Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Great failure”. Bancarotta fraudolenta, estorsione e reati tributari: 3 ai domiciliari, sequestro beni per oltre 5 milioni – IL REGGINO

(210) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito la misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di 3 persone e il sequestro preventivo finalizzato Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Great failure”. Bancarotta fraudolenta, estorsione e reati tributari: 3 ai domiciliari, sequestro beni per oltre 5 milioni – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, denunciati 33 cittadini di San Luca, Bianco e Brancaleone per indebita percezione dei “Buoni Spesa Covid-19” (video) – IL REGGINO

(199) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, nell’ambito delle attività di polizia economico–finanziaria a tutela della spesa pubblica nazionale correlate all’attuale emergenza Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, denunciati 33 cittadini di San Luca, Bianco e Brancaleone per indebita percezione dei “Buoni Spesa Covid-19” (video) – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “I mercanti dell’arte”. Sequestrato oltre un milione a 3 commercianti di opere d’arte ottenuti indebitamente dal fallimento della società – IL REGGINO

(169) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che ha disposto l’applicazione di misure interdittive nei confronti di n. 03 soggetti residenti Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “I mercanti dell’arte”. Sequestrato oltre un milione a 3 commercianti di opere d’arte ottenuti indebitamente dal fallimento della società – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato centro massaggi gestito da una cinese – IL REGGINO

(157) I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, al termine di indagini di polizia giudiziaria delegate dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, hanno Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato centro massaggi gestito da una cinese – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato il ponte di Pilati a Melito Porto Salvo (video) – IL REGGINO

(150) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che dispone il sequestro preventivo Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, sequestrato il ponte di Pilati a Melito Porto Salvo (video) – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: D.I.A, S.C.I.C.O. e Guardia di Finanza, operazione “Energie pulite”. Sequestrati ben per un milione ad imprenditore (video) – IL REGGINO

(144) Personale della Direzione Investigativa Antimafia,  Militari dello  S.C.I.C.O. di Roma e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia Continue reading “Reggio di Calabria: D.I.A, S.C.I.C.O. e Guardia di Finanza, operazione “Energie pulite”. Sequestrati ben per un milione ad imprenditore (video) – IL REGGINO”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, confiscato l’ingente patrimonio di 4 imprenditori appartenenti al medesimo contesto familiari indiziati di contiguità alla ‘ndrangheta. Il valore complessivo dei beni supera i 124 milioni (video)

(21) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Dr. Giovanni Bombardieri confisca di un ingente patrimonio, costituto da 4 società di capitali e relativo patrimonio aziendale, 1 Impresa individuale e relativo patrimonio aziendale, quote societarie relative a 6 società di capitali, 67 fabbricati, 91 terreni, 7 autoveicoli, 20 rapporti bancari/assicurativi, 4 orologi di pregio e denaro contante, per un valore complessivo di oltre 124 milioni di euro, nei confronti degli imprenditori, BAGALA’ Luigi, cl.’46, BAGALA’ Francesco, cl.’77, BAGALA’ Giuseppe cl.’57 e BAGALA’ Francesco cl.’90 – indiziati di intraneità alla cosca “PIROMALLI” di Gioia Tauro.

Il provvedimento conferma quanto già disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino – presieduto dalla D.ssa Ornella Pastore – su richiesta del Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, del Procuratore Aggiunto Dott. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Gianluca Gelso, con cui era stata applicata la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni intestati/riconducibili ai medesimi soggetti.

Gli odierni destinatari del provvedimento di confisca emergono dalle indagini svolte nell’ambito delle operazioni “Ceralacca”, “Cumbertazione”, “Martingala” e “Waterfront” condotte dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Reggio Calabria e dallo SCICO, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria – che hanno portato all’esecuzione di:

– provvedimenti restrittivi di natura personale, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, riciclaggio e autoriciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni, associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, alla frode nelle pubbliche forniture, alla corruzione e al falso ideologico in atti pubblici, tutti aggravati dal metodo mafioso;

– provvedimenti cautelari reali, ex art. 321 c.p.p., su un patrimonio costituito dai compendi aziendali di imprese/società, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per svariati milioni di euro.

A seguito di detti provvedimenti, la locale D.D.A. delegava il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria e lo S.C.I.C.O, all’effettuazione di indagini economico-patrimoniali, volte all’individuazione dell’intero patrimonio dei proposti e del loro nucleo familiare, al fine di avanzare proposta per l’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

A conclusione di tali investigazioni veniva accertata la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del nucleo familiare dei “proposti”.

Le relative risultanze sono confluite in una proposta formulata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, che veniva accolta dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale reggino, mediante l’emissione nel 2018 di appositi provvedimenti di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro, finalizzati alla successiva confisca.

