastri di partenza con voglia di ben figurare e con obiettivi che vanno al di là del risultato sportivo ad ogni costo. Alla prima fase, a carattere provinciale, partecipano 12 squadre suddivise in due gironi da sei squadre ciascuno con partite di andata e ritorno. Il girone A comprende SB Viola “A” e “B”, Nuova Jolly, ProPellaro Basket, Basket Villa San Giovanni e Diamond Basket; il girone B è formato da Pol.Gioiosa Marina, Basket Roccella, Cestistica Gioiese, Eutimo Locri, ASPI Padre Monti Polistena ed YMCA Siderno. Al termine della regular season, in semifinale provinciale saranno promosse la prima e la seconda di ogni girone che si affronteranno in partite di andata e ritorno. Le due squadre vincenti saranno poi ammesse al girone unico regionale. Alla vigilia dell’esordio abbiamo fatto tre domande a coach Pasquale Motta.

Coach Motta, ha inizio il campionato Under 17. Presentaci velocemente la squadra che si appresta a disputarlo. "Con piacere e responsabilità insieme a Giuseppe Di Manno ed a Giuseppe Polimeni, prendo il testimone dal collega Domenico Bolignano che ci ha preceduti negli ultimi anni. Affronteremo questo campionato con il gruppo ’94-’95 capitanato da Brandon Viglianisi e dal fresco azzurro Antonio Smorto, con la nota positiva dell’ inserimento di due ’96, Latella di Gioia Tauro e Lupusor, sotto la guida del preparatore fisico Fabio Falcomatà. Non tralasciando i dirigenti Bruno Calarco e Carlo Malara che danno il loro contributo con entusiasmo e competenza". Quali sono gli obiettivi che, insieme a coach Di Manno e coach Polimeni, vi siete prefissati? "La squadra ha l’ ambizione di rappresentare un settore giovanile che, diretto da Pasquale Iracà, è già in notevole crescita. Ambizione che va realizzata con l’ impegno di tutti nel rispetto dei reciproci ruoli. Oltre ai miglioramenti tecnici dei ragazzi ed ai risultati sportivi, il nostro primo obiettivo sarà quello di prestare grossa attenzione al rispetto verso le persone con cui entreremo in relazione, siano essi avversari, arbitri o semplici osservatori. Tutto ciò con educazione e sportività, valori che da sempre hanno contraddistinto la Viola. Cercando di portare questa gloriosa società ai livelli che le competono". Quali possono essere le squadre "favorite" in questo campionato, sia in provincia che in regione? "A livello provinciale sicuramente la Nuova Jolly che ben si sta comportando nel campionato di C Regionale, egregiamente allenata dal mio amico Gianni Tripodi. A livello regionale, la Virtus Catanzaro che annovera tra le sue fila giocatori con punti nelle mani in grado di dare respiro ai titolari nel campionato di B Dilettanti". (A cura della collega Federica Morabito dell'Ufficio Stampa T. B. Viola).

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