La stessa Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, condividendo la ricostruzione economico-patrimoniale e le argomentazioni formulate anche in sede di complesse controdeduzioni alle memorie e perizie tecniche rassegnate dal collegio difensivo dei proposti, con l’odierno provvedimento ha disposto – oltre all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di P.S. per anni 3 – per tutti i proposti – la confisca dell’ingente patrimonio precedentemente cautelato.

L’attività di servizio in rassegna testimonia, ancora una volta, l’elevata attenzione della Guardia di Finanza che, nel solco delle puntuali indicazioni dell’Autorità Giudiziaria reggina, continua a essere rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e della sana imprenditoria, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Magma”. Estradato dall’Albania Ardjan Cekini, tratto in arresto lo scorso maggio nell’ambito del progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta)

(12) Quest’oggi, all’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci, finanzieri dello Scico di Roma e del Gico di Reggio Calabria, con il supporto del Gruppo di Fiumicino, hanno concluso la procedura di estradizione dell’indagato CEKINI Ardjan, colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale reggino in data 5 dicembre 2019, non eseguito in quanto resosi irreperibile all’estero e successivamente arrestato in data 26 maggio 2020, in esecuzione del mandato di cattura internazionale, in riferimento al procedimento 5398/16.

CEKINI,accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti, è stato indagato nell’ambito dell’operazione Magma, coordinata dal Procuratore Capo, dott. Giovanni Bombardieri, dal Procuratore Aggiunto, dott. Gaetano Paci e dal Sost. Proc. Francesco Ponzetta condotta dalla Sezione G.O.A. del G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dallo S.C.I.C.O. di Roma, conclusa nel novembre 2019 con l’esecuzione di 45 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, detenzione illegale di armi.

Le attività investigative hanno consentito di destrutturare completamente la cosca di ‘ndrangheta riconducibile ai Bellocco di Rosarno (RC) e le sue articolazioni extra regionali, traendo in arresto tutti i membri apicali della prefata famiglia, appartenente al “mandamento tirrenico” e operante nella piana di Gioia Tauro, in Emilia Romagna, in Lazio e in Lombardia. Il gruppo criminale, articolato su più livelli e dotato di elevatissime disponibilità finanziarie, allo scopo di importare la cocaina, individuava in Sudamerica, in particolare in Argentina e Costarica, fonti di approvvigionamento di ingenti partite di quella sostanza stupefacente da inviare in Italia via mare occultate in appositi borsoni all’interno di container.

Per tali finalità, uomini della cosca Bellocco si sono serviti di alcuni emissari che hanno effettuato diversi viaggi all’estero – al fine di visionare lo stupefacente e contrattare con i referenti in loco per organizzare gli aspetti logistici dell’importazione – e, tra questi, CEKINI Ardjan, avamposto della ‘Ndrina “Bellocco” nell’area balcanica, il quale partecipava – insieme ad altri sodali – ad organizzare l’acquisto in Spagna di circa 20 kg di cocaina e forniva all’organizzazione apparati per comunicazioni telematiche criptate.

L’estradizione di oggi giunge al termine di serrate indagini condotte dal Nucleo P.E.F. di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, con il determinante supporto del II Reparto del Comando Generale del Corpo, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal Prefetto Rizzi, dal Segretariato

Generale dell’OIPC-INTERPOL di Lione e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con il supporto operativo della Polizia di Stato albanese, nell’ambito del più ampio progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol che ha consentito, tra l’altro, di rintracciare e catturare in contemporanea, oltre al menzionato, ulteriori 5 soggetti in tre diversi Stati esteri: Albania – Argentina e Costarica.

 

 

 

 

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Guardia di Finanza: pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 571 allievi finanzieri – anno 2020

(10) Sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie Speciale – n. 100, del 29 dicembre 2020, è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 571 allievi finanzieri (510 del contingente ordinario e 61 del contingente di mare) così ripartiti:

  • n. 315 riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate;
  • n. 256 rivolti ai cittadini italiani (18 posti sono riservati a coloro in possesso dell’attestato di bilinguismo di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752).

    Per la prima volta, sono stati destinati 120 posti all’arruolamento di personale da avviare al conseguimento della specializzazione “Anti Terrorismo e Pronto Impiego (A.T.P.I.)”.
    Al concorso possono partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il 18° anno e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età. Il limite anagrafico massimo così fissato è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato.

    Ai fini della presentazione della domanda di partecipazione é necessario essere in possesso del diploma di istruzione secondaria:

  • di primo grado, per i posti riservati ai volontari delle Forze armate;
  • di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento della laurea, per i restanti posti.

La domanda di partecipazione al concorso, da presentare entro le ore 12.00 del 29 gennaio 2021, dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo https://concorsi.gdf.gov.it, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.
I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (“P.E.C.”), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al form di compilazione della domanda di partecipazione.
Sul predetto sito internet e tramite l’APP Mobile “GdF Concorsi” è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

 

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Waterfront”. Appalti pilotati per agevolare la ‘ndrangheta, eseguite 63 misure cautelari e sequestri di beni ed imprese per oltre 103 milioni. Coinvolti 11 funzionari pubblici (video)

 (258) Oltre 500 finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, unitamente al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata ed ai colleghi dei rispettivi Comandi Provinciali, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno dato corso, nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Benevento, Avellino, Milano, Alessandria, Brescia, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma, all’esecuzione dell’“Ordinanza di applicazione di misura cautelare” emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria – Dr. Filippo Aragona – su richiesta del Procuratore Aggiunto Dr. Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Dr. Gianluca Gelso – con la quale sono stati disposti provvedimenti cautelari:

  • personali, nei confronti di 63 persone – imprenditori e pubblici ufficiali – ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche – aggravate dall’agevolazione mafiosa – nonché abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, così distinti:
  • 14 arresti domiciliari, nei confronti di BAGALA’ Francesco cl. 77, BAGALA’ Francesco cl. 90, MORABITO Giorgio, NICOLETTA Angela, CITTADINI Carlo, BARBIERI Giorgio Ottavio, ZULIANI Cristiano, MIGLIORE Francesco, MIGLIORE Filippo, LA CORTE Alessio, LA GRECA Vito, MANGIONE Francesco, FIORDALISO Giovanni; GALLO Domenico;
  • 20 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di: RISOLA Pierluigi, CREA Antonino, GABRIELE Michele, FEDELE Santo, CURRENTI Giuseppe, FEDELE Francesco, POLIFRONI Bruno, CUSTURERI Santo, BAGALA’ Luigi, CAMPISI Alessandra, DE GIUSEPPE Caterina, GRANCHI Marzia, PILEGGI Pietro, QUATTRONE Antonino, COPPOLA Domenico, GAGLIOSTRO Santo, BRESSI Vincenzo, ALATI Maria, GIACHETTI Luca, CASTIGLIONE Simona;
  • 29 divieti temporanei di esercitare attività imprenditoriale, nei confronti di AMATO Andrea, BARBARO Antonio, CIAMBRIELLO Francesco, CILONA Antonio, CITTADINI Sergio, COSENTINO Giuseppe, DE ANGELIS Demetrio, DERACO Francesco, FIORE Gianluca, GRANCHI Iacopo, GRANCHI Rossano, LOCATELLI Angelo Sebastiano, LOPRETE Giuseppe, MAIOLO Leonardo, MATTOGNO Mattia, MAUGERI Domenico, MICELI Ludovica Giuseppina, OLIVERI Giovanni, OLIVERI Giuseppe Patrice, PAPALIA Antonino, PICCIRILLI Alessandro, PILEGGI Francesco, PISANO Fortunato Igor, POLIFRONI Vincenzo, POLLACCIA Carlo, ROMANO Giovanni, RUBERTO Agostino, TODARELLO Giovanni, TRUNFIO Francesca;
  • reali – su un patrimonio complessivamente quantificato in oltre 103 milioni di euro costituito dall’intero patrimonio aziendale di 36 imprese/società, nonché dalle disponibilità finanziarie (rapporti bancari/finanziari/assicurativi e partecipazioni societarie) di 45 indagati.

In tale contesto, la citata A.G. ha disposto, altresì, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente fino alla concorrenza complessiva di circa 9,5 milioni di euro su beni mobili, immobili, quote e azioni di società, rapporti bancari/ finanziari/ assicurativi, intestati a 7 indagati.

L’operazione in rassegna – denominata “Waterfront” – costituisce l’epilogo delle complesse indagini condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, unitamente al Servizio Centrale I.C.O., con il coordinamento della predetta Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nei confronti di 57 imprenditori facenti parte, a vario titolo, di un illecito cartello composto da molteplici imprese, capace di aggiudicarsi – attraverso turbative d’asta aggravate dall’agevolazione mafiosa – almeno 22 gare ad evidenza pubblica, in sistematica frode ai danni della Regione Calabria e della Comunità Europea.

Le gare turbate e investigate dai militari del G.I.C.O., bandite tra il 2007 e il 2016 dalle stazioni appaltanti dei Comuni di Gioia Tauro e Rosarno, nonché dalla S.U.A.P. (Stazione Unica Appaltante) di Reggio Calabria, hanno riguardato appalti per un valore complessivo superiore a 100 milioni di euro.

Nel dettaglio, le indagini – corroborate da consulenze tecniche all’uopo disposte dalla DDA – hanno accertato:

  • la turbativa di nr. 15 gare d’appalto – tra il 2014 e il 2016 – indette per la realizzazione di grandi opere pubbliche nei comuni di Polistena, Rizziconi, Gioia Tauro, Gerace, Reggio Calabria, Santo Stefano in Aspromonte, Maropati, Grotteria, Galatro, San Giorgio Morgeto, Siderno, per un valore di oltre 58 milioni di euro.

Al riguardo, è stato individuato un illecito cartello costituito da 43 imprese aventi sede in diverse regioni – articolato in cordate (calabrese, romana, toscana, siciliana e campana) – che hanno partecipato – a vario titolo – ai pubblici incanti investigati, determinandone indebitamente l’esito, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate, garantendo, in tal modo, l’aggiudicazione degli appalti a una delle imprese del cartello.

Anche laddove il richiamato cartello non fosse riuscito vincitore, venivano messe in atto manovre – sotto forma del subappalto o della procedura di nolo – al fine di controllare la gara e la conseguente esecuzione dei lavori affidata, comunque, alle imprese delle varie cordate.

  • la turbativa di nr. 7 gare d’appalto, conseguenti allo stanziamento – tra il 2007 e 2013 – di fondi comunitari per un importo complessivo di circa 42 milioni di euro, destinati alla riqualificazione delle aree urbane di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando, e dei relativi lungomare, in attuazione di Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (P.I.S.U.) previsti dal “POR Calabria FESR 2007/2013 Asse VIII Città Obiettivo Specifico 8.1. “Città e Città ed Aree Urbane”.

Le predette condotte delittuose sono risultate aggravate dalla finalità di agevolare l’attività della ‘ndrangheta, nella sua articolazione denominata cosca “Piromallidi Gioia Tauro (RC) che si è assicurata una rilevante “tangente ambientale”, garantendo la realizzazione dei lavori.

In questo sistema, sostenuto da un collante composito fatto di imposizione ‘ndranghetistica e collusione, lo scopo perseguito dal sodalizio criminale è stato quello di garantirsi il controllo dell’intero sistema delle gare pubbliche indette dalle stazioni appaltanti calabresi.

Ai vertici di tale sodalizio, le risultanze investigative hanno posto BAGALA’ Francesco cl. ‘77 e MORABITO Giorgio i quali, con l’ausilio di BAGALA’ Francesco cl. ‘90, hanno realizzato una serie di numerosi reati contro la pubblica amministrazione, nonché contro l’industria ed il commercio, al fine di appropriarsi di ingenti risorse pubbliche costituite dai fondi comunitari (P.I.S.U.), i quali, piuttosto che essere destinati ad una riqualificazione del waterfront di Gioia Tauro, hanno consentito un ingente lucro ai danni degli enti pubblici interessati.

Il ruolo di imprenditori “collusi” dei BAGALA’, era già emerso in maniera chiara dalle risultanze del procedimento cd. “Cumbertazione”, conclusa nel 2017 dal G.I.C.O. con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 27 persone, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere semplice e aggravata, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici, nonché di provvedimenti cautelari reali su decine di imprese.

Anche il MORABITO, da diverse concordanti dichiarazioni – ampiamente riscontrate – in considerazione del suo spessore criminale, aveva rapporti di “vicinanza” con i referenti della cosca sulla marina di Gioia Tauro.

Invero, per l’esecuzione dei lavori di cui agli appalti banditi dal quel comune, MORABITO Giorgio, quale imprenditore “colluso” e procuratore speciale delle ditte romane e siciliane appartenenti al cartello illecito, ha consentito l’assunzione – nei cantieri dal medesimo gestiti e/o alle dipendenze delle imprese aggiudicatarie – di maestranze segnalate dal referente dei “Piromalli”, nonché l’utilizzazione di mezzi meccanici e di un deposito riconducibili ad altri imprenditori vicini ad ambienti criminali mafiosi.

Le indagini eseguite nell’ambito dell’odierna operazione hanno riguardato anche le condotte “a valle” delle gare di appalto sopra descritte, focalizzando l’attenzione sull’esecuzione materiale delle opere, permettendo di disvelare:

  • una sistematica frode in pubbliche forniture relative a lavori nel comune di Gioia Tauro ed in quello di Rosarno in cui erano stati stanziati fondi comunitari;
  • la percezione di somme non dovute, per importi quantificati complessivamente in circa 6 milioni di euro.

A tal riguardo, le indagini hanno riscontrato diffuse irregolarità di carattere contabile e amministrativo – quali, a titolo esemplificativo, la liquidazione all’appaltatore di spese non dovute, distorto utilizzo delle cc.dd. “varianti in corso d’opera”, difformità rispetto ai progetti approvati nell’esecuzione dei lavori e nell’utilizzo dei materiali, omessi collaudi statici, consegne parziali, polizze fidejussorie irregolari, prove non eseguite sulla qualità e sullo spessore degli asfalti bituminosi – nell’esecuzione degli appalti per la realizzazione – tra le altre – di importanti opere da destinare alla pubblica utilità quali il Palazzetto dello Sport, il Parcheggio interrato e il Centro Polifunzionale di Gioia Tauro, nonché il Centro Polisportivo di Rosarno.

Fondamentale, in tale contesto, è risultata l’acclarata complicità, a vario titolo, di pubblici ufficiali – dirigenti e direttori dei lavori/collaudatori, tecnici/progettisti e/o responsabili unici pro tempore dei procedimenti relativi agli appalti – all’uopo incaricati dalle relative stazioni appaltanti.

È stato, infatti, accertato il ruolo svolto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Gioia Tauro, Ing. NICOLETTA Angela, nonché dall’Architetto Francesco MANGIONE che insieme hanno rivestito la qualifica di direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento per la maggioranza degli appalti relativi al waterfront ed alle altre opere pubbliche indetti con i fondi P.I.S.U., consentendo ai legali rappresentanti delle ditte aggiudicatarie, di poter lucrare ingenti profitti ai danni della Regione Calabria e della Comunità Europea che ha cofinanziato i progetti di riqualificazione strutturale.

Oltre ai suddetti, con riferimento agli appalti indetti dal Comune di Gioia Tauro, sono risultati coinvolti, a vario titolo, anche RISOLA Pierluigi, CREA Antonino, GABRIELE Michele e BRESSI Vincenzo quali direttori dei lavori/collaudatori tecnici/progettisti e/o responsabili unici pro tempore dei procedimenti relativi agli appalti, nonché CAMPISI Alessandra e ALATI Maria quali, rispettivamente, RUP e Segretario Comunale, pro tempore del comune di Rosarno.

Le attività investigative hanno, altresì, certificato lo stabile rapporto corruttivo insistente tra il funzionario dell’A.N.A.S. Compartimento di Reggio Calabria, Ing. Giovanni FIORDALISO e il noto imprenditore Domenico GALLO – dominus di numerose società fornitrici di bitume e calcestruzzo – finalizzato alla frode nell’esecuzione di svariati contratti di fornitura (che celavano tra l’altro subappalti non autorizzati), nonché svariati lavori in regime di somma urgenza indebitamente affidati ad imprese riconducibili al GALLO – per un valore complessivo pari a 3,5 milioni di euro – nell’ambito di n. 4 gare per lavori di ammodernamento di tratti dell’Autostrada A2 Salerno – Reggio Calabria, indette – tra il 2009 e il 2016 – da A.N.A.S. S.p.a. – ricevendo da costui beni di lusso, altre indebite utilità e promesse di incarichi redditizi nelle sue imprese.

Al riguardo, è emerso che, per il tramite delle imprese a lui risultate riconducibili, e con l’ingerenza del FIORDALISO, GALLO Domenico ha potuto effettuare forniture di bitume in diversi tratti autostradali della SA-RC, attraverso contratti di subfornitura o nolo a caldo e nolo a freddo che celavano, in realtà, subappalti non autorizzati e utilizzando materiali di qualità inferiore rispetto ai parametri imposti dai capitolati di appalto.

Nel dettaglio, a fronte delle utilità derivanti dalle omissioni poste in essere da FIORDALISO Giovanni, il citato imprenditore – tra l’altro – attraverso bonifici bancari recanti quale causale la retribuzione per prestazioni di lavoro mai effettuate – faceva percepire somme di denaro, per circa euro 94.000, a DE GIUSEPPE Caterina coniuge del predetto funzionario A.N.A.S. alla quale sono state contestate operazioni di riciclaggio volte ad ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro ricevuto.

L’attività in rassegna testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni criminali di matrice ‘ndranghetistica, nonché alle proiezioni ed infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e nell’economia legale in genere.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Le Piramidi”. Maxi truffa per oltre un centinaio di risparmiatori, disarticolata associazione per delinquere ed eseguiti sequestri di beni immobili, disponibilità finanziare e preziosi per 1,5 milioni in Italia ed all’estero (video)

(253) Questa mattina è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta della Procura della Repubblica, di Reggio Calabria diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, dal G.I.P. presso il locale Tribunale, per un valore complessivo di circa 1.500.000 di euro nei confronti di n.3 soggetti appartenenti ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di truffa aggravata mediante la raccolta e gestione di risparmi, la vendita di strumenti finanziari fasulli ed a struttura piramidale, in assenza delle prescritte autorizzazioni in danno di oltre un centinaio di risparmiatori dislocati su tutto il territorio nazionale.

Tra gli indagati anche un funzionario – ora in pensione – di un Istituto di credito che ha fornito il proprio supporto ai membri dell’associazione nell’individuazione dei potenziali clienti.

Le complesse indagini eseguite dal Comando Provinciale della Guardia di Finanzia di Reggio Calabria e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno consentito, tra l’altro, di tracciare le ricchezze illecitamente accumulate dagli indagati, e pertanto sono stati sottoposti a sequestro disponibilità finanziarie detenute su conti corrente ubicati in Italia e nell’isola di Tenerife (Spagna), terreni siti in Reggio Calabria e 127 oggetti preziosi tra cui diamanti, collane, bracciali, anelli in oro, orologi di alto valore altre pietre preziose e 241 monete di argento.

La citata misura cautelare reale deriva dalla convergenza di più attività investigative coordinate dal Dott. Gerardo Dominijanni, Procuratore Vicario, e dal sostituto procuratore Marco Lojodice, che hanno consentito di rilevare come gli indagati, agendo sotto lo schermo di società finanziarie appositamente costituite in Italia e all’estero, si facessero consegnare somme di denaro dai malcapitati clienti prospettandogli il reinvestimento in fondi di risparmio promettendo tassi di interesse particolarmente allettanti, talvolta anche fino al 40%.

I membri dell’associazione incameravano, quindi, le somme e – successivamente al fine di rendere più credibile lo schema truffaldino – provvedevano al rimborso, ancorché solo parziale delle stesse, in piccole “tranche” e mediante ricariche su carte prepagate.

Peraltro, a fronte delle somme ricevute a titolo di investimento, gli indagati facevano in modo che i soggetti truffati stipulassero polizze assicurative fittizie a garanzia degli investimenti, riuscendo così ad incamerare indebitamente ulteriori somme di denaro. Tali falsi piani assicurativi, gestiti da uno dei sodali mediante una società nel padovano, oltrea dare una parvenza di garanzia all’investimento, incoraggiavano i potenziali clienti a stipulare i predetti strumenti finanziari.

Le articolate indagini esperite hanno consentito altresì di rilevare che gran parte degli investimenti avveniva mediante la stipula di contratti di associazione in partecipazione all’interno di strutture piramidali (c.d. “Multi level marketing”), tra le quali i networks “Adamax”, “Unetenet”, “TelexFree” e “Lirbertagià”, gestiti dal principale indagato.

In particolare si tratta di tipologie di reti il cui core business è il sistema di pacchetti di affiliazioni e di vendite, tipico del c.d. “Schema Ponzi”, che prospetta agli investitori un rendimento proporzionale alla capacità di reclutamento di nuovi sottoscrittori dei piani di investimento. I clienti venivano, pertanto, posti di fronte ad una allettante possibilità di conseguire guadagni mediante il loro inserimento a titolo oneroso in una c.d. “Catena di Sant’Antonio”, facendo credere loro che, per ottenere maggiori compensi, avrebbero dovuto far inserire e dunque “reclutare” nuovi soggetti. In realtà, gli indagati hanno rimborsato i malcapitati clienti solo parzialmente, trattenendo gran parte delle somme investite.

Anche in questa vicenda è stata determinante la ricostruzione dei flussi finanziari, agevolata dal supporto informativo contenuto in alcune segnalazioni di operazioni sospette pervenute al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria per fini di prevenzione antiriciclaggio. Lo sviluppo investigativo di tali preziose informazioni ha costituito, come spesso capita in questo tipo di indagini, un imprescindibile strumento di supporto utile ad orientare le investigazioni ed aggredire i patrimoni di provenienza illecita.

Il provvedimento cautelare eseguito costituisce la conclusione di un complesso iter investigativo che dimostra – ancora una volta – la costante azione della Guardia di Finanza nella ricerca e repressione dei più gravi crimini di matrice economico – finanziaria e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Mala Civitas”. Predavano risorse destinate ai più bisognosi, 101 boss e gregari della maggiori ‘ndrine della provincia hanno richiesto e riscosso indebitamente il reddito di cittadinanza (video)

(231) 101 ‘ndranghetisti organici alle maggiori cosche della provincia, con ruoli gerarchici diversificati al loro interno, pur nella comune Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Mala Civitas”. Predavano risorse destinate ai più bisognosi, 101 boss e gregari della maggiori ‘ndrine della provincia hanno richiesto e riscosso indebitamente il reddito di cittadinanza (video)”

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Reggio di Calabria: concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione della ‘ndrangheta. Notificato avviso di conclusione delle indagini a 19 persone tra cui noti imprenditori contigui alla cosca “Condello” e funzionari pubblici infedeli

(220) Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, Continue reading “Reggio di Calabria: concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione della ‘ndrangheta. Notificato avviso di conclusione delle indagini a 19 persone tra cui noti imprenditori contigui alla cosca “Condello” e funzionari pubblici infedeli”

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Reggio di Calabria: eseguito sequestro preventivo dei beni per oltre 1 milione. Indagati per dichiarazione infedele ed indebita compensazione un imprenditore ed un noto commercialista operanti tra Condofuri e Melito di Porto Salvo

(210) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro Continue reading “Reggio di Calabria: eseguito sequestro preventivo dei beni per oltre 1 milione. Indagati per dichiarazione infedele ed indebita compensazione un imprenditore ed un noto commercialista operanti tra Condofuri e Melito di Porto Salvo”

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Villa San Giovanni (RC): Guardia di Finanza, scoperto truffaldino che continuava a percepire la pensione della madre defunta ed erogata dall’I.N.P.S.. Eseguito sequestro preventivo per oltre 32.000

(204) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro Continue reading “Villa San Giovanni (RC): Guardia di Finanza, scoperto truffaldino che continuava a percepire la pensione della madre defunta ed erogata dall’I.N.P.S.. Eseguito sequestro preventivo per oltre 32.000”

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Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Tesoretto di famiglia”. Sequestrati a Calanna (RC) fucili, pistole, munizioni e polvere da sparo. Arresto un pluripregiudicato

(189) Continuano, incessanti, le attività di controllo economico-finanziario del territorio disposte dal Comando Provinciale della Guardia di Continue reading “Reggio di Calabria: Guardia di Finanza, operazione “Tesoretto di famiglia”. Sequestrati a Calanna (RC) fucili, pistole, munizioni e polvere da sparo. Arresto un pluripregiudicato”

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Reggio di Calabria: la Guardia di Finanza sottopone a sequestro il patrimonio ( circa 1,5 milioni) di un imprenditore indiziato di appartenenza alla ‘ndrangheta (video)

(184) Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale ICO, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria – presieduta dalla Dott.ssa Ornella Pastore – su richiesta del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Giulia Pantano, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro su beni immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in 1,5 milioni di euro, nei confronti di SPOSATO Giuseppe cl. ‘65 imprenditore edile indiziato di intraneità al gruppo mafioso “Sposato-Tallarida”, operante in Taurianova (RC) e zone limitrofe.

La figura di SPOSATO Giuseppe era emersa nell’ambito dell’operazione “Terramara Closed” condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, dal Reparto Operativo dell’Arma dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria – coordinati dalla citata Direzione Distrettuale Antimafia – conclusa, nel mese di dicembre 2017, con l’esecuzione di provvedimenti:

– restrittivi personali nei confronti di 47 soggetti – tra cui il predetto SPOSATO Giuseppe, per i reati – tra l’altro – di associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, poiché ritenuti intranei alla cosca di ‘ndrangheta “Avignone – Zagari – Fazzalari – Viola” attiva nel mandamento tirrenico della provincia reggina;

– cautelari reali su un patrimonio costituito dai compendi aziendali di imprese/società, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato complessivamente in euro 25 milioni.

In particolare, allo SPOSATO è stato contestato di aver fatto parte dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta e, in particolare, dell’articolazione degli Avignone- Zagari-Fazzalari-Viola, alla quale appartiene il gruppo mafioso Sposato-Tallarida operante in Tarianuova (RC) e zone limitrofe, al cui interno il medesimo ha assunto “compiti di decisione, pianificazione delle associazioni criminali da compiere e degli obiettivi da perseguire con riferimento all’intera organizzazione criminale, nel settore delle estorsioni, delle intestazioni fittizie di beni, nonché per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e privati’.

L’egemonia imprenditoriale “mafiosa” degli SPOSATO si era espressa nel progetto di gestione del cimitero di “Iatrinoli”, affidato ai predetti dall’amministrazione comunale pro tempore – in assenza di gara ad evidenza pubblica – poi revocato dalla nuova Giunta, nonché dal “controllo del territorio” esplicato attraverso l’imposizione delle imprese riconducibili alla famiglia – con intimidazioni, assoggettamento e omertà – quali uniche fornitrici di materiale per lavori edili nell’ambito territoriale di competenza.

Alla luce di tali risultanze, la locale DDA, delegava ai citati Reparti, apposita indagine, a carattere economico/patrimoniale, volta all’individuazione dei beni mobili ed immobili riconducibili al predetto SPOSATO Giuseppe ed al suo nucleo familiare, finalizzata all’applicazione di una misura di prevenzione personale e patrimoniale.

In tale contesto, il G.I.C.O. – valorizzando le funzioni proprie della Guardia di Finanza nella prevenzione e contrasto ad ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico del Paese e di aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati – ha ricostruito, attraverso articolati approfondimenti sulle transazioni economico finanziarie e patrimoniali effettuate negli ultimi 20 anni, il patrimonio complessivamente accumulato dal nucleo familiare di SPOSATO Giuseppe.

Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato una significativa, ingiustificata differenza tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte sui redditi e il patrimonio posseduto, anche per interposta persona, ma soprattutto, la natura mafiosa dell’attività d’impresa svolta – nel tempo – dal proposto, quale imprenditore espressione della cosca di riferimento.

L’affermazione e la crescita degli illeciti progetti imprenditoriali di SPOSATO Giuseppe, sono risultati essere stati sostenuti dal legame del predetto con la ‘ndrangheta e dal supporto “qualificato” del di lui fratello SPOSATO Carmelo cl. ‘74 quest’ultimo parimenti raggiunto da ordinanza cautelare nel procedimento “Terramara Closed” , nonché destinatario di misura di prevenzione patrimoniale, disposta – a seguito di specifici accertamenti svolti dal predetto G.I.C.O. – dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione – ed eseguita nel 2019 su un patrimonio – costituito da imprese, fabbricati, terreni e disponibilità finanziarie – stimato in circa 14 milioni di euro.

Alla luce di tali risultanze, la citata Sezione Misure di Prevenzione – su richiesta della locale DDA – ha disposto, con il provvedimento in esecuzione, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile a SPOSATO Giuseppe e al suo nucleo familiare, costituito da fabbricati ubicati in Terranova Sappo Minulio (RC), Taurianova (RC) e nella provincia di Pesaro, nonché disponibilità finanziarie per un valore stimato in circa 1.500.000,00 euro.

 

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Reggio di Calabria: la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’I.C. “A. De Gasperi”, si è adoperata per la distribuzione di strumentazione informatica agli studenti costretti a casa dall’emergenza epidemiologica (video)

(164) I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno proceduto alla distribuzione dei tablet messi a Continue reading “Reggio di Calabria: la Guardia di Finanza, in collaborazione con l’I.C. “A. De Gasperi”, si è adoperata per la distribuzione di strumentazione informatica agli studenti costretti a casa dall’emergenza epidemiologica (video)”

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Palmi (RC): la Guardia di Finanza esegue un sequestro preventivo di beni pari ad 850.000 euro

(160) Nell’ambito dell’attività di servizio volta alla tutela delle Entrate statali ed al contrasto dell’evasione fiscale, i Finanzieri della Compagnia di Palmi hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni, emesso dal G.I.P del locale Tribunale, nei confronti dei titolari di due imprese operanti nel settore boschivo, fino a concorrenza di un ammontare complessivo pari ad euro 850.000 circa.

Tale provvedimento, eseguito dalle Fiamme Gialle sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal dr. Ottavio Sferlazza, scaturisce dagli esiti di un’attività di polizia economico finanziaria eseguita nei confronti di due ditte individuali, a conclusione della quale è emerso che la prima impresa sottoposta ad attività ispettiva, nelle annualità dal 2014 al 2018, ha emesso nei confronti della seconda impresa controllata, fatture per operazioni inesistenti per un ammontare complessivo pari ad oltre 1,2 milioni di euro.

Nel corso degli accertamenti sono state rilevate inoltre ulteriori condotte di rilievo penal/tributario in capo alle citate imprese, connesse, nello specifico, alla omessa e infedele presentazione delle prescritte dichiarazioni fiscali.

Le suddette condotte illecite causavano una rilevante evasione delle imposte e, segnatamente, dell’Iva e delle imposte sui redditi, quantificate in un ammontare complessivo pari a circa 850.000 euro.

Sulla scorta di tali risultanze, l’Autorità Giudiziaria disponeva il sequestro preventivo dei beni risultati nella disponibilità dei titolari delle imprese controllate, fino a concorrenza dell’ammontare delle imposte evase.

Tra i beni sottoposti a sequestro conti correnti, beni mobili registrati e beni immobili.

Il servizio svolto rientra in una più ampia azione di contrasto alla criminalità economico finanziaria messa in campo dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, finalizzata a prevenire e reprimere condotte di evasione fiscale che oltre a cagionare un rilevante danno alle casse dello Stato, determinano distorsioni del mercato e sleale concorrenza.

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Locri (RC): la Guardia di Finanza sequestra polizze assicurative per oltre 1,5 milioni, denunciate 2 persone per riciclaggio

(142) I Finanzieri del Gruppo di Locri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Locri, portavano a conclusione un’articolata attività di Continue reading “Locri (RC): la Guardia di Finanza sequestra polizze assicurative per oltre 1,5 milioni, denunciate 2 persone per riciclaggio”

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